Le tenebre, il mistero, l’inspiegabile, la magia, da sempre affascinano l’uomo. Nella maggior parte delle culture, fin dagli albori della civiltà, sono esistite credenze, culti, riti e pratiche magiche, con caratteristiche sostanzialmente simili tra loro, relative ad aspetti tipici dell’occultismo, della superstizione e della stregoneria.

Anche nella letteratura latina si trovano numerose testimonianze legate a tutta una serie di attività occulte, da uccisioni a distanza ad animali parlanti, da statue che camminano a filtri d’amore e poi metamorfosi, divinazioni, talismani, ecc.

Gli studi di psicologia, già in epoche passate, sulla natura delle scienze occulte, come la magia, sono disparati. Sigmund Freud, in particolare, accostò il pensiero magico dell’uomo primitivo a quello del bambino, il quale ritiene che la realtà sia influenzabile secondo i suoi pensieri e i suoi desideri.

Probabilmente la magia, i riti, l’occultismo e forse anche la religione nascono dall’esigenza dell’uomo di dare una spiegazione a quelle cose, avvenimenti, situazioni che sono in apparenza inspiegabili, almeno finché il sapere e le conoscenze scientifiche dell’uomo non ne vengono a capo. Ma spesso ci sono avvenimenti che non trovano, o non possono trovare mai una spiegazione chiara e univoca. La morte, in tal senso, è verosimilmente l’evento principe, un’amara realtà che spaventa e al tempo stesso affascina l’uomo. Si potrebbe affermare che in fondo la paura dell’ignoto trae origine proprio dalla morte che, in effetti, rimane per tutti un viaggio nell’oblio o magari verso il nulla.

Nel cortometraggio Tenebrae facte sunt (per la regia di Emanuele Cerman uno dei protagonisti di Tigri di carta, vedi link) proprio la morte, i riti, la smania di scoprire, il desiderio di capire e trovare un segno dall’aldilà sono i temi portanti. Il breve film, che vi consiglio di vedere, è girato e diretto egregiamente; ottimo anche il montaggio, la musica e l’audio. L’interpretazione dei due protagonisti è buona, molto brava lei e anche lui (Cerman stesso) offre un’ottima dimostrazione del suo talento nella recitazione, sebbene a mio parere Emanuele può dare anche di più…

 

TENEBRAE FACTE SUNT se hai problemi nel caricare il corto vedi  http://uk.video.yahoo.com/watch/812455

 

Il cortometraggio nonostante sia di buona qualità, per quel che riguarda la sceneggiatura e il suo significato rimane – almeno a una prima visione – un po’ ‘occulto’.

Molti riti considerati occulti, magici o pagani, con la cristianizzazione dell’Europa non furono in realtà del tutto cancellati, al contrario la religione cristiana assorbì molti elementi collegabili a cerimonie preesistenti, tutt’oggi riscontrabili in particolare nel Cattolicesimo. Dimostrazione di queste influenze è il culto dei Santi, alcuni dei quali furono letteralmente sovrapposti a una corrispondente divinità pagana. Un esempio eclatante è il culto della Madonna, che molti studiosi identificano come una continuazione del culto della Dea Madre, influenzato in particolare dalla figura della dea Iside. Anche la figura di Satana, secondo molti è frutto della fusione tra le caratteristiche di alcune divinità pagane delle foreste, come Pan e la figura del satiro; poi ancora nell’iconografia, le aureole, che molti vedono come una riproduzione dei dischi solari che contraddistinguevano le divinità egizie, e si potrebbero citare molte altre caratteristiche simboliche simili.

È evidente dunque la commistione fra magia, occulto, religione e spiritualità. L’uomo per dare pace all’atavica paura verso ciò che non può controllare con la ragione, oggi come in passato, si è affannato nella ricerca della giusta dimensione spirituale. Sebbene il cammino spirituale in genere è un percorso principalmente soggettivo e individuale, può essere ricercato anche attraverso le più disparate aggregazioni, siano esse religiose, parareligiose o ‘pagane’.

Per cammino spirituale si può intendere un percorso di breve durata, finalizzato a un obiettivo specifico, o per tutta la vita. Durante tale percorso, per realizzare un determinato proposito, si possono inserire alcune tappe o evidenziare momenti significativi, come ad esempio la preghiera, il digiuno, la meditazione ecc.

Nell’ultimo cortometraggio che vi propongo il protagonista cerca di capire quale sia la differenza fra Tonal Nagual, forse proprio alla ricerca di una personale dimensione spirituale.

Un Nagual, secondo la mitologia azteca, era uno spirito totemico; ogni dio e ogni essere umano avevano un Nagual (ad esempio Quetzalcoatl/serpente piumato). Il Nagual secondo Carlos Castaneda (scrittore peruviano) è in contrapposizione al Tonal, inteso come tutto ciò che può essere trattato e compreso dalla ragione; il Nagual è una realtà che sconfina oltre la pura comprensione intellettuale e di cui si può solo essere testimoni, è tutto ciò che si trova al di fuori del territorio del linguaggio, del concetto, è lo spirito imperscrutabile di cui si può solo fare esperienza diretta.

Il corto Tonal e Nagual tratta appunto di questi due aspetti e lo fa in modo forse non troppo originale ma curando molto la fotografia, l’inquadratura, il colore, l’aspetto audio e il montaggio. Soddisfacente anche l’interpretazione dei due protagonisti, in particolare quella della maestra-divinatrice. Interessante ed efficace il finale.

 

Tonal e nagual

 

Ci saranno sempre temi e avvenimenti che, non trovando soluzione scientifica, affascineranno e spaventeranno l’uomo, che nell’intento di trovare una spiegazione ‘accettabile’, si affiderà alla spiritualità, all’occulto, alla magia e/o alla religione.

 

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