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	<title>LetterMagazine</title>
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	<description>rivista culturale online</description>
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		<title>La fortuna dello specchio rotto</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 04:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Nefertiti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[buca del coniglio]]></category>
		<category><![CDATA[rughe]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Teresa di Gallura]]></category>
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		<category><![CDATA[specchio rotto]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio nel tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ero circondata dagli specchi difettosi. Non parliamo dei cabinotti di prova dei negozi, quelli fanno passare la voglia di shopping qualunque cosa ti metti, anche vestita di nero sembravo il Gabibbo, ma perfino a casa mia, che diamine! Ogni mattina ci mettevo tutta la buona volontà e cercavo di darmi una forma umana, ma anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTKPEMmsLmoOSTNW85HRD2xt0pWbjy02m7szqENP9EtgsWXgd9U1rpKMRjb" alt="specchio" width="250" height="160" />Ero circondata dagli specchi difettosi. Non parliamo dei cabinotti di prova dei negozi, quelli fanno passare la voglia di shopping qualunque cosa ti metti, anche vestita di nero sembravo il Gabibbo, ma perfino a casa mia, che diamine! Ogni mattina ci mettevo tutta la buona volontà e cercavo di darmi una forma umana, ma anche dopo un lavoro di restauro che nemmeno alla facoltà di Conservazione dei Beni Culturali di Ravenna, quel maledetto pezzo di vetro mi rimandava sempre l&#8217;immagine di una grigia megera rugosa, dall&#8217;incarnato color topo.<br />Ho speso un capitale in uno specchio firmato ma non è servito a niente, mi faceva vedere sempre la stessa faccia di vecchia strega. Poi le mie amiche mi hanno confessato che loro hanno cercato di fare amicizia con quella signora anziana che vive dietro agli specchi; pare che gli inizi siano stati difficili, è dura guardare una versione di se stessa che somiglia in modo inquietante alla propria nonna, ma col tempo qualcuna si è trovata bene, diceva di aver trovato una donna di spirito e di buone letture. Io ci ho provato, ma la strega che ha preso la residenza dietro al mio specchio era antipatica come un&#8217;influenza intestinale, non aveva il minimo senso dell&#8217;umorismo e non si interessava di niente. Ho provato coi libri, i film, i viaggi, l&#8217;attualità, perfino il calcio. Niente. Alla fine sono passata all&#8217;arma di<em> fine di mondo</em>, i ricordi, e quella si è messa a piangere uguale identica alla Fornero, con la stessa gelida ruga in mezzo agli occhi, profonda come una coltellata.</p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://www.liberoquotidiano.it/resizer.jsp?img=zcVYnplgPUzInLL%2BwZnCETNmBU3YBREehp%2BZN01dueM%3D&amp;w=470&amp;h=-1&amp;maximize=true" alt="Fornero nello specchio" width="250" height="147" /></p>
<p style="text-align: justify;">Non c&#8217;è da meravigliarsi se mi è presa una crisi isterica e le ho lanciato la spazzola dritto in faccia; provate a pensare di avere la Fornero nel vostro specchio, poi ne parliamo. L&#8217;ho centrata in pieno e le ho procurato un nuovo set di rughe, una bella ragnatela che dal centro si diramava fino ai bordi. Come c&#8217;era da aspettarsi, la strega è scappata a nascondersi dalla paura, io invece mi sono affacciata allo specchio per scovarla e magari tirarle un&#8217;altra randellata alla nuca, ma ho provato una sensazione inquietante. Non ero io che guardavo lo specchio, era lo specchio che guardava me. </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://radsoapco.files.wordpress.com/2011/07/down_the_rabbit_hole4.jpg" alt="Down the rabbit hole" width="250" height="231" />Immaginate di cercare l&#8217;ultimo gradino di una scala a luci spente, e quando mettete giù il piede lo scalino è molto, molto più alto di quello che vi aspettate. Secondo voi uno specchio è piatto, vero? E invece no. Il mio era molto più profondo di quello che credevo, e a forza di sporgermi ci sono caduta dentro, come Alice nella buca del coniglio. Ho ripreso coscienza su una spiaggia e mentre guardavo il mare come se fosse stato pieno di squali, mi sentivo in preda a un effetto di sdoppiamento, non vedevo niente e non riuscivo neppure a parlare. Mi sembrava di dovermi liberare la faccia da una calza di nylon.<br />Ho sentito un coro di risate e il tocco di una mano sulla spalla mi ha fatto sobbalzare, ma era solo un&#8217;anima pietosa che mi porgeva un fazzolettino. Ero piena di sabbia, ne avevo in bocca, negli occhi, nei capelli, e sputavo come un lama. Quando sono riuscita a pulirmi gli occhi ho visto intorno a me un gruppo di ragazzi e ragazze che ridevano. Ottimo, la megera mi aveva mandato pure i nipoti. Però&#8230; i malefici ragazzini somigliavano in modo inquietante ai miei compagni di liceo, quelli con cui avevo fatto il campeggio dopo la maturità, e la spiaggia sembrava quella di Santa Teresa, dove ci eravamo stravaccati per un mese tra canne, birra, sole e sesso. Una folata di vento ha fatto volare via le pagine di una Gazzetta dello Sport.<br /><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://pervolontadidio.files.wordpress.com/2010/12/libro_della_vita.jpg" alt="pagine nel vento" width="250" height="250" /><em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&lt;&lt;Ben svegliata, Beatrice! Sembravi morta&#8230;&gt;&gt;</em><br /><em>&lt;&lt;Eh? Cosa&#8230; Cosa c&#8217;è? Chi siete?&gt;&gt;</em><br /><em>&lt;&lt;Oh non datele più da fumare per favore, non ci riconosce nemmeno&#8230; Venite che andiamo a fare il bagno!&gt;&gt;</em><br />Un po&#8217; barcollante, mi sono alzata e ho seguito gli altri, ma prima sono riuscita ad afferrare una delle pagine del giornale. Non riuscivo a respirare mentre cercavo la data sulla carta rosa. 28 luglio 1975. Lunedì. Gli amici stavano commentando i risultati della maturità, due ragazze sparlavano del mio 58 assolutamente immeritato, gli altri mi prendevano in giro, <em>Bea hai mancato il 60 per un pelo, potevi metterti gli occhiali almeno per una volta</em>&#8230; Io stavo lì come un&#8217;ebete e non ho fatto una piega quando mi hanno detto che toccava a me lavare i piatti. Ero disposta a lavare i piatti di tutto il campeggio, e con gioia. Tutta la mia vita davanti, di nuovo&#8230; A chi capita una botta di culo del genere? Ho giurato che stavolta non l&#8217;avrei sprecata e che mi sarei tenuta ben alla larga dagli specchi. Col cavolo che ci volevo tornare, nella buca del coniglio.</p>
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<small>Copyright &copy; 2010 <a href="http://www.lettermagazine.it">LetterMagazine</a> <br />
 This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> 59db2746b7e2b9dfc35cc2214b225efd (38.107.179.227) )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Mestiere difficile quello del genitore, tra l&#8217;altro&#8230; sottopagato</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 04:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Petrucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini crescono]]></category>
		<category><![CDATA[il calcio di una volta]]></category>
		<category><![CDATA[lavezzi all'inter]]></category>
		<category><![CDATA[leatà]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto madre figlio]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;articolo che segue in realtà non è un articolo, è di più. Motivo per il quale dovresti leggerlo. In più, sarebbe bello sapere che cosa ne pensi, per arricchire la discussione che a me ha davvero colpito. L&#8217;autrice della riflessione non è una giornalista, non è una che scrive romanzi, non è quel tipo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;articolo che segue in realtà non è un articolo, è di più. Motivo per il quale dovresti leggerlo. In più, sarebbe bello sapere che cosa ne pensi, per arricchire la discussione che a me ha davvero colpito.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;autrice della riflessione non è una giornalista, non è una che scrive romanzi, non è quel tipo di persona che definiremo <em>una letterata impegnata</em>. Lei è prima di ogni altra cosa una mamma, ma è soprattutto una persona sensibile, di quelle che ti sorprendono perché ti raccontano una storia come questa e tu, che scrivi racconti, romanzi, articoli di marketing e ti spacci per intellettuale, resti lì talmente senza fiato che alla fine ti fai da parte e decidi che questa settimana invece del tuo articolo &#8220;intellettuale&#8221;, pubblichi l&#8217;articolo vero e reale di Anna, mamma del piccolo Alessandro protagonista del racconto, che in realtà è una email privata, per la quale ho chiesto il permesso di renderla pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona lettura.</p>
</blockquote>
<p><img style="margin-top: 25px; margin-bottom: 25px;" title="bambini giocano" src="http://2.bp.blogspot.com/_n8MVPGUbtwk/Szi7Z48skTI/AAAAAAAAAWs/k1G966bFnXw/s400/calcio.jpg" alt="bambini che giocano a calcio" width="374" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;">Devi sapere che i figli, per quanto tempo ci dedichi e per quanto credi di conoscerli, non sai mai che cosa aspettarti da loro, non puoi mai prevedere reazioni, mai sapere o nemmeno lontanamente immaginare che cosa possa sobbollire in quelle teste sempre in fermento.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo puoi renderti conto se un figlio ha un carattere sensibile, ma non puoi immaginare i limiti di quella sensibilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Martedì pomeriggio, annoiati dal tempo che non passava e frementi in attesa dell&#8217;ora X (l&#8217;ora delle convocazione per una partita qui da noi, a cui ci è poi andato col <em>su&#8217; babbo</em>) ci siamo messi a <em>zompettare</em> sul web in cerca di notizie sul Napoli. Abbiamo trovato un sito &#8220;<em>pericoloso</em>&#8221; che pubblicizza le camerette del Napoli e ne abbiamo scelta una per la prossima vita, abbiamo visto dei video su Youtube di telecronache fatte dai nostri cronisti tifosi preferiti (Carlo Alvino e Raffaele Auriemma) e ci siamo fatti un sacco di risate perché quei due danno veramente i numeri. Infine siamo approdati su un blog di appassionati del Napoli che proprio quel giorno aveva pubblicato un articolo che ho avuto la malsana idea di leggere ad Alessandro sotto sua richiesta perché lo incuriosiva il titolo &#8220;<a href="http://videoazzurri.blogspot.com/2012/05/lavezzi-e-scappato-da-napoli-e-ha-fatto.html" target="_blank">Lavezzi è scappato da Napoli, facciamocene una ragione</a>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma porco cacchio, io che ne potevo sapere che quell&#8217;articolo avrebbe provocato certe reazioni?</p>
<p style="text-align: justify;">Confesso, che nel leggerlo, un nodo alla gola è venuto anche a me, ma che Alessandro scoppiasse a piangere dopo un raffica di spasmi nervosi e un veloce preavviso: &#8220;<em>Mamma sto per piangere</em>&#8220;. No, proprio non me l&#8217;aspettavo.</p>
<p style="text-align: justify;">Lui piangeva perché aveva capito tutto il senso dell&#8217;articolo, per la delusione, perché anche se le voci che circolano non sono ancora fondate, c&#8217;è molta probabilità che sia tutto vero, piangeva perché Lavezzi è il suo calciatore preferito e ora sente che lo sta tradendo. Forse la colpa di tutto è mia poiché forse io gli sto inculcando (lo assillo in realtà) dei valori di lealtà e appartenenza e Alessandro si rende conto che il suo idolo forse quei valori non li ha, o se li ha mai avuti, forse li sta perdendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel pianto era contagioso, facilissimo immedesimarsi nella sua emozione e nella sua delusione, ma mi sono caricata di cinismo per ridimensionare il momento, e per mandarlo in campo &#8211; l&#8217;ora della sua partita era imminente ormai &#8211; meno frustrato e più carico di obiettivi personali.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ho fatto una testa così: gli ho spiegato che il calcio è una metafora della vita, ma prima, arrampicandomi sugli specchi, gli ho dovuto spiegare che significa metafora (è più forte di me, me le vado proprio cercando!), gli ho fatto riascoltare De Gregori (<a title="la leva calcistica del 68" href="http://www.youtube.com/watch?v=P3PcbWARuCQ" target="_blank">La leva calcistica del’68</a>, bellissima) e gli ho anche raccontato che il Calcio di una volta era tutt&#8217;altra cosa, era una disciplina giocata col cuore, che i soldi c&#8217;entravano poco o niente, che i genitori non si pigliavano a mazzate sugli spalti come accade da noi adesso, che gli ingaggi non erano scandalosi come quelli di questi tempi e blablabla&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre Ale era in piena partita, io ripensavo a questa cosa accaduta poco prima e mi rassegnavo al fatto di dover ascoltare al suo rientro tutto il racconto minuzioso, minuto per minuto delle sue gesta eroiche, dei suoi errori, dei falli fatti e subìti e dei <em>cazziatoni</em> del Mister, ma prima che andasse via gli ho detto &#8220;Alessà, a me non importa se diventi un calciatore o no, lo sai, a me interessa che studi, ma se proprio il calcio continua a piacerti e diventi bravo, ma proprio <em>bravobravobravo</em> allora vai avanti. L&#8217;importante è che non diventi come loro, perché io un figlio così non lo voglio.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Lui mi ha fatto l&#8217;occhiolino e mi ha promesso una dedica virtuale laddove avesse fatto un gol!</p>
<p style="text-align: justify;">Che mestiere difficile quello del genitore, tra l’altro anche sottopagato! Non si è mai pronti, mai preparati, anche dopo anni di gavetta, MAI!</p>
<p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=P3PcbWARuCQ">http://www.youtube.com/watch?v=P3PcbWARuCQ</a></p></p>
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<small>Copyright &copy; 2010 <a href="http://www.lettermagazine.it">LetterMagazine</a> <br />
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		<title>Yric sotto il fico</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 04:28:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>(Collaborazione esterna)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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		<category><![CDATA[Mauro Cristofani]]></category>
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		<description><![CDATA[- racconto e illustrazioni di Mauro Cristofani -  A Yric piace menarselo sotto il fico dietro casa sua nelle prime ore del giorno, la lacrima dolce e melmosa che emette il frutto maturo è simile a quelle copiose del suo sesso quando lo fa godere. Intanto parla a se stesso. “Che bello svegliarsi una mattina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 30px;"><strong>- racconto e illustrazioni di Mauro Cristofani -</strong> </p>
<p>A Yric piace menarselo sotto il fico dietro casa sua nelle prime ore del giorno, la lacrima dolce e melmosa che emette il frutto maturo è simile a quelle copiose del suo sesso quando lo fa godere. Intanto parla a se stesso.</p>
<p>“Che bello svegliarsi una mattina d’estate essere felice se fuori piove gli occhi fissi a una figura amata nel cuore l’amoroso sentimento la mente piena di gelosissimi segreti…”.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 15px;" src="http://i.imgur.com/ruzWq.jpg" alt="" width="365" height="517" />Oggi un gatto che si trova a passare da lì vede quel tipo che sta muovendo la mano su e giù stringendo il suo coso e biascicando ispirato frasi incomprensibili.</p>
<p>“Ma che dice?” si domanda.</p>
<p>Il segaiolo tutto preso com’è dal proprio lavoretto neanche lo vede.</p>
<p>“…Una figura un sorriso la sua figura il suo sorriso oasi di pacato desiderio miraggio diventato vero nelle notti insonni agitate da sensuali tempeste che si estenuano stendendo il corpo nudo sotto l’argento della luna…Si può vivere per un sorriso?”.</p>
<p>-Che lagna! &#8211; miagola il gatto su note acute.</p>
<p>Il giovane uomo chiamato Yric gli butta un’occhiata distratta.</p>
<p>-Hai ragione hai ragione…- biascica ansando mentre guarda in un sussulto godereccio i filamenti simili a lacrime di latte che gli coprono la mano. Si pulisce con un pampino strappato dal filare dell’uva si tira su i calzoni e s’alza in piedi mostrando d’essere un bell’esemplare d’aitante maschione.</p>
<p>-Se vuoi capire qualcosa ascoltami con pazienza e vedrai che ti sarà facile rispondere alla mia domanda.</p>
<p>-No no tu sei troppo complicato, io sono solo una bestia con le cispe agli occhi.</p>
<p>-Potrai capirmi, di gatti me ne intendo.</p>
<p>-Se lo dici tu. Ma non scordare che sono un apprendista al primo viaggio fuori dei suoi confini.</p>
<p>Yric s’accomoda per bene sopra l’erba riagguanta il proprio tesoruccio e riprende a menarsi, meditabondo.</p>
<p>-Ecco…ecco…ritrovo la domanda…Si può vivere per un sorriso? Illanguidire nel giorno struggersi a sera aspettare passi lontani la notte eiaculando sfinito nell’ombra rubando ai giorni…Lucentezza d’uno sguardo che si lascerà offuscare da passanti vogliosi, per buttarsi via.</p>
<p>Ora il movimento della mano è frenetico, su e giù su e giù su e giù…occhi velati e ispirazione incerta.</p>
<p>-Ma di che parli? &#8211; miagolìo lamentoso e stizzito del gatto. &#8211; Sono d’un’altra razza io, non capisco ‘sti giri di parole!</p>
<p>Ma Yric è avvolto ora in una bolla trasparente e fragile, vorrebbe uscirci ma non può.</p>
<p>-…E non mi basteranno mille amori mille baci non mi sazieranno milioni di parole non potranno mai riempire il vuoto…Si può esistere per un sorriso dimmi si può vivere d’una speranza di zucchero filato che si scioglie in bocca senza lasciare traccia d’una giocosa pralina inconsistente che si diverte a rotolare su di me senza farsi assaggiare d’una goccia di nèttare fuggevole succoso inebriante afferrato per un attimo nell’aria, così necessario per sentirselo pulsare nelle vene…</p>
<p>-Ah ho capito, è quello che chiamate amore.</p>
<p>Ma l’altro non lo sente, tutto preso com’è dall’ennesima replica della sua piccola morte.</p>
<p>Devastato silenzio. Il gatto annusa il nèttare v’immerge la linguetta rosa e assapora con gusto.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 15px;" src="http://i.imgur.com/TclEn.jpg" alt="" width="512" height="256" />Ritorno dall’estasi. Yric fissa l’opalina occhiuta della bestia, mentre il lattaceo frutto del proprio godimento rimbalza fra di loro.</p>
<p>-Gatto dimmi tutto di te, voglio sapere tutto! &#8211; voce soffiata ma imperiosa.</p>
<p>-Un bel giorno uscii dalla mia cuccia e venne fuori la parte più nascosta di me…</p>
<p>-T’apristi alla vita.</p>
<p>-Sì, e mi garbò.</p>
<p>-Sono contento d’averti conosciuto, a prima vista mi sei parso un gatto spelacchiato e basta.</p>
<p>-Certe cose me le tengo, son geloso.</p>
<p>-Che bello, m’escludi la formazione d’un orientamento…</p>
<p>-Ci risiamo coi paroloni!</p>
<p>-Sotto quest’albero non strapazzo solo questo coso (indica il sesso ormai rammorbidito) ma anche ‘sta zucca (alzando lo sguardo s’indica la testa), ho tutto qui alla gola che mi soffoca.</p>
<p>-Ti salva l’ironìa…</p>
<p>-Huè tu capisci troppe cose!</p>
<p> Yric è sdraiato sotto il fico, gatto accoccolato accanto a lui.</p>
<p>-Quanta sicurezza dà quest’albero, i suoi rami calati intorno a noi paion proteggerci.</p>
<p>-Vorrei rimanere qui con te, ma sono solo un gatto.</p>
<p>-E io un uomo solo.</p>
<p>-Però quanto calore hai…</p>
<p>-Me lo dà il tuo pelo morbido.</p>
<p>-Chissà quanti gatti hai carezzato…</p>
<p>-Mai con tanto amore (sembra scoppiare il cuoricino della bestia).</p>
<p>-Sogniamo un po’.</p>
<p>-Non di sogni abbiam bisogno, due come noi ne fanno sempre troppi. Essere felici insieme, ci vorrebbe.</p>
<p>-Mah!&#8230;gatto tu uomo io…Accontentiamoci di sognare.</p>
<p>-Non sapevo di poter amare un uomo…</p>
<p>-In tutta la mia vita ho amato solamente gatti.</p>
<p>Sguardo stupìto e incredulo, poi d’impeto:</p>
<p>-Sarò buono con te, il migliore dei gatti! Ti scalderò l’inverno con la mia pelliccia e con le fusa ti leccherò le ferite, veglierò il tuo sonno e al risveglio mi troverai vicino…</p>
<p>-Farai tutto questo per me?</p>
<p>-Tutto quello che un gatto può fare per un uomo…Per un uomo come te!</p>
<p> Yric e la sua beatitudine.</p>
<p>-Gli animaletti dell’erba hanno ascoltato, ora è a noi che cantano.</p>
<p>-Ho paura, vorrei essere un gatto come tanti.</p>
<p>-Siamo quel che siamo, tutto è già deciso. Anch’io ho imparato a non invidiare la semplicità dei miei simili, i loro desideri le voglie le manìe meschine il divagar nel mondo senza chiedersi perché, ombre fuggevoli che ingordi animaletti sotterranei attendono per rimpinguarsi…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><em>…Niente è più desolato</em></p>
<p align="center"><em>della vita del sognatore</em></p>
<p align="center"><em>Non sa dove trovar conforto, come placar</em></p>
<p align="center"><em>la sua sete d’amore…</em></p>
<p align="center"><em> </em></p>
<p>-I tuoi versi sono lame taglienti che m’entrano dentro con dolcezza e mi feriscono, ma è la parte umana quella che mi fa più male.</p>
<p>-Restiamo qui io e te, per sempre!</p>
<p>-Sì, sì…Vivere all’ombra amica di quest’albero vedere passar la vita da lontano senza che ci sfiori, senza che possa scalfire i nostri sogni…</p>
<p>-…Sentirsi in armonia con la natura e le cose spaziare nella vastità dell’orizzonte immaginare cosa accade nei rifugi e nei grandi palazzi non sentire gli affanni…Gattino mio, ti amo.</p>
<p>-Rinasco per te, prendi la mia vita.</p>
<p>-Cercherò di meritarti godrò d’ogni goccia di gioia stillata dal cuore quando scivolerà su me…anche se la sua intensità benefica la saprò solo quando sarà scomparsa. Cancellerò il personaggio inventato dalla fantasia abbandonerò la moneta falsa delle lusinghe e delle inutili promesse e non vorrò più essere qualcun altro e sempre in altri luoghi, ma me stesso…</p>
<p>-La tua voce arriva da lontano, ha il suono dell’eternità.</p>
<p>-…E ci sei tu diamante cercato e mai trovato che mi ripari dal gelo dell’indifferenza, che sciogli egoismo e ipocrisia in lacrime liberatrici.</p>
<p>-Ma tu piangi!</p>
<p>-Sono lacrime buone, rendono l’anima leggera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pacato è il silenzio, interrotto solo dai soavi suoni della quiete.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 15px;" src="http://i.imgur.com/UCsTR.jpg" alt="" width="329" height="471" />-Amico mio, guarda attraverso le fronde e vedrai nuvole chiare e lembi di cielo azzurro…</p>
<p>-Tutto si specchia nei tuoi occhi, i tuoi occhi bellissimi che amo.</p>
<p>-Dillo ancora e ancora ho sete di frasi struggenti, ho fame d’amore! Voglio essere come un bimbo appena uscito dal ventre della madre, insanguinato e offerto alla vita come un angelo indifeso ma deciso a sfidare il pericolo dell’allegro disordine che il tuo incontro ha portato.</p>
<p>-Non credevo esistesse tanta beatitudine…</p>
<p>-Nessuna volontà avrebbe potuto impedire il nostro incontro, i simili sono sempre attratti fra di loro. Il fiume trova la sua foce e la stella il suo cielo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scende la sera, l’ombra del fico è scura.</p>
<p>-Ho paura…</p>
<p>-Stammi vicino.</p>
<p>-La tua vita passata…</p>
<p>-…Splendente a tratti, canzoni gaie e gutturali fra zone buie e luminose. Sguardo fisso al domani portatore di promesse, ero disposto a tutto per farle diventare vere. Anello magico di congiunzione di cerchie d’eletti andavo a passi spediti con aria vaga di mistero, inquietante per certuni ma irresistibile per altri, nella bocca chiudendo frasi indicibili e calpestando formiche e ragni. Senza patria né famiglia m’avvolgevo in spirali carezzevoli, fra seduzioni languide e seducenti giochi d’arte…Afferravo in tempo il timone alla vista d’un’onda minacciosa riuscendo sempre a portare in salvo il navicello, rifugiandomi nei più sicuri approdi e fra le braccia più aperte pronte ad aspettarmi…</p>
<p>-Sei ancor giovane, come hai potuto vivere già tanto?</p>
<p>-Volontà carattere intrepidezza, ho fatto buon uso di questi doni ricevuti dalla sorte. Ci furono battaglie passeggere e poi sconfitte e poi cadute al suolo, ma mai una goccia di sangue. Piccoli e grandi drammi passeggeri, tutto ciò che è vita…Ma i giorni di splendore passano il clamore s’attenua la bellezza diventa merce d’accatto, le belle idee svendute come pomi marci. Voglia di naufragare di lasciarsi andare alla deriva…</p>
<p>-E poi, e poi?</p>
<p>-Non ricordo, non voglio ricordare! Ora la verità è quest’albero, sei tu.</p>
<p>-Parla invece, dimmi quello che non hai detto a nessuno e guarirai dai tuoi mali.</p>
<p>-…I giorni del silenzio, il domani che diventa ieri. Ombre indistinte parole crudeli e scene di malvagità, gesti studiati per offendere e ferire…Tempo che scivola come sabbia fra le dita. Poche oasi, per calmare la sete. Non ero più l’eroe vincente coperto d’oro e d’argento, mi specchiavo senza riconoscermi. Aprivo porte con fragore per non credermi fantasma e mi graffiavo il viso, scrivendo col mio vomito il nome di chi fui…</p>
<p>-Miaooooo…</p>
<p>-Ti metti pure a miagolare.</p>
<p>-Sono un gatto!</p>
<p>-Mi piacciono i gatti ma non i brutti versi.</p>
<p>-Il nostro primo litigio…Allora è proprio una vera amicizia.</p>
<p>-I miei discorsi ti annoiano.</p>
<p>-Ma no! Però devi ammettere che…ti perseguitò la fortuna!</p>
<p>-La mia fortuna è avere incontrato te.</p>
<p>-Non posso rimanere, ma tornerò qui ogni sera.</p>
<p>-Ogni sera aspetterò.</p>
<p>Ma il gatto non torna sotto il fico né la sera dopo né quelle seguenti, non torna più per un anno intero e Yric ora sa come può essere grande il vuoto creato da un’assenza. Ma un umano appartiene alla sua tribù e la tribù non accetterà mai veramente la sua fuga, e un gatto si lascia carezzare per il tempo d’un sogno ma poi seguirà altri padroni.</p>
<p>Se il tocco fortunato era apparso di nuovo in veste dell’illusione più irridente, allora via colla vita facile fra amori stradaioli a smerciare fals’oro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A lungo Yric non torna sotto il fico, passano gli anni. Ora non è più un giovane uomo, ma un vecchio ragazzo.</p>
<p>Si ritrova davanti a quell’albero una sera, e il gatto è lì.</p>
<p>-Si sta bene in quest’ombra, la sua frescura fa passare la stanchezza e la sete.</p>
<p>-Non speravo più di ritrovarti.</p>
<p>-Desideravo rivedere quest’albero, una volta m’è apparso in sogno.</p>
<p>-Come sono i sogni dei gatti?</p>
<p>-Tali e quali come quelli degli uomini, ma noi li ricordiamo tutti per filo e per segno.</p>
<p>-Noi umani invece solo quelli fatti al dormiveglia, e in nebulose poco chiare.</p>
<p>-Meglio per voi, non rischiate di confonderli con la realtà.</p>
<p>-La realtà ha ben poco di sognante, può solo deludere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Yric guarda il gatto ma i suoi occhi si perdono nel vuoto, scomparse sono le magìe d’un giorno ormai lontano. Si distende nell’erba accanto all’essere con cui sognò l’amore, si toglie lento i vestiti e via!&#8230;ancora un giro di danza di danza di danza…Porgere il corpo chiaro alla luce della luna filtrata dall’intreccio dei rami perdersi nel verde mille volte rinato e aspirarne gli odori, la mano ricolma che arpeggia su e giù su e giù su e giù…E il ritmico canto risuona nel cuore, ancora una volta riempiendolo.</p>
<p>-Ho una casa di gente accogliente e festosa… &#8211; Una frase una frase qualunque che annulli l’insopportabile ànsito. &#8211; Cibo a volontà…cuscini…carezze…e tanti altri bei gatti per farci compagnia!</p>
<p>Ma Yric è lontano, non lo sente. Si piega nell’erba si torce sussulta nel godimento diventato delirio, ma l’urlo mozzato non è di vittoria e il suo viso è rigato dal pianto.</p>
<p>La notte è una cappa di piombo che copre ogni cosa, l’intorno s’annulla. Yric vecchio ragazzo cocciuto inizia a contare le foglie del fico, perché sa che alla fine otterrà le risposte cercate. Non sente la lieve carezza sui capelli non vede il ragazzo accanto a sé alzarsi lento nell’ombra dell’albero, sparire in un raggio di luna. Prosegue la sua conta impossibile, foglia per foglia per foglia per foglia. E foglie e foglie gli scivolano fra le dita senza sapere come mai, e senza sapere perché…Così per tutto il tempo che gli resta da vivere come essere umano felicemente prigioniero, mentre il fico s’incurva sempre più sempre più fino a chiuderlo in sé, fino a soffocarlo. Si ode allora un “Miaooooo” prolungato rabbioso terribile e liberatorio, prima di scorgere un felino arruffato balzar fuori dai rami e scappare lontano, rapido come una folata di vento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Si ringrazia Micaela Lazzari per l&#8217;editing.</em></p>
<hr />
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		<title>L’Artista è un cane…</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 12:25:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamy Moore</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img title="The Artist" src="http://i.imgur.com/aHpZU.jpg" alt="The Artist" width="175" height="247" />         <img title="protagonisti artist" src="http://i.imgur.com/PGFOx.jpg" alt="protagonisti artist" width="336" height="252" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;"><strong><em>Lo ricordate il mitico baffetto che in bianco e nero, senza fiatare, passava dagli onori delle cronache a un pelo dal mordere la polvere, sempre scortato dal suo mitico cagnetto ammaestrato? Fedele ai suoi principi al punto da rischiare un’ostinata solitudine e una fine indecorosa…</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;"><strong><em>15 milioni di dollari per realizzarlo e un incasso ad aprile di oltre 127 (mil.). Ma come spesso avviene in questi casi anche un film come The Artist ha rischiato di non vedere mai la luce.</em></strong></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">Credere in, e realizzare, progetti su cui nessuno scommetterebbe, riuscendo ad arrivare in porto anche col vento sfavorevole. Nell’era del 3D e del Dolby quale produttore sano di mente avrebbe <img class="alignright" style="margin: 15px;" title="titolo film" src="http://i.imgur.com/VQ6Jt.jpg" alt="titolo film" width="288" height="187" />finanziato un film in bianco e nero, e soprattutto muto?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Uno intelligente, direi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sì, perché invece di valutare e sostenere l’originalità di un progetto si guarda in genere solo ed esclusivamente al se e quanto incasserà. Così per anni son venuti fuori film doppioni uno dell’altro, in una guerra assurda fra potentati che proponevano trame trite e ritrite, storie prive di mordente ma magari stracariche di effetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovvio che si storcesse il naso davanti ad un progetto come <em>The Artist</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Chi più chi meno avran pensato tutti: vada per il bianco e nero, non è l’unico esempio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma muto proprio no! Muto…</p>
<p style="text-align: justify;">E mica tanto poi… c’è la colonna sonora e pure gli <em>intertitles</em>, e l’unica battuta che pronuncia non fa rimpiangere che l’eroe non abbia mai parlato… Scherzo!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">E ora vorrei vedere la faccia di coloro i quali l’hanno mandato a digerire, scuotendo il capo ed agitando un certo dito pensando al budget da impiegare.</p>
<p style="text-align: justify;">Beccato l’Oscar 2012 per <em>miglior</em> film, regia, attore protagonista, costumi e colonna sonora. Per tacere degli altri riconoscimenti. Perfino il cane Uggy (Uggie) ha ricevuto un premio, il Golden Collar Award.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="tip tap artist" src="http://i.imgur.com/QhGmx.jpg" alt="tip tap artist" width="428" height="250" />Scusate ma era il minimo.<br />Sbagliare è concesso, perseverare intollerabile.<br />La sua eccellenza è di evidenza universale.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Come sempre avviene il film potrà piacere o meno, ma è senza dubbio una lodevole divagazione rispetto alle tendenze attuali, con il richiamo prepotente a un Tempo e a un genere che certamente non torneranno più.</p>
<p style="text-align: justify;">Una sapiente costruzione, volutamente casuale, in realtà astutamente architettata, è alla base del successo di <em>The Artist</em>, pellicola francese che nel contempo “omaggia facendo il verso” la cinematografia statunitense degli anni d’oro, quelli in cui le auto recavan fari tondi come occhioni e un’eleganza innata, al pari dei graziosi cappellini che coprivano, solo per esaltarle, le sfiziose acconciature delle dame.</p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">Quello è ciò che più mi manca di quell’epoca, quel garbo, <em>semplice sofisticatezza</em>, ed è quello di cui mi son beata nella storia: le storie umane ed animali si somigliano nel tempo, ma non ciò che sta intorno. Muta l’aspetto delle case, delle strade, oggetti e fogge. Tutto era pensato per durare allora, anche se la crisi e poi la Guerra avrebbero sferrato un duro colpo a tasche e sogni.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Eppure non sono qui per esaltare il film o spingervi a vederlo, se non lo avete fatto.<br />Vorrei parlare di un piccolo protagonista, quello forse meno citato, che a mio avviso ha contribuito a decretare l’exploit della pellicola. Il succitato Uggy. <img class="alignright" style="margin-top: 1px; margin-bottom: 1px; margin-left: 15px; margin-right: 15px;" title="uggy" src="http://i.imgur.com/HnZJN.jpg" alt="uggy" width="179" height="221" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ed anche qui, direte voi, nulla di nuovo sotto il sole, non si contano i quadrupedi che hanno fornito lustro e gloria a centinaia di pellicole.</p>
<p style="text-align: justify;">Uggy è un animale da palcoscenico, nel vero senso della parola, addestrato a fare il morto se sparato con le dita, a camminare su due zampe come nella migliore tradizione circense, e in generale a far da spalla o da sostegno in qualsivoglia circostanza, non ultima salvare il suo padrone da un incendio. Ma resta un cane, con i suoi pregi e in parte limiti.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Una curiosa coincidenza ha fatto sì che nella stessa annata un altro cane passasse alla ribalta delle cronache cinematografiche, pur nascendo in un contesto letterario.</p>
<p style="text-align: justify;">Un cane che al contrario di Uggy non penserebbe mai a rispondere ai comandi del ‘suo umano’ se non a quelli che lo incitano a piluccare i pasti o andare a spasso, e nonostante la sua congenita pigrizia è riuscito a condurci tutti al suo guinzaglio, assicurandosi plauso e pure ricchi premi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco una creatura che finalmente ha capito tutto della vita, e in quanto collocatosi fra i geni è destinato a un limbo-gabbia più che dorati. E questo furbacchione risponde al nome italianissimo di Nino. <em>Nino del Vomero</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Sgorgato dalla penna di Massimiliano Palmese ed approdato al Cinema per la regia di Giuseppe Bucci, <em>Nino del Vomero</em> (a cui ha dato voce l&#8217;attore Roberto Azzurro, che interpreta anche il ruolo del padrone) ha messo subito d’accordo tutti: è un cane <em>italico</em>, e in quanto tale già tutto un programma, poi pure di Napoli, di quella perla di città nota nel mondo per la sua filosofia di vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="vomero" src="http://i.imgur.com/jKRBU.jpg" alt="vomero" width="399" height="266" /><br />E quanto a teorie questo quadrupede ha davvero le idee chiare, e ha scelto astutamente dove e con chi stare: al Vomero, quartiere bene della città, che nulla ha da invidiare alla collina di Posillipo e sembrerebbe stare al top dei desideri di ogni cane.</p>
<p style="text-align: justify;">Di ogni padrone, aggiungerei io, almeno in ambito partenopeo, visti i prezzi delle case.</p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">Uggy deve sudarne di camicie, saltando e sgambettando allegramente intorno al suo padrone, Nino fa fare al suo padrone ciò che Nino vuole: in sostanza qui il quadrupede è il protagonista e l’umano fa solo da contorno. </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, è come se i ruoli si fossero in qualche modo ribaltati passando dalla collina hollywoodiana al suolo patrio: George Valentin è diventato Nino (e parlante) e il suo mitico Uggy è divenuto il padrone dal baffettino partenopeo. Il muto adeguandosi al sonoro e il bianco e nero al colore.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">E quanto parla Nino… ma mai a sproposito. Aveva dei rospi sullo stomaco e li tira fuori tutti, tiè!</p>
<p style="text-align: justify;">Certo il suo sfogo è motivato da ragioni personali ‘alquanto discutibili’, appartenendo ad una casta di privilegiati, al contrario di Uggy e il suo padrone che soccombono alla stretta di scelte non al passo con i tempi, per di più in una congiuntura notoriamente sfavorevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Tempi di crisi allora come oggi, tanto da dubitare se dal 1929 ne siamo mai usciti veramente fuori…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ma già che sto lo tiro fuori pure io un bel rospo. In tempi di vacche magre è un obbligo aguzzar l’ingegno, e dunque propongo una ricetta per cavarci fuori dal pantano senza troppi sacrifici.</p>
<p style="text-align: justify;">A quanto ammonta la nostra ‘finanziaria’?</p>
<p style="text-align: justify;">Quale che sia l’importo, mettiamo insieme una bella sessione di brainstorming fra addetti del settore, e sceneggiata una storia del tutto inedita, e anche un tantino ardita, perché no, realizziamo a costi contenuti ma in alta qualità un bel filmone per il mercato internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Con i proventi si pagano le spese e quel che avanza va a finanziare un fondo solidale per l’Italia, che a sua volta esporterà il sistema perché anche altre nazioni adottino una politica ‘creativa’ di sostegno.<br />Ecco la sola <em>concorrenza leale</em> che mi piace, quella dello scambio delle idee e della loro libera circolazione nel pianeta. Le idee sono l’unica ricchezza che non manca.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Vedo già in fondo alla platea una figura umana, seguita da un cagnetto, che applaude sghignazzando alla mia teoria, ricordandomi che l’acqua calda è già stata scoperta.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="galline" src="http://i.imgur.com/CRqPZ.jpg" alt="galline" width="246" height="192" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Non sarà una genialata da tecnico, lo ammetto, ma tentar non nuoce.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi se non funziona ho in mente la risposta che darei alla <em>suprema corte dell’aia</em>: “È andata male perché l’artista proponente era proprio un <em>cane</em>!</p>
<p style="text-align: justify;">Anzi, no, un gatto…”</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;"><em>The Artist</em>, Francia, 2011, regia di Michel Hazanavicius</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nino del Vomero</em>, Italia, 2011, regia di Giuseppe Bucci</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<hr />
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		<title>L&#8217;anno che verrà</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 04:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Nefertiti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[11 aprile ore 20 – GIORNALE RADIO In data odierna un dispaccio del Fondo Monetario Internazionale ha lanciato l&#8217;allarme sull&#8217;eccessiva longevità degli anziani, diventata uno dei principali problemi economici dei paesi industrializzati. Se vogliamo uscire dalla crisi – sostiene il comunicato F.M.I. – è necessario riportare la durata media della vita sotto standard accettabili. I bilanci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><strong><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSv5nVtxOE6fCgbZhXH-alhzdW5JCXBJbA8euLzX-muFqwxo8qpjf40QrWGnw" alt="giornale radio" width="250" height="159" />11 aprile ore 20 – GIORNALE RADIO</strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">In data odierna un dispaccio del Fondo Monetario Internazionale ha lanciato l&#8217;allarme sull&#8217;eccessiva longevità degli anziani, diventata uno dei principali problemi economici dei paesi industrializzati. <strong>Se vogliamo uscire dalla crisi</strong> – sostiene il comunicato F.M.I. – <strong>è necessario riportare la durata media della vita sotto standard accettabili</strong>. I bilanci nazionali non possono più sostenere un fardello incompatibile con i parametri di competitività e profitto stabiliti a livello europeo. Questa sera il Consiglio dei Ministri si riunirà in seduta straordinaria per elaborare i necessari provvedimenti; all&#8217;ordine del giorno anche le misure per l&#8217;occupazione giovanile, le pari opportunità, la definizione dei costi standard per la sanità pubblica e l&#8217;annosa questione della riforma elettorale.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <strong style="font-family: Arial, sans-serif;">11 maggio ore 20 – GIORNALE RADIO</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><em>&#8220;Abbiamo dato un peso molto particolare all&#8217;equità anche se abbiamo dovuto distribuire dei sacrifici&#8221;. </em>Queste le parole del capo del Governo nel corso della conferenza stampa in cui ha illustrato la manovra<em> “Vae Victis Italia”</em>, destinata a favorire la crescita economica del Paese dopo l&#8217;allarme lanciato dal Fondo Monetario Internazionale e dagli altri principali organi di governo mondiale. La manovra, presentata dal Governo tecnico nella forma del decreto-legge, è innegabilmente dura, come molti hanno commentato, ma nelle sue intenzioni mira a creare le condizioni per la crescita e a tenere sotto controllo il disavanzo pubblico.<em> &#8220;Un sacrificio che dobbiamo fare non perché l&#8217;Europa ce lo chiede: in tanti, in Italia, sapevano da tempo che bisognava agire nell&#8217;interesse del Paese. Un sacrificio da fare per i nostri figli e per i nostri nipoti, affinché gli Italiani non vengano più derisi&#8221; </em>ha commentato il Primo Ministro che, presentando la manovra ai giornalisti, ha ribadito di aver dato peso all&#8217;equità e cercato di distribuire i sacrifici. Tre i pilastri alla base del pacchetto di interventi: rigore, equità e crescita. Vediamo in dettaglio le novità introdotte dalla manovra, che entra in vigore dalla mezzanotte di oggi. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><em><strong><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://a1.s6img.com/cdn/box_002/post_12/370965_11282604_l.jpg" alt="Us and Them" width="250" height="372" />LORO E NOI</strong></em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Dalla mezzanotte i cittadini italiani verranno suddivisi in due classi: i <em><strong>“LORO”</strong></em> e i <em><strong>“NOI”</strong></em>. La classe dei <em><strong>“NOI”</strong></em> riceverà a domicilio un salvacondotto consegnato dalle Forze dell&#8217;Ordine e non sarà interessata dalla manovra. Ecco in sintesi i principali interventi che – ribadiamo – riguarderanno solo i cittadini di classe <em><strong>“LORO”</strong></em>.  </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><em><strong>ULTRAOTTANTENNI</strong></em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il capo del Governo tecnico ha precisato più volte che la <em>ratio</em> della manovra si ispira all&#8217;allarme lanciato un mese fa dal Fondo Monetario Internazionale, che individua nell&#8217;eccessiva longevità degli anziani l&#8217;ostacolo più significativo alla crescita e allo sviluppo. Nel nome di una nuova sorprendente solidarietà, il Consiglio dei Ministri ha stabilito che tutti i cittadini che hanno compiuto l&#8217;ottantesimo anno di età si rechino negli appositi Centri di Raccolta e Smaltimento istituiti presso le case di riposo. Coloro che vi sono già ricoverati si trovano in posizione privilegiata perché verranno smaltiti per primi, comodamente stesi sui propri letti. L&#8217;operazione sarà semplificata al massimo da vincoli burocratici, non occorrerà neppure la costosa presenza di un medico: saranno gli infermieri a praticare l&#8217;iniezione letale, assolutamente economica e indolore. Gli ultraottantenni che vivono in abitazioni private dovranno essere consegnati ai Centri di Raccolta e Smaltimento entro una settimana, scaduta la quale i vigili urbani passeranno casa per casa per il ritiro. Si rammenta che la sottrazione e/o la mancata consegna dell&#8217;anziano costituirà illecito penale punibile con lo smaltimento di tutta la famiglia. I beni di proprietà degli anziani interessati al provvedimento diverranno di proprietà dello Stato e saranno distribuiti a giovani coppie di provata efficienza, sulla base di apposite graduatorie di idoneità psico-fisica. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><em><strong><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://static.tuttogratis.it/628X0/economia/tuttogratis/it/wp-content/uploads/2012/03/esodati-pensionati-riforma-fornero.jpg" alt="ultracinquantenni" width="250" height="188" /></strong></em></span></p>
<p align="JUSTIFY"> <em style="font-family: Arial, sans-serif;"><strong>ULTRACINQUANTENNI</strong></em></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Non potendoli smaltire, la manovra li razionalizza. <em>“Al momento”</em> ha precisato tra le lacrime la ministra del Welfare <em>“importanti risorse lavorative e finanziarie sono sprecate da personale anziano, demotivato e scarsamente efficiente, che abusa di preziosi posti di lavoro sottratti ai giovani”</em>. Nel clima di generale lassismo dei decenni passati, la platea degli ultracinquantenni ha ingiustamente beneficiato di scandalosi vantaggi economici e normativi, <em>bizantinismi</em> – come li ha chiamati la Professoressa – introdotti da precedenti governi dissennati che concedevano a pioggia benefici come ferie, malattia pagata, maternità, ridicoli orari di lavoro di sole otto ore giornaliere, week end liberi e quant&#8217;altro, lussi che possiamo ritenere offensivi in una fase in cui è necessario rafforzare la competitività in nome della crescita. Questa platea di cittadini <em>“diversamente utili”</em> libererà finalmente un buon numero di posti di lavoro da destinare ai giovani, stimato col rapporto <em>“uno a quattro”</em>. Gli economisti della Bocconi hanno infatti calcolato che in media col costo di un ultracinquantenne si darà lavoro a quattro giovani meritevoli, assunti col nuovo modello di contratto <em>“Slave Full Optional”</em> pagato circa 400 euro mensili al netto dei contributi previdenziali, che non saranno più necessari in quanto la nuova suddivisione della popolazione “LORO” in classi di età, con differente trattamento economico, abolisce una volta per tutte l&#8217;anacronistico istituto della “Pensione”. <em>“E che diamine”</em> ha commentato con un pianto liberatorio la ministra del Welfare <em>“se vogliono vivere di rendita, che vincano a Win for Life!”</em>. I nuovi contratti <em>“Slave Full Optional”</em> saranno finalmente svincolati dalle assurde normative in tema di orari e festivi, permettendo il più ampio utilizzo del lavoratore con la formula “24 x 7 x 365” – 24 ore al giorno – 7 giorni su 7 – 365 giorni l&#8217;anno. Solo in occasione dell&#8217;anno bisestile potrà essere concesso un giorno di vacanza premio ai lavoratori meritevoli.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/29/Barbered_wire_near_by_the_entrance_of_Auschwitz_I.jpg/280px-Barbered_wire_near_by_the_entrance_of_Auschwitz_I.jpg" alt="campi di sterminio" width="250" height="188" />La platea degli ultracinquantenni sarà alloggiata in appositi <em>compound</em> costruiti in tempo record dall&#8217;Esercito e dalla Protezione Civile secondo i criteri più moderni, brevettati dalla Foxconn cinese, nel massimo rispetto dei principi di economicità, efficienza ed efficacia. Dai campi di lavoro, collocati fuori dai centri abitati e messi in sicurezza con modernissimi sistemi di allarme e recinzioni tali da impedire indebiti allontanamenti, gli ospiti usciranno solo per svolgere quelle attività a basso profitto che al momento impiegano diplomati e laureati, come friggere hamburger nei McDonald, distribuire materiale pubblicitario, fare il commesso nei centri commerciali. Non si può negare la palese assurdità di un giovane che dopo tanti anni di studio va a friggere hamburger per una paga indecorosa: l&#8217;ultracinquantenne invece non avrà bisogno di essere pagato, nei campi di lavoro modello <em>“Arbeit Macht Frei”</em> gli sarà fornito tutto il necessario alla vita quotidiana. Inoltre potrà svolgere quei lavori di pubblica utilità come pulizia e manutenzione delle strade, spurgo dei pozzi neri, smaltimento dei rifiuti, manovalanza nei cantieri, per i quali ora siamo costretti a importare manodopera extracomunitaria, con gravi rischi per la sicurezza nazionale.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Questo per quanto riguarda gli ultracinquantenni che occupano un posto di lavoro. Per i pensionati e per i disoccupati si rimanda al paragrafo precedente (modalità di smaltimento). In entrambi i casi, le proprietà di questi soggetti saranno nazionalizzate e redistribuite dal Ministero del Welfare tra i giovani di provata fede liberista, in base a graduatorie formulate con criteri di equità. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><em><strong><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://www.gadlerner.it/wp-content/uploads/2011/01/ausmerzen.jpg" alt="Ausmerzen" width="250" height="183" /></strong></em></span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><em><strong>AMMALATI E DISABILI</strong></em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">La necessità di contenere la spesa pubblica impone l&#8217;introduzione di una politica di <em>spending review</em> mirata al controllo degli standard erogabili dal Servizio Sanitario Nazionale. Un&#8217;immediata conseguenza sarà lo sgravio notevole prodotto dall&#8217;eliminazione degli ultraottantenni, per i quali finora si sono sprecati <em>“una paccata di soldi”</em> secondo la definizione della Ministra del Welfare <em>“al solo fine di mantenere in vita degli zombie”</em>. Anche il contenimento degli ultracinquantenni nei moderni campi <em>“Arbeit Macht Frei”</em> produrrà un ingentissimo risparmio di spesa per la salute, perché i soggetti deboli e non più in grado di sostenere una proficua attività a favore della Nazione verranno smaltiti nei Centri di Raccolta interni ai campi stessi. Rimangono tuttavia sacche di spreco che devono essere sanate. A tal fine ogni ospedale istituirà una Commissione medica per valutare caso per caso l&#8217;opportunità di prestare le cure in base alla possibilità di ripresa e all&#8217;utilità economica dei soggetti, ispirandosi al progetto di eugenetica <em>Aktion T4</em> applicato in Germania. La Ministra del Welfare sottolinea come questo progetto abbia portato in pochi anni alla neutralizzazione di circa centomila fardelli inutili, all&#8217;insegna del motto <em>“AUSMERZEN – Quelli che non reggono la marcia vanno soppressi”</em>. Si parla di disabili, matti, malati terminali, omosessuali e rom, che attualmente vengono curati a spese della collettività e in alcuni casi, addirittura, percepiscono un sussidio: tale scandaloso flusso di denaro pubblico potrà finalmente essere utilizzato per l&#8217;acquisto dei nuovi caccia militari di cui il nostro Paese ha assoluta necessità. </span></p>
<div style="text-align: justify;"><em style="font-family: Arial, sans-serif;"><strong><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://em.atlante.unimondo.org/var/unimondo/storage/images/paesi/europa/europa-settentrionale/norvegia/diritti/nsv/614395-1-ita-IT/NSV_medium.jpg" alt="politica per la famiglia" width="250" height="350" /></strong></em></div>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<div style="text-align: justify;"><em style="font-family: Arial, sans-serif;"><strong>GIOVANI E DONNE</strong></em></div>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">I provvedimenti adottati con la manovra <em>&#8220;Vae Victis Italia&#8221;</em> comportano automaticamente, e senza costi aggiuntivi, un enorme impulso all&#8217;occupazione giovanile, grazie all&#8217;espulsione dal mondo del lavoro degli elementi più improduttivi, sostituiti da giovani assunti col nuovo contratto <em>“Slave Full Optional”</em> nel rapporto <em>“Uno a quattro”</em>. Anche la condizione femminile trarrà sensibile beneficio dalle misure che tolgono alle donne il peso del lavoro di cura prestato gratuitamente e inutilmente a ultraottantenni, malati e disabili. Ciò permetterà di incrementare le risorse per la famiglia e incentivare le nascite. A tal proposito nel programma <em>“Zero Stato Tutto Mercato”</em> promosso dal Ministero del Welfare verrà inserito lo speciale <em>“bonus bebè”</em> che permetterà ai genitori di vendere i figli in soprannumero alle cliniche private specializzate in trapianti oppure ai centri benessere dedicati ai piaceri della pedofilia. <em>“Questo provvedimento”</em> sostiene il Ministro dello Sviluppo Economico <em>”sarà il volano per far ripartire i consumi e la produzione”</em>. E tutti sappiamo quanto il nostro Paese ne abbia bisogno. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><em><strong>RIFORMA ELETTORALE</strong></em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">L&#8217;ultima parte della manovra accoglie finalmente l&#8217;accorato appello che da tanto, troppo tempo, si leva contro gli eccessivi costi della politica. La platea di parlamentari, consiglieri, assessori, con le loro retribuzioni e appannaggi, non è più sostenibile dall&#8217;economia di un paese moderno e rivolto al futuro. È giunto il momento di cambiare radicalmente la <em>governance</em> della Nazione. La <em>“Grosse Speculationen”</em>, la nuova forma di governo efficiente e moderna, che elimina gli sprechi dovuti a un suffragio universale riconosciuto da tutti gli studiosi come inutilmente dispersivo e costoso, sopprime le elezioni così come il nostro Paese le ha conosciute negli ultimi sessant&#8217;anni. <em>“Non ha senso</em>” ha affermato il Presidente del Consiglio <em>“allestire un gigantesco apparato per chiamare al voto tutti i cittadini maggiorenni, compresi quelli che non contano niente. D&#8217;ora in poi saranno eletti soltanto i Consigli di Amministrazione”</em>. La scelta dei governanti sarà affidata agli organismi preposti all&#8217;effettivo governo mondiale, quali il Fondo Monetario Internazionale, la BCE, le Banche mondiali, le Multinazionali. Si eviterà così l&#8217;assurdo di dover ripetere le consultazioni elettorali finché il risultato ottenuto non è conforme alle necessità dell&#8217;Europa e dei Mercati, e si consoliderà finalmente la snellezza e la capacità di decisione che questo Governo Tecnico, che non è stato eletto da nessuno, ha mostrato fin dal suo primo giorno di vita. Timori sono stati espressi da coloro che al momento ricoprono cariche elettive, ma il Primo Ministro si è affrettato a rassicurarli: saranno tutti compresi nella macro-categoria dei “NOI”, non saranno soggetti ai provvedimenti della manovra e potranno godersi in pace le rendite duramente conquistate. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://us.123rf.com/400wm/400/400/argus456/argus4560905/argus456090500690/4907608-capsula-di-cianuro-su-una-solida-sfondo-bianco.jpg" alt="capsula di cianuro" width="250" height="150" />A conclusione del nostro giornale radio desideriamo rispondere ai tanti ascoltatori che ci stanno chiedendo chiarimenti in merito alla suddivisione della popolazione nelle due classi. Siamo in grado di confermare con certezza che tutti gli appartenenti alla classe dei “NOI” hanno già ricevuto il salvacondotto direttamente dalle mani di un rappresentante delle Forze dell&#8217;Ordine. Nel caso in cui qualcuno nutra dubbi, potrà consultare il sito del Ministero degli Interni <em>http://www.interno.it</em> e inserire il proprio codice fiscale nel riquadro “Primo piano”. Se non avete Internet e nemmeno uno straccio di computer potete star certi che non siete con “NOI” (e chi vi vuole?). Tutti quelli che inserendo il proprio codice fiscale apprenderanno di far parte della classe “LORO” potranno stampare il codice a barre che comparirà a video e consegnarlo nella farmacia più vicina. In cambio sarà fornita una compressa di cianuro con la quale si potranno togliere dai piedi da soli. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Con questo, cari ascoltatori, è tutto, buon ascolto sulle frequenze di RAI EDUCATIONAL CHANEL N. 5 &#8211; <em>“Lo sapevate?” “Sapevatelo!”</em>.</span></p>
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<small>Copyright &copy; 2010 <a href="http://www.lettermagazine.it">LetterMagazine</a> <br />
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		<title>Alfabeto minimo n.24</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 04:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Merenda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
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		<description><![CDATA[A come AlfanoAnche se l&#8217;ha proposto Alfano, il decreto legge per compensare i crediti delle imprese verso lo Stato con le tasse da pagare non mi pare male. &#160; B come BossiBossi dopo le dimissioni ha dichiarato che si ricandiderà come segretario della Lega.Chissà come gli girano i marroni a Maroni&#8230; &#160; C come capitali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="bossi" src="http://affaritaliani.libero.it/static/upl/bos/bossi-ap.jpg" alt="bossi" width="420" height="200" /></p>
<p><strong><span style="font-size: large;">A come Alfano</span></strong><br />Anche se l&#8217;ha proposto Alfano, il decreto legge per compensare i crediti delle imprese verso lo Stato con le tasse da pagare non mi pare male.</p>
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<p><strong><span style="font-size: large;">B come Bossi</span></strong><br />Bossi dopo le dimissioni ha dichiarato che si ricandiderà come segretario della Lega.<br />Chissà come gli girano i marroni a Maroni&#8230;</p>
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<p><strong><span style="font-size: large;">C come capitali all&#8217;estero</span></strong><br />Monti si è deciso, pare, ad intavolare trattative con la Svizzera per recuperare qualcosa dei capitali evasi depositati nelle banche svizzere.<br />Voglio la mia parte dei soldi che recuperano.</p>
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<p><strong><span style="font-size: large;">C come Cicchitto</span></strong><br />L&#8217;onorevole Cicchitto scopre l&#8217;acqua calda dichiarando: “Per quanto riguarda i tagli, oggi c’è una incazzatura mortale da parte della gente che si vede tagliare le voci più varie oppure aumentare le tasse”.<br />Ma poi contribuisce pure lui alle nostre incazzature andando allo stadio con l&#8217;auto blu che paghiamo noi.<br />Ma poi chi cazzo gliel&#8217;ha data l&#8217;auto blu a Cicchitto e perché non gliela levano?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: large;">C come colletta</span></strong><br />Si presenta all&#8217;ufficio postale di Porto Empedocle (Agrigento) e annuncia di volere compiere una rapina. <br />Ma l&#8217;uomo, un disoccupato di 51 anni, non fa paura a nessuno e le persone in quel momento presenti alle Poste lo calmano e fanno una colletta per lui.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: large;">D come diavolo</span></strong></p>
<p><strong></strong>Voi, porcelloni che temevate che collegandovi ai siti porno potesse cadere sui vostri PC una maledizione dall&#8217;alto che li bloccasse, state tranquilli. I dati dell&#8217;ultimo rapporto Symantec sulla sicurezza di Internet dicono che Roma è la seconda al mondo (dopo Taipei) per numero di computers infetti. Ogni giorno partono 42 miliardi di mail spam. </p>
<p>E, udite udite, il web “sacro” (cioè i siti religiosi/ideologici) è colpito quasi cinque volte di più delle pagine pornografiche.</p>
<p>La maledizione c&#8217;è, ma è di Satana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: large;">D come disgusto</span></strong><br />C&#8217;è un prefetto di Milano che si chiama Gian Valerio Lombardi e c&#8217;è una “olgettina” che si chiama Marysthell Garcia Polanco, Marysthell, incasinata in una tempesta giudiziaria (il suo convivente è stato arrestato per droga a bordo dell&#8217;auto che Nicole Minetti aveva prestato a Marysthell), ha deciso che deve ottenere la cittadinanza italiana. Il prefetto, allertato da Berlusconi, si attiva subito garantendo una corsia preferenziale alla sua pratica e nel frattempo le fa ottenere un permesso per parcheggiare la macchina dentro la prefettura. “E mi saluti tanto il Presidente&#8230;”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: large;">G come G8 alla Maddalena</span></strong><br />Con il G8 mancato della Maddalena ci hanno mangiato cani e porci &#8211; i soliti cani e i soliti porci &#8211; con gli appalti assegnati agli amichetti di Bertolaso con la scusa della procedura d&#8217;urgenza.<br />Un esempio su tutti: per trasportare rifiuti inerti sono stai pagati 156 euro la tonnellata, mentre il prezzo di mercato si attesta sui 6 euro.<br />Non sarebbe l&#8217;ora che i cani e i porci cominciassero a restituire il maltolto, magari con gli interessi?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: large;">G come gaffe</span></strong><br />Su Repubblica del 4 maggio una foto con didascalia.<br />Chen Guangcheng ha rivisto la sua famiglia in un ospedale di Pechino.<br />Come rivisto? È cieco!<br />Magari “ha incontrato” andava meglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: large;">G come gay</span></strong><br />Fare coming out nel calcio potrebbe rappresentare un problema. <br />Ne è convinto il capitano dell&#8217;Udinese, Totò Di Natale. <br />Il numero 10 bianconero replica al ct della Nazionale che, nella prefazione del libro di Alessandro Cecchi Paone &#8220;Il campione innamorato&#8221;, aveva invitato i calciatori gay ad uscire dall&#8217;ombra. <br />“Infrangere il tabù dell&#8217;omosessualità nel mondo del calcio è un&#8217;impresa difficile, direi quasi impossibile.” &#8211; confessa Di Natale in un&#8217;intervista al settimanale Chi &#8211; “Mi chiedo: come potrebbero reagire i tifosi?”<br />Ma perché a nessuno frega niente se il suo ginecologo o il suo idraulico sono gay e invece è un problema se lo è il centravanti della squadra per cui tifa?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: large;">G come Grillo</span></strong><br />L&#8217;ennesima minchiata di Beppe Grillo, stavolta sulla mafia, è una minchiata così grossa che mi rifiuto di commentarla.<br />La vita è breve e non la possiamo sprecare commentando tutte le minchiate che dice Grillo.</p>
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<p><strong><span style="font-size: large;">I come igloo</span></strong><br />A Roma, residenti del centro storico sul piede di guerra per degli igloo installati al Circo Massimo. “Apprendiamo che il maxi-igloo con dépendance installato in pieno Circo Massimo è collegato alle celebrazioni per i 150 anni delle Poste Italiane e verrà utilizzato per mostre e proiezioni.” <br />Ma perché si lamentano? È normale installare degli igloo al Circo Massimo. <br />Dove dovevano metterli, al Polo Nord? <br />Là ne hanno già tanti&#8230;</p>
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<p><strong><span style="font-size: large;">I come Italo</span></strong><br />Un nuovo treno di lusso sulla tratta Napoli-Milano.<br />E qualche treno decente per la periferia dell&#8217;impero mai?<br />Non solo siamo meridionali, ma non rientriamo manco nel target dei consumatori appetibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: large;">L come Lady Gaga</span></strong><br />Offerti 38 mila euro in Giappone per una tazza di the con l&#8217;impronta delle labbra di Lady Gaga.<br />Che schifo e che mancanza di igiene.</p>
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<p><strong><span style="font-size: large;">L come laurea</span></strong><br />Trovato il diploma di laurea del Trota. <br />È di una università privata albanese. È una laurea triennale, ma è stata conseguita solo un anno dopo che il Trota aveva preso finalmente il diploma al quarto tentativo a 21 anni.<br />Ha dato 29 esami in un anno, quindi. E in lingua albanese.<br />Miracoli della Lega. <br />Molto divertente.</p>
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<p><strong><span style="font-size: large;">N come ninfomane</span></strong><br />La “ninfomane seriale” di Monaco di Baviera colpisce ancora: a metà aprile era rimbalzata da un sito all’altro la notizia della donna tedesca che aveva costretto un deejay del capoluogo bavarese ad una massacrante maratona sessuale. L’uomo aveva chiamato la polizia e si era rifugiato sul balcone. <br />Ora, la donna ha fatto un’altra vittima: un giovane africano. <br />La signora ha teso la sua trappola su un autobus di linea, con qualche frase di circostanza e dei sorrisi ammiccanti. Poi, una volta agganciata l’ignara preda, ha invitato il giovane a salire a casa sua. Un grave errore. Infatti, qui per il ragazzo non c’è più stato scampo: la donna lo ha costretto a una specie di martirio. La stacanovista del sesso non gli ha dato tregua per 36 lunghe ore, gli ha chiesto prestazioni di continuo trasformando il poveretto in una sorta di schiavo sessuale. Lo ha chiuso in appartamento, ha nascosto tutti i telefoni. Per un giorno e mezzo.</p>
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<p><strong><span style="font-size: large;">P come politici</span></strong><br />A Fermignano, in provincia di Pesaro e Urbino, un ristorante, la locanda La Brace, ha esposto un cartello in cui non si vieta ma si &#8220;consiglia&#8221; a &#8220;tutti i rappresentanti di partiti politici, a ogni livello, di qualsiasi incarico&#8221; di non entrare e di &#8220;evitare la frequentazione&#8221; . <br />Possiamo capirlo, alcune facce dei nostri politici guasterebbero a chiunque il piacere di mangiare.</p>
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<p><strong><span style="font-size: large;">R come Romiti</span></strong><br />Romiti dice alla trasmissione di Fazio che Montezemolo è bugiardo come Berlusconi e che sarebbe una sciagura se Montezemolo governasse il nostro paese. <br />I due capitalisti evidentemente si amano alla follia.</p>
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<p><strong><span style="font-size: large;">T come Trapani</span></strong><br />A Trapani, spettacolo in una scuola dedicato al sindaco uscente Fazio che si ricandida anche questa volta. Per incensarlo si son pure rifatti alla Genesi: “I cittadini dissero sia Fazio e Fazio fu.”<br />Poveri bambini.</p>
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<p><strong><span style="font-size: large;">V come variante di valico</span></strong><br />Stanno costruendo una galleria per una variante di valico dell&#8217;Autostrada del Sole vicino Bologna. I lavori della galleria stanno facendo letteralmente crollare un paesino chiamato Ripoli. Ma non solo. Una perizia sostiene che la galleria nel corso del tempo subirà deformazioni e non sarà più praticabile perché costruita su un terreno franoso. <br />I lavori proseguono.</p>
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<p><strong><span style="font-size: large;">V come video</span></strong><br />Il sostituto procuratore di Perugia Giuliano Mignini e il pubblico ministero Manuela Comodi del processo per l&#8217;omicidio di Meredith Kercher si trovano al centro di un&#8217;indagine della Corte dei conti dell&#8217;Umbria. <br />Sotto la lente d&#8217;ingrandimento della procura contabile c&#8217;è una fattura da 182 mila euro. Si tratta di una consulenza richiesta, nel corso del processo di primo grado, dai due magistrati perugini a una società specializzata nella video-grafica (la Nventa Id srl). Il risultato è stato un&#8217;animazione in 4D della dinamica del delitto, costruita in base alle tesi dell&#8217;accusa.<br />Il filmato fu proiettato in aula durante la requisitoria della procura.<br />Evidentemente pensavano di essere a “Porta a Porta”, dove del resto hanno tenuto più udienze che al processo vero.<br />Quanto danno ha fatto Bruno Vespa in questi anni!</p>
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<p><em>Si ringrazia per l&#8217;editing Benedetta Volontè.</em></p>
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		<title>Dal diario di un’olandese volante (N. 4 – Resistere oggi)</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 04:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>(Collaborazione esterna)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[bassa emiliana]]></category>
		<category><![CDATA[casa del popolo]]></category>
		<category><![CDATA[latin lovers]]></category>
		<category><![CDATA[partigiani]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[ di Endriu Una mattina, mi son svegliato O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao Una mattina, mi son svegliato E ho trovato l’invasor    Mi fa ancora male la schiena. Gli ubriaconi saranno abituati a dormire in tenda, sulla terra umida, ma io no. Mi sdraio sulla panchina rugginosa, così sento ancora di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <strong>di Endriu</strong></p>
<blockquote>
<p><em>Una mattina, mi son svegliato</em></p>
<p><em>O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao</em></p>
<p><em>Una mattina, mi son svegliato</em></p>
<p><em>E ho trovato l’invasor</em> </p>
</blockquote>
<p align="JUSTIFY"><em><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/25aprile2.jpg" alt="25 aprile la Liberazione" width="250" height="201" /></em></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><em>Mi fa ancora male la schiena. Gli ubriaconi saranno abituati a dormire in tenda, sulla terra umida, ma io no. Mi sdraio sulla panchina rugginosa, così sento ancora di più il dolore, ma almeno il sole scalda. Ascolto il fruscio dell’erba alta alta. Seguo l’airone che attraversa un cielo indeciso.</em> </p>
<p align="JUSTIFY">Siamo nella campagna emiliana, sono le 7 di mattina ed è il 25 aprile di alcuni anni fa. Deve essere stato il 2006, l’anno dopo che ho conosciuto  un’associazione politico-culturale e soprattutto culinaria che sta ristrutturando un vecchio essiccatoio di riso, in un paesino a metà strada tra Bologna e Ferrara. Vogliono farne una nuova Casa del Popolo, alla faccia di Rifondazione Comunista che li sbatté fuori dalla vecchia Casa del Popolo dall’altra parte del paese, anni fa, per venderla ad un albergatore. Così hanno comprato questa enorme casa rossa, di quel rosso tipico delle vecchie case da contadino che ogni tanto si intravedono dalla A13, perse nella velocità e nel cambiamento dei nostri tempi moderni. Per pagare il mutuo fanno una specie di feste dell’Unità, d’estate, ed è lì che ho conosciuto questa piccola comunità. Circa un anno dopo mi hanno convinto a passare la notte del 24 aprile in campeggio con loro, al vecchio Casone del Partigiano, sempre lì nella bassa bolognese. In realtà, il Casone non c&#8217;è più: quattro anni fa i fascisti, si presume, gli hanno dato fuoco, nella notte del 24 aprile. Da lì è nata l’idea di fare una specie di presidio antifascista, alla vigilia del 25, che è poi diventata una serata da sballo piena di musica, birra e salsiccia ai ferri. Ma il vecchio Casone non c’è più. È rimasta solo una piccola casetta per gli attrezzi, che ora è piena di fotografie di partigiani. Ci stava dietro un vecchietto, l&#8217;ultimo dei partigiani rimasto, che da quest&#8217;anno non c&#8217;è più. </p>
<p align="JUSTIFY"><em>In giro c’è ancora tutta la robaccia della festa di ieri sera. Sento il puzzo del vino tristo con cui ci siamo ubriacati. Mimmo – una specie di caso sociale adottato dai volontari della Casa del Popolo – ha svegliato tutti, stamattina, con la sua tosse tossicomane e il chiasso delle cinghie e dei braccialetti da cane cattivo (è un metallaro). Sembra sempre che si regga in piedi un mostro preistorico! Poi un altro giro di tosse e la terra trema. Come se non bastasse arriva la Terry che comincia a cantare Bella Ciao, giusto per ricordarci che è il 25 aprile.</em> </p>
<blockquote>
<p><em>O partigiano, portami via</em></p>
<p><em>O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao</em></p>
<p><em>O partigiano, portami via</em></p>
<p><em>Che mi sento di morir</em> </p>
</blockquote>
<p align="JUSTIFY"><em><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://www.andreacavallari.it/Biografia/CasonePartigiano.jpg" alt="casone dei Partigiani" width="250" height="370" />Dunque è</em><em> il 25 aprile e siamo al Casone dei Partigiani. Qui di notte viene la nebbia fitta e non è l’Italia solare degli opuscoli e delle pubblicità di Transavia ma è l’Italia dei contadini, dei partigiani, delle mondine, quelle di una volta che facevano le staffette, trasportando armi nei loro cestini, e quando venne fermata la Gelsomina, una mattina, disse – furba – che erano delle mele&#8230;’</em><em>Ne vuole una?’</em><em> Poi sorrise e meno male che il tedesco declinò. Fa impressione, soprattutto quando ci pensi che uno come Fagiolino neanche voleva portare una bottiglia di vino dentro l’Estragon, quella volta che ci suonò la Banda Bassotti: ‘</em><em>E se mi beccano?! Sono fottuto! Col cazzo che la porto dentro quella bottiglia, vacci te, Nano!’. </em><em>Ed eccolo lì, nella sua solita maglia a quadretti con camicetta bianca stirata dalla mamma e mi chiedo che cavolo ci fa tra tutti questi comunisti punkabbestia? Ma a questo punto dovrei porre la stessa domanda al Nano, peggio ancora, con i suoi pantaloni kaki, la camicetta azzurra con sopra un golf color marron, il suo berretto vintage, e quell&#8217;orrenda erre moscia. Sembra anche un po’ gay, come quella volta davanti al Cassero, quando pensava di aver graffiato la sua macchina e noi tutti intorno a scrutarla, cioè Fagiolino nella sua maglia a quadretti, il Drogato con la mia felpa troppo piccola per cui si vedeva mezza schiena e un po’ il buco del culo, e poi il Nano con quel berretto troppo troglodita che urlava ‘</em><em>Nooo, non dirrhmi che ho grrhaffiato la macchina, porrrhco dio!’</em><em> E tutto ciò davanti al più noto locale gay di Bologna, ma che vuoi che la gente pensi poi&#8230;</em> </p>
<p align="JUSTIFY">Ormai è un po’ che non li frequento, ma all’epoca ero una new entry alla Casa del Popolo, e conformemente all’antica seppure attualissima tradizione italiana di esibire la propria virilità, i giovani stalloni dovevano portarmi a letto. Prima ci ha provato il Drogato, il bellone del gruppo e quindi destinato, per gerarchia naturale, ad attivare le sue doti da Casanova per primo. Purtroppo per lui (e per me, se lo guardiamo dal lato puramente fisico) aveva un ego talmente gonfiato che, non avendogliela ancora data dopo tre uscite, ha perso interesse e ha interrotto tutto, senza una parola. Dopo mi sono resa conto che sarà stato per un suo senso inconscio di insicurezza, un suo terrore di non essere abbastanza maschio (a seconda dei parametri italiani, ovviamente) a provocare questa reazione&#8230; </p>
<p align="JUSTIFY"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://miamivicefans.com/wp-content/uploads/pictures/don-johnson-cool.jpg" alt="Don Johnson" width="250" height="340" />Poi è toccato a Fagiolino, un ragazzo un po’ scosso, mi sa, dalla sua educazione salesiana. Un bel ragazzo pure lui, eh: alto, magro e moro, e con quegli occhiali alla Don Johnson potrebbe fare anche l’attore. Ma fa un po’ fatica a mantenere una relazione e in effetti, dopo che ci siamo baciati durante una festa alla Casa del Popolo, neanche ha risposto al messaggio che gli ho mandato il giorno dopo. Come se gli avessi chiesto di sposarmi! Ma forse gli piacciono di più i maschi&#8230; </p>
<p align="JUSTIFY">Quando questi due hanno rinunciato è arrivato il Nano, che è talmente incapace di filare una donna che non mi sono nemmeno accorta di lui. Voglio dire, una volta si è autoinvitato a casa mia e mi ha mangiato tutte le cotolette che avevo preparato la mattina. Abbiamo parlato del più e del meno, poi mi ricordo che si è seduto sul mio letto – probabilmente un&#8217;implicita allusione ad un suo desiderio di proseguire la serata in chiave sessuale che io non ho minimamente colto, in quel momento! È che non lo consideravo nemmeno come un potenziale corteggiatore&#8230; </p>
<p align="JUSTIFY">Ora io sarò un po’ tonta, o forse ho una visione troppo nordica della cosa, ma potrà una donna pensarci due volte prima di buttarsi a letto con uno, senza che questo debba darle della figa di legno, giusto per non perdere la sua autostima?! In più gli italiani hanno il mito dell’Olanda, che per loro vuol dire sostanzialmente tre cose: Amsterdam, fumo e donne bionde. Anche lì dunque sarò stata una grande delusione, non essendo bionda né avendo mai messo piede in un coffee shop (che sono pieni di stranieri e soprattutto di italiani, tra parentesi). Se i nostri eroi si sono offesi perché non gliel’ho data subito, chiudendo in seguito qualsiasi rapporto con me, beh, io non li rimpiango. </p>
<p align="JUSTIFY">Infine c’è stato il mio attuale compagno, l’ultimo della gerarchia che ci ha provato. Solo che lui non è maschilista, e non era interessato principalmente a portarmi a letto. La cosa ha funzionato, il che deve aver dato molto fastidio ai Don Giovanni nostrani! </p>
<blockquote>
<p><em>E se io muoio da partigiano,<br />O bella ciao, bella ciao,<br />Bella ciao, ciao, ciao,<br />E se io muoio da partigiano,<br />Tu mi devi seppellir.</em> </p>
</blockquote>
<p align="JUSTIFY"><em><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://www.allegracombriccola.net/public/post_mongolfiera.jpg" alt="mongolfiera" width="250" height="250" />Alla fine la Terry ce l’ha fatta a svegliare tutti quelli che si erano trincerati nel sacco a pelo, dopo la malsana esplosione dei polmoni di Mimmo il metallaro. Tutti tranne il Nano che è già lì che sta piegando la sua tenda e contando i suoi cordini, bulloni, chiavi ed altri attrezzi che vanno sistemati in un modo che solo lui sa – è un po’ psicopatico, il Nano. Ora bisogna smontare il palco e gli stand, e pulire il prato. Nel pomeriggio, quando la festa procede a pieno ritmo e il terreno è tutto stand, mostre didattiche e bambini con palloncini, e c&#8217;è pure una mongolfiera che va su e giù senza partire mai, mentre le nonne distribuiscono crescentine e i nonni salutano altri nonni, beh, a questo punto i compagni hanno fatto il loro lavoro e li ritrovo sdraiati nell&#8217;erba, a godersi il sole. </em><em>È</em><em> questo dunque il 25 aprile? Montare e smontare, avantindietro con pentole e panchine? Mangiare, bere, vomitare, provarci con qualche ragazza nuova? Tipo il Drogato che ha dovuto recuperare la suo autostima, dopo aver fallito con me, corteggiando le ragazze di Emergency proprio lì sotto il mio naso. Fagiolino è sempre alla ricerca, chissà se mai riuscirà a confidarsi con qualcuno (di qualsiasi sesso esso/a sia), mentre il Nano si è messo con una che, miracolosamente, sopporta le sue pignolerie.</em> </p>
<p align="JUSTIFY"><em>Sul palco invece i sindaci inaugurano il nuovo Casone del Partigiano, con lo zio che gira &#8211; perso &#8211; dietro di lui sul palco, e noi ci pisciamo addosso dal ridere perché è troppo forte, lo zio, chissà che cavolo sta cercando&#8230; Ma almeno lui la resistenza l’ha fatta davvero, altro che il nostro sindaco che quest’anno – nel suo discorso commemorativo – ha parlato del 47° anniversario della Liberazione!</em> </p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><em>La sera, infine, si mangia alla Casa del Popolo, tutti distrutti da emicranie, febbre e tosse, ma non importa perché è andata bene, il 25 aprile per quest’anno è finito.</em></span> </p>
<p align="JUSTIFY"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Bu3NXADAiWM/TRzWdAxfyTI/AAAAAAAAD_w/1c7r86dZZlo/s400/Cecini+e+Rinaldi+agosto.jpg" alt="vecchi partigiani" width="250" height="188" />Sono passati sei anni e sono cambiate parecchie cose. C’è sempre meno entusiasmo, il vecchio partigiano che stava dietro al Casone è morto, come lo zio che &#8211; anche se non diceva mai un granché, con i suoi novanta e passa anni &#8211; ci manca. Al banco delle crescentine la gente litiga (‘C’ero prima io!’), ma forse hanno sempre litigato. Più che altro io non sono più l’olandese da conquistare, e insieme al mio compagno sono sempre più al margine di un gruppo che sta perdendo quel senso di resistenza che ha fatto nascere l&#8217;associazione, tanti anni fa. Una resistenza politica e culturale, che non si accontenta della ristrutturazione di una vecchia casa di campagna, a mo’ di rifugio dal mondo brutto e cattivo, ma che cerca di sensibilizzare la gente, di dare un segnale che un mondo – e un modo di vivere – diverso è possibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>Lavoro, Diritti, Democrazia (7 Maggio, ore 17.30, Tivoli)</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 04:15:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>(Collaborazione esterna)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[di Claudia Crocchianti &#160; Lavoro, Diritti, Democrazia Lunedì 7 maggio “Lavoro, Diritti, Democrazia” alle ore 17:30, in Piazza Garibaldi a Tivoli.   “Lavoro, Diritti, Democrazia” saliranno lunedì 7 maggio alle ore 17:30 in Piazza Garibaldi a Tivoli con Giorgio Cremaschi &#8211; presidente nazionale FIOM-CGIL, Roberta Fantozzi &#8211; segreteria nazionale Rifondazione Comunista, Claudio Fiorella &#8211; responsabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Claudia Crocchianti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1>Lavoro, Diritti, Democrazia</h1>
<p><strong>Lunedì 7 maggio “Lavoro, Diritti, Democrazia” alle ore 17:30, in Piazza Garibaldi a Tivoli. </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Lavoro, Diritti, Democrazia”<strong> </strong>saliranno lunedì 7 maggio alle ore 17:30 in Piazza Garibaldi a Tivoli con Giorgio Cremaschi &#8211; presidente nazionale FIOM-CGIL, Roberta Fantozzi &#8211; segreteria nazionale Rifondazione Comunista, <strong>Claudio Fiorella</strong> &#8211; responsabile lavoro Rifondazione Lazio ed esponenti sindacali di fabbriche in lotta del Lazio.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">L’evento, come spiega il segretario di Rifondazione di Tivoli, Giulio Bonansingo, nasce in concomitanza con le gravi problematiche lavorative che stanno sorgendo a causa della politica del ministro Fornero e sull’articolo 18.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Continua Bonansingo: “Per noi questa manifestazione ha due significati: uno sociale, infatti grazie alla presenza di Giorgio Cremaschi si vuole sensibilizzare la gente alla problematica del lavoro, e l’altro politico, la partecipazione di Roberta Fantozzi è legata alla vicenda generale del governo Monti e ai problemi che sta portando. Noi teniamo molto alla situazione nazionale inerente ai problemi degli operai, ma un piccolo riguardo in più è soprattutto per la situazione che stanno vivendo gli operai della nostra cittadina. Come è usanza in tutte le nostre manifestazioni concluderemo con la musica di &#8220;Stefano Crialesi &amp; Band&#8221; con Stefano Crialesi &#8211; voce e chitarra, Fabio Marianelli &#8211; batteria e Andrea Cauduro &#8211; basso”.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Bonansingo ricorda anche la manifestazione che si terrà a Roma in Piazza della Repubblica il 12 maggio invitando tutti a partecipare, perché i problemi attuali non sono di pochi, ma di molti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>editing Claudia Magagnato</em></p>
<hr />
<small>Copyright &copy; 2010 <a href="http://www.lettermagazine.it">LetterMagazine</a> <br />
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		</item>
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		<title>Scoop by Scop (Novella 2012 &#8211; L’amore colpisce alle spalle…)</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 12:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>(Collaborazione esterna)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scoop-Fiction]]></category>
		<category><![CDATA[amore affetto e attrazione]]></category>
		<category><![CDATA[corsi e ricorsi]]></category>
		<category><![CDATA[decisioni spinose]]></category>
		<category><![CDATA[gay e bisex]]></category>
		<category><![CDATA[gelosia e possessività]]></category>
		<category><![CDATA[la prima volta]]></category>
		<category><![CDATA[punto fermo]]></category>
		<category><![CDATA[scenate]]></category>
		<category><![CDATA[tara genetica]]></category>
		<category><![CDATA[vuotare il sacco]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; 13 febbraio, pomeriggio A casa di Cla’     Ramon si sta infilando una camicia.     Cla’ &#8211; Lasciami da solo con lei, per questa volta. In un modo o nell’altro glielo devo dire.   Ramon lo guarda e sospira. &#8211; Vabbè… (pausa) Però dovrò pur salutarla anch’io, non voglio farlo in aeroporto… [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="fragile!" src="http://i.imgur.com/4EmHk.jpg" alt="fragile!" width="213" height="206" /><br />13 febbraio, pomeriggio </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A casa di Cla’</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon si sta infilando una camicia.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ &#8211; Lasciami da solo con lei, per questa volta.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lettermagazine.it/2012/scoop-fiction/scoop-by-scop-novella-2012-buon-sangue-non-mente/">In un modo o nell’altro glielo devo dire.</a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon lo guarda e sospira.<br /> &#8211; Vabbè… (pausa)</p>
<p style="text-align: justify;">Però dovrò pur salutarla anch’io, non voglio farlo in aeroporto… anzi, è meglio che lei non viene proprio, sennò mi prende il magone…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Non lo dire a me…</p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ ha l’espressione di un cane bastonato.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">- Cla’ tu però ne stai facendo un dramma…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">Clarence sospira a sua volta, insofferente.</p>
<p style="text-align: justify;">- È solo che non è il momento adatto… non mi va di allontanarmi proprio adesso…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Dai, ma lei è abituata… (pausa)</p>
<p style="text-align: justify;">Vedrai non farà una piega… anzi sarà contenta per te, che in fondo non è da tutti andarsene a <a href="http://www.lettermagazine.it/2012/scoop-fiction/scoop-by-scop-novella-2012-le-disgrazie-non-vengono-mai-sole/">Berlino</a>…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Già, solo che noi ci andiamo insieme e lei resta qua… Poi chi ti dice che via noi le cose non…<img class="alignright" style="margin: 15px;" title="tre cuori" src="http://i.imgur.com/uOpxq.jpg" alt="tre cuori" width="210" height="210" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon fa una smorfia, come a scacciare un’ipotesi del genere.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- <a href="http://www.lettermagazine.it/2012/scoop-fiction/scoop-by-scop-novella-2011-rospi-da-mandar-giu/">Quel Daniele della palestra, per es. mi preoccupa…</a></p>
<p style="text-align: justify;">O si chiama Davide?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Smettila di dire fesserie… lasciale a me quelle…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ si siede sul letto, pensieroso.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Suona il campanello.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon &#8211; Alza le chiappe, non ti fare trovare così, sennò chissà che si pensa…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ si alza, fa per rimettersi in ordine.</p>
<p style="text-align: justify;">- Vai tu ad aprire, vi raggiungo subito.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon va alla porta e fa accomodare Pa’ in salotto.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="sacca" src="http://i.imgur.com/TmXi4.jpg" alt="sacca" width="288" height="235" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Non appena compare Cla’, Ramon solleva la sacca della palestra, poggiata sulla poltrona.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Allora io vado.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Pa’ (incalzandolo) &#8211; Come mai vai proprio adesso in palestra?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(sorridendo) &#8211; Devo fare un recupero, ieri ho saltato.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon bacia Paolè sulle labbra e fa per avviarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">- Mi raccomando non vi agitate troppo senza di me…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ ha già cinto in vita la sua principessa quando lo richiama</p>
<p style="text-align: justify;">- E a me niente?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon torna sui suoi passi e gli molla un bacio.<img style="float: right; margin: 15px;" title="occhiolino" src="http://i.imgur.com/VYUrr.gif" alt="occhiolino" width="30" height="30" /></p>
<p style="text-align: justify;">Poi strizza l’occhio a entrambi ed esce.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Pa’ volge lo sguardo a Cla’ che la tiene ben stretta a sé</p>
<p style="text-align: justify;">- Sta strano o sbaglio?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- No, non mi pare.<br />Cosa te lo fa pensare?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Non lo so… boh, sensazioni…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lui la culla e le bacia il collo per distoglierla e farsi coraggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma più va avanti meno gli viene voglia di vuotare il sacco.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Vuoi una tazza di tè… o altro?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- No, grazie. Visto che siamo soli… voglio che finisci di raccontarmi di Thomas.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordi? Me l’avevi promesso.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Okay. Mettiamoci comodi.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin: 15px;" title="divano" src="http://i.imgur.com/rpbxt.jpg" alt="divano" width="376" height="365" /></p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ la prende per mano e la conduce al divano.</p>
<p style="text-align: justify;">Si siede e la fa sistemare accanto. Le piega la testa sul suo torace e stringendola prende ad accarezzarle i capelli, come una bambina.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(lui) &#8211; Allora… dove eravamo rimasti?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- A quando tu e Tommy dovevate sfilare per Dolce e Gabbana.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Ah sì, l’intimo.</p>
<p style="text-align: justify;">(pausa)</p>
<p style="text-align: justify;">Eravamo già usciti insieme qualche volta, sia in gruppo che soli… io non avevo ancora capito che tipo era… Sembrava molto sicuro di sé… la cosa mi dava fastidio… mi sentivo un ragazzino al suo confronto.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Quanti anni di differenza tra voi?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Quasi 6… beh no, cinque e mezzo. Lui è di novembre.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Scorpione?<img class="alignright" style="margin: 15px;" title="scirpione" src="http://i.imgur.com/XSoaX.jpg" alt="scorpione" width="154" height="224" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(sorridendo) &#8211; Sì, di quelli che ti lasciano il segno…</p>
<p style="text-align: justify;">Poi era sempre pieno di donne, ero sicuro che fosse etero… Però avevo notato che alle sfilate non mi toglieva mai gli occhi di dosso, specie se ero di poco vestito…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Si ferma.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Una volta mi fece quasi una scenata, di punto in bianco, alla fine di una passerella, solo perché uno mi aveva chiesto un autografo e mi aveva salutato abbracciandomi… Là cominciai a capire che qualcosa aveva in mente e che forse mi ero sbagliato sul suo conto.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà all’epoca frequentava sia uomini che donne.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- E poi? Come è calato?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- La sera della famosa sfilata Marilisa, l’assistente, aveva un raffreddore pazzesco. Tommy aveva già fatto le sue passerelle per quella sera, ma era rimasto in giro, aspettando che anch’io finissi, mi aveva proposto una pizza… Insomma, disse a Marilisa che poteva darmi una mano lui con i capi, e che lei poteva andarsene a casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Lei lo conosceva bene, sapeva che era esperto e rapido nei cambi, sfilava da una vita… Così gli disse cosa doveva fare e mi affidò a lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ti dico Pa’, lì per lì l’imbarazzo… erano tutti costumi da bagno e intimo, fui costretto a stare nudo davanti a lui tutta la sera… A prescindere dal fatto che mi manipolava per sistemarmi.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Scusa ma non ti imbarazzava di più Marilisa, che è una donna?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- No, lei era come una mamma per me. Non mi imbarazzava affatto.</p>
<p style="text-align: justify;">(pausa)</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, quando finimmo ci fu chiesto di comporre un quadro per delle foto, e uno dei modelli dovette abbracciarsi a me, in vario modo, come voleva il fotografo. Il ragazzo era gay, lo sapevano tutti. In una foto doveva pure far finta di baciarmi.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="paravento" src="http://i.imgur.com/IpVSs.jpg" alt="paravento" width="360" height="360" /><br />Apriti cielo! Andati via tutti, mentre mi sistemavo per andarcene Tommy mi trascinò come una furia dietro a un paravento, mettendomi spalle al muro. Si piazzò davanti a me. </p>
<p style="text-align: justify;">“Tu vuoi farmi impazzire!”</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Io rimasi come un deficiente, facendo lo gnorri.</p>
<p style="text-align: justify;">- Scusa?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Lo sai benissimo a cosa mi riferisco…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Ma io…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Cosa? Non mi dire che non l’hai capito…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Fu un attimo Pa’.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi ritrovai addosso le sue mani e io feci lo stesso. Lui mi strinse e mi baciò spingendo la mia mano sul suo Gigio. Meno male che non c’era nessuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un po’ non riuscimmo a fermarci, eravamo come ubriachi, non so come dire.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Non faceva altro che ripetermi “Voglio che tu sia mio, solo mio”.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella sera salimmo a casa sua, e da allora è andata avanti per cinque anni.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ si ferma un attimo, lo sguardo perso nel vuoto. </p>
<p style="text-align: justify;">- Ho creduto di impazzire quando le cose si sono messe male. Lui mi era davvero entrato nel sangue, o per lo meno così credevo…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Ma quando si è… incrinato il rapporto? Come mai?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="tatoo b/n" src="http://i.imgur.com/pAlqu.jpg" alt="tatoo b/n" width="350" height="210" /><br />- Io ero gelosissimo, non riuscivo a capire perché avesse bisogno di frequentare altri… gli facevo un sacco di scenate… lui diceva di amarmi, ma di avere bisogno di uno spazio per sé… ogni tanto se ne andava sulla barca, stava via per giorni, poi tornava, mi obbligava a stare dietro ai suoi continui sbalzi di umore… Qualche volta è tornato ubriaco, e capivo che era stato con un altro, o un’altra.</p>
<p style="text-align: justify;">Una sera sono rientrato e lui era nel nostro letto con una donna. Diceva che aveva bisogno di variare, anche se poi non accettava l’idea che me ne andassi, dovevo sopportare tutto secondo lui, perché il suo amore per me era il ‘suo’ punto fermo.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Beh, c’è da dire che in fondo l’ha dimostrato, se ancora adesso…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Io però non ce la facevo a stargli dietro, mi dava insicurezza, mi faceva venire l’ansia. Facemmo un tira e molla per quasi un anno. Poi mi sono rotto le palle, non ce l’ho fatta più e sono andato via.</p>
<p style="text-align: justify;">Mamma aveva traslocato in villa, così ho ristrutturato questa casa e mi sono trasferito qui. Tommy per reazione ha prima tolto via tutte le mie cose dalla sua casa, poi ha rimesso tutto esattamente come stava l’ultima notte.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi ripete sempre che devo ritrovare tutto come l’ho lasciato, quando tornerò…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Perché lui è convinto che tornerai?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Ormai non credo, però è il motivo per cui litiga sempre con Nick. Non vuole cancellare i segni del nostro amore. In realtà è solo un alibi, una gabbia per non guardare in faccia la realtà.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Che io non lo amo più come una volta, non so neanche se il nostro è stato davvero amore… forse qualcosa di molto vicino, comunque di diverso da quello che provo per Ramon. Resta il fatto che a Tommy mi sento ancora legato, e forse sarà così per sempre, sempre che Ramon riesca a capirlo.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Credo che ormai l’abbia capito. Anche se certe cose restano per sempre.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Tipo noi?<br /> Qualunque cosa accada, vero Pa’?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lei solleva lo sguardo, sorride e lo bacia.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In serata, andata via Paolè</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Non mi guardare così ti prego!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Cla’ sei un disastro, ti rendi conto?<img style="float: right; margin: 15px;" title="incredulo" src="http://i.imgur.com/1FVcf.jpg" alt="incredulo" width="103" height="82" /></p>
<p style="text-align: justify;">Poggiata la sacca, Ramon va a lavarsi le mani in bagno.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Clarence lo segue e si ferma sulla soglia.</p>
<p style="text-align: justify;">- Okay non ce l’ho fatta… non ci riesco.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Ma perché??? (pausa)</p>
<p style="text-align: justify;">Vuol dire che lo faccio io…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon va davanti al water, solleva la tavoletta e mette mano alla zip dei suoi jeans.</p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ resta là a osservarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">- Vuoi assistere?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon fa per tirare fuori il Gigio.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Mi chiedevo se ti serve aiuto…<img class="alignright" style="margin: 15px;" title="corso di pipì" src="http://i.imgur.com/uT3gh.jpg" alt="corso di pipì" width="269" height="217" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Direi che sto migliorando da quando ho il manuale…</p>
<p style="text-align: justify;">(lo sguardo furbastro) però se vuoi darmi una mano siamo ‘tutti’ più contenti…</p>
<p style="text-align: justify;">(Ramon mette mano da solo e si ‘libera delle scorie’).</p>
<p style="text-align: justify;">Dì la verità, è un espediente di bassa lega per cambiare discorso…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ annuisce divertito.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Facciamo così. Ti do tempo fino a domani. <br /> Se non glielo dici, allora lo faccio io, ormai siamo fuori tempo massimo.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ &#8211; Senti tempo massimo, da quand’è che noi non…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon lo guarda stranito<br /> &#8211; Non mi dire che prima…</p>
<p style="text-align: justify;">(lo guarda di sbieco) Niente niente?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Beh insomma, non proprio…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon si risistema.</p>
<p style="text-align: justify;">- Cla’ tu mi preoccupi. Che hai fatto, se è lecito?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Le ho raccontato una storia. Vera però.</p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin: 15px;" title="strizzacervelli" src="http://i.imgur.com/W192O.jpg" alt="strizzacervelli" width="160" height="172" /></p>
<p style="text-align: justify;"> <br />Risciacquandosi le mani</p>
<p style="text-align: justify;">- <a href="http://www.lettermagazine.it/2011/scoop-fiction/scoop-by-scop-novella-2011-senza-scampo/">E dalli con le storie… Voi due siete strani, sa</a>?</p>
<p style="text-align: justify;">(pausa)</p>
<p style="text-align: justify;">Segna sulla mia agenda che domani prendo appuntamento con uno strizzacervelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà una tara genetica di voi biondi?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>14 febbraio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stazione degli autobus</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ramon e Cla’ partiranno l’indomani, fino a fine mese, per prendere possesso della casa a Berlino. Poi cominceranno a fare la spola.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E Paoletta non sa ancora niente, quando Cla’ la chiama per darle appuntamento a metà strada per Via Galbani.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- La bio’!!!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Un urlo e un fischio d’apprezzamento distolgono di colpo Pa’ dai suoi pensieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante i tacchi alti (insoliti per lei) ha l’aria di una ragazzina con la testa fra le nuvole.</p>
<p style="text-align: justify;">Appoggiata al cofano della sua auto fa per avvicinarsi alla Mercedes di Ramon.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Un sorridente Ramon si ferma, scende dalla macchina e fa per travolgerla in un abbraccio e bacio.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Pa’ &#8211; Come mai ci si vede qua?<img style="float: right; margin: 15px;" title="autobus" src="http://i.imgur.com/HOH3t.jpg" alt="autobus" width="250" height="107" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Dobbiamo passare da casa mia a prendere alcune cose.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ fa per scendere dal posto del passeggero.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Il mio socio ha bisogno di parlarti, perciò vi lascio soli per un po’. Mi metto più avanti. Però ti tengo d’occhio, sai, tu me lo vizi il signorino, e a casa poi mi tocca fare lavoro doppio…</p>
<p style="text-align: justify;">Stammi bene Paolè!</p>
<p style="text-align: justify;">(le molla un altro bacio, mentre Cla’ si avvicina).</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Non appena Ramon si è allontanato, Cla’ le prende le mani fra le sue.</p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Che c’è chéri? Cosa mi devi dire?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ sa bene che ora non può più tirarsi indietro.</p>
<p style="text-align: justify;">Perciò spara a raffica, come per liberarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">- Domani partiamo Pa’. Si va a Berlino per un progetto grosso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora è per due settimane soltanto, per prendere possesso della casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ci dovrò stare per un po’, alcuni mesi. A intermittenza.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lei lo ascolta senza fiatare.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lui continua</p>
<p style="text-align: justify;">- Io non ero tanto per la quale… pensavo che Ramon avrebbe fatto storie, ma lui stranamente ha detto che va bene, cercherà qualcosa là per ammazzare il tempo…</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo me starà in palestra tutto il giorno, mentre io sono al cantiere.</p>
<p style="text-align: justify;">(si ferma e sospira, tenendole sempre le mani)</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="cell pa'" src="http://i.imgur.com/KiCnC.jpg" alt="cell pa'" width="210" height="158" /><br />L’unica cosa che mi rompe è che non sarai con noi, non so proprio come potremo fare… (la voce gli si incrina un po’)</p>
<p style="text-align: justify;">Però noi ci sentiremo tutti i giorni vero Pa’? Sempre, quando vorrai…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Paoletta resta a fissarlo ammutolita.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Pa’?!</p>
<p style="text-align: justify;">(pausa)</p>
<p style="text-align: justify;">Lo so, sei arrabbiata con me, dovevo dirtelo prima… Scusami! (e fa per abbracciarla stretta, quasi a soffocarla in una morsa)</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lei non è arrabbiata. Ma le parole stentano a venirle fuori.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lui la guarda e non capisce.</p>
<p style="text-align: justify;">- Per favore di’ qualcosa!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lei per tutta risposta lo bacia, senza aggiungere una parola.</p>
<p style="text-align: justify;">Lui se ne prende un altro e un altro ancora.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Lo faremo volare il tempo vero Pa’?<img class="alignright" style="margin: 15px;" title="tempo che scorre" src="http://i.imgur.com/luUcp.jpg" alt="tempo che scorre" width="221" height="166" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lei annuisce con gli occhi.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lui la stringe di nuovo.</p>
<p style="text-align: justify;">- Di’ un po’… ma tu, se non ci fossero impedimenti… verresti via con me, con noi?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lei non risponde e lo bacia.</p>
<p style="text-align: justify;">Lui sorride, guarda la Mercedes.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Devo andare ora.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Le prende il viso fra le mani e la bacia di nuovo.</p>
<p style="text-align: justify;">- Ci sentiamo quando arriviamo, okay?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ si forza per staccarsi da lei.</p>
<p style="text-align: justify;">La lascia lì, ancora un po’ stordita.</p>
<p style="text-align: justify;">Lei lo vede allontanarsi e risalire a bordo. Seduto continua a salutare con la mano.</p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="mercedes ramon" src="http://i.imgur.com/nM4Aw.jpg" alt="mercedes ramon" width="242" height="183" /><br />In auto</p>
<p style="text-align: justify;">(Ramon, sulle spine) &#8211; Hai fatto?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ annuisce.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Come l’ha presa?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Bene.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon gli dà un buffetto sulla guancia, guarda nello specchietto e mette in moto.</p>
<p style="text-align: justify;">Pochi metri e Cla’ lo blocca</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Fermati ti prego!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ scende di corsa dalla macchina, tornando sui suoi passi.</p>
<p style="text-align: justify;">Pa’ sta per risalire sulla sua auto quando si ritrova Cla’ alle spalle.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Pa’!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lei si volta.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="ti amo" src="http://i.imgur.com/5Pmar.jpg" alt="ti amo" width="300" height="254" /></p>
<p style="text-align: justify;"> <br />- Ti amo ti amo ti amo!</p>
<p style="text-align: justify;">Come un ciclone Cla’ la travolge prendendo a baciarla con passione.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Ti amo anch’io chéri!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> <br />Lui, sussurrando, fra carezze e baci</p>
<p style="text-align: justify;">- Sei mia Pa’, mia solo mia!!!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lei lo guarda trasognata, poi volge un attimo lo sguardo alla Mercedes, da cui Ramon li sta osservando.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ ne segue il movimento.</p>
<p style="text-align: justify;">(sorridendo) – Vabbè sì, anche un po’ sua…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p>(Dall’inviato Farina 00)</p>
<p> <strong><br />(SCOP, Società Cooperativa Organizzatori Panzane)</strong></p>
<div><strong><br /></strong></div>
<hr />
<small>Copyright &copy; 2010 <a href="http://www.lettermagazine.it">LetterMagazine</a> <br />
 This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> 59db2746b7e2b9dfc35cc2214b225efd (38.107.179.227) )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Al Vittoriano a Roma la mostra su Dalì</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 07:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>(Collaborazione esterna)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[di Claudia Crocchianti &#160; al Vittoriano a Roma la mostra su Dalì Fino al primo luglio si potrà visitare al Vittoriano a Roma la mostra su Dalì che è stata curata da Montse Aguer, direttrice del Centro per gli studi daliniani alla Fundació Gala-Salvador Dalí, e Lea Mattarella, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-top: 20px; margin-bottom: 20px;" title="dali" src="http://capcreus.com/12image/dali.jpg" alt="dali" width="320" height="227" /></p>
<p><strong>di Claudia Crocchianti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1 style="text-align: justify;">al Vittoriano a Roma la mostra su Dalì</h1>
<p style="text-align: justify;">Fino al primo luglio si potrà visitare al Vittoriano a Roma la mostra su Dalì che è stata curata da Montse Aguer, direttrice del Centro per gli studi daliniani alla Fundació Gala-Salvador Dalí, e Lea Mattarella, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Napoli con la direzione e il coordinamento generale di Alessandro Nicosia.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra, ha avuto  la collaborazione e il supporto di grandi istituzioni museali come il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia e il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam  ed è  nata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, promossa dalla Regione Lazio – Presidenza e Assessorato alla Cultura, Arte e Sport -, Roma Capitale &#8211; Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, Assessorato alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani –, Provincia di Roma – Presidenza e Assessorato alle Politiche culturali -, Camera di Commercio di Roma, si avvale del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dell’Ambasciata di Spagna in Italia, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero degli Affari Esteri e dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. </p>
<p style="text-align: justify;">In questa mostra possiamo ammirare le opere di questo artista geniale che ha iniziato la sua attività artistica</p>
<p style="text-align: justify;">con riferimenti legati all&#8217;impressionismo e al futurismo, per  poi arrivare dipingere tele cubiste.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1925 fa la sua prima mostra personale a Barcellona raccogliendo un grande successo di critica, ma viene espulso dalla Scuola Speciale per aver dichiarato incompetente la commissione esaminatrice.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei cinque anni successivi frequenta intensamente artisti e musei, passando attraverso tutte le forme pittoriche cogliendo da ognuna qualcosa. Tra le sue opere &#8220;La persistenza&#8221; e &#8220;La metamorfosi&#8221;.</p>
<hr />
<p style="text-align: right;"><em>editing Chiara Magagnato</em></p>
<p>                 </p>
<hr />
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		<title>Pillole di follia n. 3</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 07:26:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Merenda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrittura creativa]]></category>
		<category><![CDATA[cannibalismo]]></category>
		<category><![CDATA[gatto]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
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		<description><![CDATA[1 “Per il momento sono ancora vivo.”“Anche io.”“Anche io.”“Anche io.”“Anche io.”“Anche io.”“Io, no.” 2 In Facebook non c&#8217;è George Bernard Shaw. 3 … sì, è incinta, ma solo leggermente&#8230; 4 … e per colmo di sfortuna è pure italiano&#8230; 5 “Immagino che debba essere fastidioso perdersi l&#8217;ombra&#8230;” 6 Con una mano teneva il volante, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-top: 20px; margin-bottom: 20px;" title="follia" src="http://images.movieplayer.it/2009/06/18/dwight-frye-e-il-folle-renfield-nel-film-dracula-121302.jpg" alt="follia" width="500" height="431" /></p>
<p>1</p>
<p>“Per il momento sono ancora vivo.”<br />“Anche io.”<br />“Anche io.”<br />“Anche io.”<br />“Anche io.”<br />“Anche io.”<br />“Io, no.”</p>
<p>2</p>
<p>In Facebook non c&#8217;è George Bernard Shaw.</p>
<p>3</p>
<p>… sì, è incinta, ma solo leggermente&#8230;</p>
<p>4</p>
<p>… e per colmo di sfortuna è pure italiano&#8230;</p>
<p>5</p>
<p>“Immagino che debba essere fastidioso perdersi l&#8217;ombra&#8230;”</p>
<p>6</p>
<p>Con una mano teneva il volante, una mano era sul cambio e con l&#8217;altra si accese una sigaretta.</p>
<p>7</p>
<p>I cretini sono cretini. Ma chissà perché i cretini americani sono più cretini.</p>
<p>8</p>
<p>Forse non dovevo insegnare al mio gatto a collegarsi in Internet. Va su tutti i siti con le gatte nude.</p>
<p>9</p>
<p>È molto raro che un Angelo Custode fumi dei sigari Avana.</p>
<p>10</p>
<p>12 secondi di televisione, sabato 31 marzo 2012, Rai due, intercettati casualmente.<br />“Se pensi di sposare Fernando, dovrai prima liberarti di me!”<br />Ma va? Davvero?</p>
<p>13</p>
<p>“Quante volte, figliolo quante volte?”<br />“Ogni volta che potevo, padre.”</p>
<p>14<br />- gesso<br />- lavagna<br />- banchi<br />- cattedra<br />- rigurgito esofageo</p>
<p>15</p>
<p>Chi di voi si ricorda le decalcomanie?</p>
<p>16</p>
<p>Ma se non ve le ricordate nessun problema, anche alcune decalcomanie penso non si ricordino di noi.</p>
<p>17</p>
<p>Sarà politicamente corretto dire Buona Pasqua a un agnello?</p>
<p>18</p>
<p>Risultato del test di Chi sulla personalità, qualunque sia il punteggio:<br /><strong>Siete completamente cretino! Solo un cretino comprerebbe Chi e farebbe pure il test sulla personalità.</strong></p>
<p>19</p>
<p>I gatti siamesi non miagolano in thailandese, o almeno non tutti.</p>
<p>20</p>
<p>Secondo la teoria di Brønsted-Lowry, un acido è una sostanza capace di cedere ioni H+ a un&#8217;altra specie chimica detta base.<br />Sì, ma chi è l&#8217;assassino?</p>
<p>21</p>
<p>“Anche io ho fatto il liceo classico e lo so che<strong> idiota</strong> viene dal greco antico antico, da<em> idiotes</em>, ossia <em>individuo privato, senza cariche pubbliche</em>.<br />Ma tu non sei un greco antico, quindi non chiamarmi più così.”</p>
<p>22</p>
<p>Per navigare in Internet non è obbligatorio portarsi il giubbotto di salvataggio.</p>
<p>23</p>
<p>Iena maculata (nome scientifico: <em>Crocuta crocuta</em>) si nasce, non si diventa.</p>
<p>24</p>
<p>E al tramonto tutte le mucche tornarono dai campi ed entrarono nel<em> muccaio</em>.</p>
<p>25</p>
<p>“Ignazio, quando ti ho detto che non sei nessuno, non mi riferivo alla storia di Ulisse e Polifemo.”</p>
<p>26</p>
<p>No, la data di nascita di Elvis Presley non è festa nazionale negli USA.</p>
<p>27</p>
<p>“Sei sicura che la nave spaziale Enterprise fermi a Piazza Beccaria?”</p>
<p>28</p>
<p>“Che vuol dire che anche se sono Dio non posso fare i pianeti cubici, ma li debbo fare a forma di sfera?”</p>
<p>29</p>
<p>“Albert, devi smetterla di pensare alle tue equazioni quando scopi. <br />La velocità della luce non è il massimo del piacere per una donna.”</p>
<p>30</p>
<p>“<strong>Pillole di follia</strong>? Ma chi vuoi che le legga&#8230;”</p>
<p>31</p>
<p>Nonilfenossipolietilenossietanolo.</p>
<p>32</p>
<p>E posso pure fare di meglio: <br /><strong>Sparvagnsaktiebolagsskensmutsskjutaref</strong> <br />che in svedese significa: <br /><em>direttore del magazzino approvvigionamento uniformi per il personale dei pulitori dei binari della compagnia tranviaria</em>.</p>
<p>33</p>
<p>E adesso vediamo come ve la cavate voi a dirlo&#8230; coraggio: <br /><strong>Sparvagnsaktiebolagsskensmutsskjutaref</strong>.</p>
<p>34</p>
<p>Mi ricordo una Pasquetta degli anni &#8217;70. Brutto tempo come questa Pasquetta. Sono ospiti da me amici napoletani. Lamberto ha tanteeee canne. Alla televisione fanno Casablanca. Niente di meglio di un Casablanca, fumati, in una Pasquetta piovosa. Mi è sembrato bellissimo.</p>
<p>35</p>
<p>… mangi una formica oggi, un paio di formiche domani e sei segnato per tutta la vita&#8230; e quando passi li senti dire: <em>Guarda quello, è un formichiere, uno che mangia le formiche&#8230;</em> (citazione approssimativa da B.C. di J. Hurt)</p>
<p>36</p>
<p>Un padrone senza cane.</p>
<p>37<br />Disambiguazione.</p>
<p>38</p>
<p>Pillola ignobilmente rubata a George Bernard Shaw:<br /><strong>La volubilità delle donne che amo è eguagliata soltanto dall&#8217;infernale costanza delle donne che amano me</strong>.</p>
<p>39</p>
<p>Solo i cretini pensano che non si possa mai cambiare idea.<br />Ma i leccaculo la cambiano troppo spesso.</p>
<p>40</p>
<p>Dicesi <strong>distanza siderale</strong> quella che separa le opere di Manuel Vázquez Montalbán da quelle di Andrea Camilleri.</p>
<p>41</p>
<p>Per avere successo nella vita l&#8217;intelligenza può essere un ostacolo ancora più grande dell&#8217;onestà.</p>
<p>42</p>
<p>Difficile vedere dei cammelli in Lapponia. Se ne incontri uno probabilmente è venuto in vacanza.</p>
<p>43</p>
<p>Non necessariamente i generi assomigliano ai suoceri.</p>
<p>44</p>
<p>“Tu lo sai che io non mi arrabbio facilmente. Se l&#8217;ho tramutata in un moscone ho avuto le mie ragioni.”</p>
<p>45</p>
<p>“No, Alessandro, anche se ti sarebbe utile per scrivere quel tuo romanzo&#8230; I promessi sposi&#8230; non puoi avere una pendrive. Non l&#8217;hanno ancora inventata.”</p>
<p>46</p>
<p>“Devi credermi, Tom, quando si hanno più di 400 anni&#8230; e io ne ho 431&#8230; un buon bagno di olio lubrificante ti fa sentire proprio bene.”</p>
<p>47</p>
<p>“Mi domando a che ti serve la testa. <br />Visto che non ragioni mai e non porti nemmeno il cappello.”</p>
<p>48</p>
<p>“Eleonora ha un bel viso, e anche come corpo non è male, ma io la trovo troppo mascolina.”<br />“Tu dici?”<br />“Sì, il suo modo di camminare&#8230; e poi la sua abitudine di grattarsi le palle quando è nervosa.”</p>
<p>49</p>
<p>Parliamoci chiaro, Dio non esiste. <br />E se esistesse dovrebbe essere processato per crimini di guerra, avendo permesso il nazismo. O almeno dovrebbe scusarsi. E sarebbe il minimo.</p>
<p>50</p>
<p>Troppi sono contrari al cannibalismo. Senza avere mai assaggiato delle scaloppine di ragioniere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><em>Si ringrazia per l&#8217;editing Benedetta Volontè.</em></p>
<hr />
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		<title>Una scintilla nel buio</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 04:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Nefertiti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono due giorni buoni che tengo sotto tiro il palazzo di fronte. Ho quasi finito l&#8217;acqua e anche il cibo ma non ho più bisogno di mangiare, le anfetamine non fanno sentire la fame. Armi, munizioni e droghe sono le uniche cose che di questi tempi si trovano in abbondanza. Di tutto il resto, ormai, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_nTCxoCCMs6k/Sj4eeWgdCQI/AAAAAAAABsw/qodTCXajDqQ/s400/LET+SNIPER+TERRACOTTA.jpg" alt="sniper" width="250" height="352" />Sono due giorni buoni che tengo sotto tiro il palazzo di fronte. Ho quasi finito l&#8217;acqua e anche il cibo ma non ho più bisogno di mangiare, le anfetamine non fanno sentire la fame. Armi, munizioni e droghe sono le uniche cose che di questi tempi si trovano in abbondanza. Di tutto il resto, ormai, nemmeno il ricordo. La casa, il pane fresco, il gelato, la musica, i libri&#8230; sono esistiti veramente, li ho sognati, boh&#8230; Cerco di ricordarmi come ho fatto a finire su un tetto con un fucile di precisione in mano: adesso mi sembra di non aver mai vissuto diversamente, ma non sono stata un cecchino fin da piccola. Una volta avevo una casa, una famiglia, un marito, due gatti, un lavoro odioso da cui non vedevo l&#8217;ora di andare in pensione ma che mi dava il necessario per vivere. Avevo perfino una macchina, una piccola Clio rossa. La benzina era cara ma si comprava liberamente e non al mercato nero, incredibile. Poi è arrivata quella cosa chiamata <em>CRISI</em>. All&#8217;inizio dicevano che non ci riguardava, il nostro paese era ricco e non correva alcun pericolo, la nostra economia era solida. Chi aveva ancora un reddito cercava di chiudere gli occhi davanti ai vicini, sempre più numerosi, che fallivano, perdevano il lavoro e la casa, si uccidevano. Si viveva come le testuggini, chiusi nel nostro guscio a doppia mandata, finché c&#8217;era un guscio. Poi hanno smesso di dirci che andava tutto bene, anzi, sono iniziati i proclami opposti, le lacrime e il sangue, i sacrifici, le rinunce, la perdita dei diritti e dello stato sociale conquistati in un secolo di lotte. In nome della responsabilità nazionale e di due divinità pagane chiamate <em>“Europa”</em> e <em>“Mercati”</em> c&#8217;erano sempre più disoccupati, falliti, disperati che si uccidevano, finché è scattato qualcosa.</p>
<p align="JUSTIFY"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://dingo.care2.com/pictures/c2c/share/13/132/236/1323684_370.jpg" alt="rivolta sociale" width="250" height="250" />La gente ha smesso di suicidarsi e ha cominciato a uccidersi a vicenda. Giunti al momento in cui non c&#8217;era più nulla da perdere, i disperati più giovani e combattivi hanno cominciato a far fuori chi capitava. All&#8217;inizio lo scopo era farla pagare a chi ci aveva ridotto sul lastrico e ci aveva rubato la vita, i sogni e le speranze, ma non era facile azzeccare il bersaglio. Prima c&#8217;è stato un massacro di politici a tutti i livelli, dal deputato all&#8217;assessore comunale, perché la gente non ne poteva più della sfrenata ricchezza in cui vivevano quei ladri mentre noi non avevamo più da mangiare, ma le cose non sono cambiate. Sono arrivati nuovi tribuni con altri slogan e la stessa sete di potere e di denaro. Allora la gente si è rivolta contro le banche, ha cominciato ad assaltarle e incendiarle, ma queste hanno chiuso e sono spariti i soldi, perché ormai la moneta era virtuale, immateriale, non si sapeva dove abitava e come era fatta, transitava nei computer dei paradisi fiscali e per noi non c&#8217;erano più nemmeno gli spiccioli per un po&#8217; di pane. Così è scoppiata la guerra totale, tutti contro tutti, Nord contro Sud, italiani contro stranieri, bianchi contro neri, giovani contro anziani, lavoratori precari contro chi all&#8217;apparenza aveva ancora un “posto fisso”, centro contro periferia, interisti contro juventini, ciclisti contro pedoni, bolognesi contro ferraresi, condomini pari contro condomini dispari. Una mattina all&#8217;alba un gruppo di disperati ha sfondato la porta di casa mia e mi ha cacciato via, dicendo che ero una vecchia inutile e dovevo lasciare a loro la mia casa, perché erano giovani. Cosa potevo fare? Hanno ucciso mio marito e i miei gatti e mi volevano tenere come serva. Sono riuscita a scappare per le fogne e mi sono unita a un gruppo di altri anziani come me, che erano scampati alla morte ma avevano perso il poco che avevano.</p>
<p align="JUSTIFY"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://www.armidaguerra.com/images/stories/Foto/FuciliPrecisione/gepard.jpg" alt="M1 Gepard" width="250" height="68" />Per i più deboli e malati non c&#8217;è stato niente da fare, ma noi che eravamo ancora in discreta salute abbiamo deciso di organizzarci. Qualcuno era stato cacciatore, sapeva sparare e sapeva come procurarsi le armi. Siamo scappati in montagna e ci siamo addestrati. Pensare che nella mia vecchia vita ero contro la caccia&#8230; adesso per mangiare sparavamo ai caprioli e alle lepri. Tutti dovevamo imparare a usare le armi, ne andava della nostra vita, e ho imparato anch&#8217;io, scoprendo un talento nascosto. Una vecchia miope, con le mani deformate dall&#8217;artrite, in pochi mesi era diventata la tiratrice più abile di tutta la Brigata, mi chiamavano <em>«un colpo, un centro»</em>. Mi ero allenata col nostro unico fucile di precisione, un vecchio M1 Gepàrd che pesava tantissimo, usava una cartuccia sovietica 12,7 × 108 mm., era a colpo singolo, andava ricaricato manualmente con un movimento bizantino dell&#8217;otturatore e aveva un rinculo che rovesciava. Il calcio a scheletro e la canna lunga mi rendevano facile il tiro e mi ero talmente affezionata a quel vecchio arnese, che avevo battezzato Carcarlo, da intristirmi quando abbiamo dovuto abbandonare la postazione e anche il fucile, perché non potevo portarmi venti chili di ferraglia sulle spalle.</p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-mYqnX7vjaB0/TuHWxd4TgQI/AAAAAAAABNA/qb8kQEe3Eik/s320/italia%2Blapide%2Briposa%2Bin%2Bpace%2Bitaly%2Bdeath%2Bitalie%2Bmort.png" alt="Italia" width="250" height="246" />Nei successivi assalti alle caserme e alle armerie i miei compagni si sono procurati una cassa di Zastava M76, un parente serbo dell&#8217;intramontabile AK47, poi abbiamo fatto il colpo grosso e siamo riusciti a mettere le mani su un carico di M40 americani e uno strabiliante M200 CheyTac, con cui ho dato il meglio di me stessa. Messo in chiaro che io non uccidevo animali e non mangiavo carne, al massimo rubavo le uova alle galline, mi sono dedicata con ogni cura a sterminare umani. All&#8217;inizio volevo solo vendicarmi della banda che aveva massacrato la mia famiglia, ma quando siamo tornati, una notte, per ucciderli tutti, al loro posto abbiamo trovato altra gente che non mi aveva fatto niente. Allora ho cominciato una riflessione coi miei compagni: va bene che armi e munizioni ormai si trovavano anche nei fossi, ma non aveva senso sprecarle senza un motivo. Noi dovevamo uccidere “chi aveva la colpa”. Ma chi era?</p>
<p align="JUSTIFY"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://cooksister.typepad.com/photos/black_and_white/20040828_07e_parisperelachaisebw.jpg" alt="sepoltura" width="250" height="333" />Abbiamo passato notti intere a discutere e a studiare mappe. Marchionne? La Marcegaglia? Monti? Berlusconi? Ci avevano già pensato altre bande, più atletiche e meglio armate di noi. L&#8217;Italia ormai era un cumulo di macerie, non c&#8217;era più niente da rubare, era una terra desolata e devastata dalle epidemie. Bene, ci siamo detti, emigriamo. Si diceva che il nostro paese esportava cervelli di giovani laureati, con noi avrebbe esportato l&#8217;Alzheimer di vecchi deliranti. Abbiamo rubato dei camion e ci siamo diretti verso Bruxelles. La traversata è stata lunghissima e faticosa e ci è costata quasi tutte le nostre munizioni solo per difendere i camion. Quando un compagno moriva, lo seppellivamo sotto l&#8217;albero più bello e lo avvolgevamo in qualcosa di nostro, una maglietta, uno straccio, una vecchia sciarpa, una bandiera. Però, arrivati a Bruxelles, non abbiamo trovato i banchieri e i manager, ma solo povera gente disperata come noi, che non aveva più niente da mangiare. Non mi ricordo per quanto tempo siamo andati avanti così, rammento solo di aver preso gusto a uccidere. Non si diventa uno sniper se non ti piace, il fucile di precisione è uno strumento difficile da usare e da mantenere, ci vuole tanta pazienza, pesa, bisogna stare per ore immobili e sdraiati sulla pancia senza farsi scorgere dal nemico e senza addormentarsi. Ecco, questo era il principale problema dei miei anziani compagni, durante gli appostamenti si abbioccavano. Io cercavo di convertirli all&#8217;uso delle anfetamine per stare svegli, ma quei vecchi sognatori preferivano il vino rosso. Ve lo immaginate un tiratore scelto con un fiasco di Sangiovese accanto al fucile? Ma per favore&#8230; Insomma, continuavamo a cercare “chi aveva la colpa” da un paese all&#8217;altro, da una città all&#8217;altra, molti di noi cadevano, altri si univano alla Brigata, io masticavo anfetamine e avevo perso la cognizione di cosa stavo cercando.</p>
<p align="JUSTIFY"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://i1179.photobucket.com/albums/x387/Beatrice_Nefertiti/cross01.jpg?t=1335113673" alt="scintilla" width="250" height="352" />Anche adesso mi sto chiedendo perché sono qui, da due giorni, a tenere sotto tiro quel palazzo, non mi ricordo neppure chi ci abita; vado in automatico, appena scorgo un movimento sparo. Gli altri sono scomparsi, non ho idea di dove sono finiti, forse sono morti tutti e io sono rimasta sola, l&#8217;ultima delle Brigate degli Anziani Combattenti “Stella del Tramonto”. Ho sete, ho finito l&#8217;acqua, bisogna che mi conceda una pausa e vada a cercare un pozzo, un rigagnolo, un fosso, qualsiasi cosa per bere. Mentre allungo la mano per prendere la borraccia vedo un bagliore accanto a me, una scintilla nel buio, e istintivamente mi giro impugnando la pistola che tengo sempre carica in caso di necessità. Alla luce di una fiammella vedo una ragazza che si accende la sigaretta e ride. <em>“Che tiratrice scelta!”</em> mi sussurra. <em>“Sono accanto a te da due giorni e mi vedi solo adesso, complimenti&#8230;”</em>. Sono talmente imbarazzata che mi sparerei. Come faccio ad essere diventata così imbranata, ero una sniper leggendaria e mi sono fatta fregare da una ragazzina&#8230; Ci guardiamo per un po&#8217; e le chiedo una sigaretta anche se ho smesso di fumare da quarant&#8217;anni. È così giovane, bella, un po&#8217; com&#8217;ero io alla sua età. Fumiamo e lei mi allunga una bottiglia di birra, da una vita non ne vedevo una. Brindiamo non sappiamo a cosa e le chiedo come si chiama. <em>“Beatrice”</em>, mi risponde. Non mi stupisco più di tanto. Era ora che la mia umanità tornasse a prendermi. Mi porge la mano e mi aiuta ad alzarmi, è il momento di andare. Prima di abbandonare il mio fucile smonto l&#8217;otturatore, come mi hanno insegnato, mai lasciare una buona arma nelle mani del nemico. La pistola ha un solo colpo in canna ma mi basterà, io sono leggenda, sono <em>«un colpo, un centro»</em>.</p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
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		<title>Testa alta, due piedi (recensione)</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 04:28:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Petrucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[calciomercato]]></category>
		<category><![CDATA[franco esposito]]></category>
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		<category><![CDATA[procuratore]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[savoldi]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco un libro giunto in Redazione e che parla di calcio ma non del solito calcio, anzi di calciomercato, ma non del solito calciomercato. Voglio premettere che non sono un estimatore del pallone, ogni tanto guardo qualche partita di calcio ma solo come una scusa per stare un po&#8217; con gli amici davanti a una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-top: 20px; margin-bottom: 20px;" title="testa alta due piedi" src="http://www.ndanet.it/media/catalog/product/cache/2/image/190x/040ec09b1e35df139433887a97daa66f/t/e/testa.jpg" alt="testa alta due piedi di franco esposito" width="190" height="295" /></p>
<p>Ecco un libro giunto in Redazione e che parla di calcio ma non del solito calcio, anzi di calciomercato, ma non del solito calciomercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio premettere che non sono un estimatore del <em>pallone, </em>ogni tanto guardo qualche partita di calcio ma solo come una scusa per stare un po&#8217; con gli amici davanti a una pizza e una birra. Infatti stavo per dare il libro a un amico, lui sì che è un esperto, per averne un giudizio, ma sfogliandolo distrattamente mi sono imbattuto in un nome che mi ha riportato all&#8217;infanzia: <strong>Savoldi</strong>. Non sono così vecchio da ricordarmi <strong><a title="beppe savoldi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Savoldi" target="_blank">Beppe Savoldi</a>, </strong>calciatore che quando nel 1975 quando arrivò al Napoli, io avevo solo due anni e che quando se ne andò, ne avevo appena sei. Però mi ricordo che papà spesso mi parlava di questo mitico Savoldi e della cifra, allora stratosferica, con la quale venne ingaggiato dal Calcio Napoli ovvero due miliardi di lire!</p>
<p style="text-align: justify;">Va be&#8217; non voglio dilungarmi, fatto sta che vuoi per curiosità, vuoi per scoprire qualcosa in più su questo calciatore, ho preso in mano il libro<strong> &#8220;Testa alta, due piedi&#8221;</strong> di <strong>Franco Esposito</strong>, e ho iniziato a leggerlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Scopro, il verbo è azzeccato considerata la mia totale ignoranza del mondo sportivo e in particolare del gioco del Calcio, scopro, dicevo, che Franco Esposito è stato giornalista e inviato speciale de <strong>&#8220;Il Mattino&#8221;</strong> e de<strong> &#8220;Il Corriere dello Sport&#8221;</strong>, che è stato testimone di ben cinque edizioni dei <strong>Giochi Olimpici</strong> e di altrettanti <strong>Campionati del Mondo</strong>; beh, a quanto pare con i suoi 72 anni ne ha viste di cose! Cercando sul web, mi rendo conto che il giornalista non è solo uno specialista del gioco del calcio, ma anche di tanti altri sport e la cosa, confesso, mi ha rallegrato. Ha scritto anche di nuoto ne <strong>&#8220;I giganti del nuoto&#8221;</strong> e di pugilato in <strong>&#8220;Una vita di sogni e pugni&#8221;</strong>, sempre sul web ho letto che <em>ha scritto di tutti gli sport tranne che di baseball e di hockey sul ghiaccio!</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ascoltiamo subito una breve intervista:</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=s1iy4s_DSMM">http://www.youtube.com/watch?v=s1iy4s_DSMM</a></p>
</p>
<p style="text-align: justify;">Torniamo al libro, come ho scritto all&#8217;inizio esso parla di calciomercato, ma di quello di un tempo quando <em>non c&#8217;erano i procuratori e i cellulari non erano i telefonini.</em> Racconta di un calciomercato quasi romantico, un fenomeno di costume che negli anni è mutato moltissimo, come lo stesso calcio tra l&#8217;altro, perdendo quel fascino spontaneo che lo caratterizzava, ma anche i suoi personaggi leggendari come il principe <strong>Raimondo Lanza di Trabia</strong>, un uomo al tempo brillante e imprevedibile, perfino doppiogiochista, che frequentò personalità come <strong>Galeazzo Ciano, Curzio Malaparte, Susanna Agnelli, Onassis</strong>. Probabilmente proprio a Raimondo Lanza di Trabia si deve l&#8217;invenzione di quello che oggi viene chiamato calciomercato. Franco Esposito racconta che una volta all&#8217;anno, a Luglio, il principe lasciava Palermo per recarsi nella sua suite romana dove riceveva presidenti e altri uomini d&#8217;affare seminudo, se non addirittura nudo! Altri tempi&#8230; o forse no?</p>
<p style="text-align: justify;">Ci racconta di <strong>Paola Mazza</strong>, un piccolo uomo ma dalla grande intelligenza che riusciva ad acquistare calciatori sconosciuti e a rivenderli a prezzi stratosferici. Chi si ricorda <strong><a title="dino zoff" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dino_Zoff" target="_blank">Dino Zoff</a></strong>? Arrivaò al Napoli dal Mantova per un&#8217;amichevole estiva; eravamo agli albori del calciomercato: il 1971 quando poi il Napoli (maledetto!) cedette Zoff alla Juventus.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i furbi e gli scaltri, sicuramente c&#8217;è <strong>Ferlaino</strong>, il presidente del Napoli di allora, anche qui curiosità e aneddoti. E da Ferlaino il passo verso <a title="diego armando maradona" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maradona" target="_blank"><strong>Maradona</strong></a><strong></strong> è davvero breve!  Siamo giunti agli sgoccioli del periodo <em>romantico</em> del calciomercato. Franco Esposito scrive di una trattativa incredibile, probabilmente la madre di tutte le trattative, la trattativa del secolo, durata ben 44 giorni, di cui 24 a Barcellona. Esposito era lì, in Spagna, testimone con <strong>Rosario Pastore,</strong> <strong>Antonio Corvo </strong>e altri giornalisti napoletani. Un racconto memorabile, curioso, inedito, insomma da non perdere. </p>
<p style="text-align: justify;">Il calciomercato, col tempo, lo abbiamo detto, è cambiato e la svolta si è avuta con l&#8217;introduzione di una nuova figura professionale che cambierà faccia a tutto il mondo degli affari calcistici: <strong>il procuratore</strong>. E chi ne è stato l&#8217;artefice? Chi poteva inventare un mestiere come questo? Chi avuto l&#8217;idea al tempo geniale e <em>malsana</em> di abbinare un agente a un calciatore? Solo un napoletano: <strong>Antonio Caliendo</strong> di Mariglianella! Il primo calciatore che si è messo nelle mani del procuratore Caliedo è stato <strong><a title="giancarlo atognoni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Antognoni" target="_blank">Giancarlo Antognoni</a></strong>, campione del mondo con la mitica Nazionale del 1982, nel tempo è stato anche procuratore di <strong>Baggio</strong>, <strong>Trezeguet </strong>e molti altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro è quindi un interessante excursus che parte dal 1950  si ferma poco prima degli anni &#8217;90.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di finire, <strong>m&#8217;incuriosiva il titolo del libro</strong> poiché, a dire il vero, non ero riuscito a trovare una spiegazione logica alla frase. A sfatare i mie dubbi è stato lo stesso autore: &#8220;<em>Testa alta, due piedi </em>appartiene al linguaggio del calcio, di quelli che trattano, vendono e comprano calciatori. Tra addetti ai lavori, parlando di un calciatore sconosciuto, di un giovane, volendo subito darne un giudizio, si risponde, appunto <em>testa alta</em>, come atteggiamento nel campo, <em>due piedi</em>, come capacità di gioco; insomma un calciatore promettente&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludendo, devo dire che è stato un libro divertente, da leggere non per forza dalla prima all&#8217;ultima pagina, si può saltare qua e là tra strafalcioni, esagerazioni, intuizioni geniali, sotterfugi, trame nascoste e molto altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Se poi siete degli appassionati di calcio, allora dovete per forza averlo nella vostra collezione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p><strong>Testa alta, due piedi</strong><br /><strong>Franco Esposito</strong><br /><strong>Absolutely Free Editore</strong><br /><strong>246 pagine</strong><br /><strong>15,00 euro </strong></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cosa non si fa…</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 12:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamy Moore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gamy's Room]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160;   Che notte quella notte!&#8230;   Non era Fred Buscaglione né la vecchia reclame di un noto insetticida. A distanza di ore la mia mente girava come un disco rotto, o meglio cercava di distrarsi dalla furia omicida che m’aveva preso. Perché sì, ancora una volta dopo 2 sole settimane, il trillo del telefono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img title="che notte" src="http://i.imgur.com/KNxYK.gif" alt="che notte" width="204" height="288" /> </p>
<p style="text-align: justify;"><em>Che notte quella notte!&#8230;</em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non era Fred Buscaglione né la vecchia reclame di un noto insetticida.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A distanza di ore la mia mente girava come un disco rotto, o meglio cercava di distrarsi dalla furia omicida che m’aveva preso. Perché sì, ancora una volta dopo 2 sole settimane, il trillo del telefono m’aveva praticamente sbarrato gli occhi e obnubilato il cervello…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pare che scaraventarmi giù dal letto sia diventato uno sport nazionale, o meglio un torneo delle nazioni (<a href="http://www.lettermagazine.it/2012/varie/por-ka-putt/">Berlino il 1 aprile insegna</a>)…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Solo che stavolta il motivo c’era: per un pelo non c’è scappato il morto.<br /></strong><strong>Oltre a quello che avrei fatto volentieri io… <img class="alignright" style="margin: 15px;" title="pennichella" src="http://i.imgur.com/lS5j0.gif" alt="pennichella" width="215" height="154" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Colpa di quelle strane voglie che colgono Ramon due volte al giorno, vale a dire al mattino, quand’è ancora buio, mentre abbarbicato a Cla’ si desta il suo apparato ‘ricreazionale’, oppure nel dopopranzo, che nei comuni mortali induce normalmente a pennichella. Nei comuni mortali, ma a lui no…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Beh, come che sia, Cla’ (ancora al quinto sonno) si era sentito calare giù l’elastico dei boxer e una ben nota mano aveva preso a massaggiarlo…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Mmmmmm… (non chiedetemi di chi sto mugolio…)</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Dai e ridai, uno mica è di marmo sai, ci prende gusto… e invece nel bel mezzo s’ode in un sussurro caldo e pur suadente</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(Ramon) &#8211; Devo fare pipì… tu non ti muovere, faccio in un minuto.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><em>Un minuto, </em>ssseeee<em>…</em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Saranno stati perlomeno 5 minuti buoni, se non di più, tra il prendere la mira, tirare lo sciacquone e risciacquarsi per benino. E quando manca il gatto, si sa, i topi che non ballano vanno magari a caccia…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="feromoni" src="http://i.imgur.com/IUicg.jpg" alt="feromoni" width="286" height="165" />Cla’ era già tornato al sesto sonno a dispetto del suo Gigio, mentre anche un altro essere si era ridestato, già pregustando di sostituire l’assente con giustifica.<br />Colpa dei ferormoni circolanti nell’aria, filtrati da sotto le coperte (perché a Roma a metà aprile è ancora freddo), specie quando l’uomo caliente s’alza in fretta e furia e lascia un varco aperto.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Attizzato dall’aroma celestiale d’ottima materia prima, qualcuno (a parte me) aveva letteralmente perso il ben dell’intelletto, tanto da non accorgersi dell’arrivo catastrofico del solito tsunami.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon (sollevandosi di colpo) &#8211; Scusa! Ti ho fatto male?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(la voce ancora impastata)</p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ &#8211; Ehhh?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Tastando al buio la massa appena schiacciata</p>
<p style="text-align: justify;">- Togli sto piede!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(interdetto)</p>
<p style="text-align: justify;">- Quale piede?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon fa per dare un colpetto alla massa, cercando di scostarla da sopra la coperta<br />- Questo!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Si accorge però di botto che a quel piede mancava la gamba…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Oh mio dio! Accendi la luce Cla’!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Potete immaginare la sua faccia quando, sollevata la coperta gli apparve il muso esanime del suo rivale, quello che lui chiama il sorcetto… <img class="alignright" style="margin: 15px;" title="schiacciato" src="http://i.imgur.com/ugRRg.jpg" alt="schiacciato" width="168" height="227" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(urlando) &#8211; IGOR!!!!!!!!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ma stavolta il tono di Ramon non era di rimprovero, piuttosto di disperazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La creatura non dava in apparenza alcun segno di esistenza in vita.</p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">- CAZZO Cla’ facciamo qualcosa!!!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Riportato di colpo ad uno stato di veglia a dir poco agitato, Clarence non sapeva lì per lì che cosa fare. Avete presente gli imbranati totali?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ &#8211; Scuotilo, vediamo se è ancora vivo!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon aveva perfino paura di toccarlo, non sapeva come tastargli il battito. E comunque al polso non percepiva niente.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ &#8211; Ma non dal polso, dal cuore… anzi no dal collo!!!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Non avvertendo nulla, Ramon era sempre più nel panico.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ &#8211; Metti le dita vicino alle narici!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">E anche così nulla di fatto.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Oddio Cla’ fallo tu io non sento niente!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ma neanche Cla’ riusciva nell’intento.</p>
<p style="text-align: justify;">- Chiamiamo il veterinario, anzi no la guardia medica, a quest’ora…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon &#8211; Ma io non so chi è il veterinario!!!</p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="idea geniale" src="http://i.imgur.com/ag1Ki.png" alt="idea geniale" width="300" height="218" /><br />- Pa’!!! Chiamiamola!<br />Lei lo saprà sicuro!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon non riusciva a coordinarsi, sembrava totalmente in panne.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ &#8211; Cazzo fai lì impalato!<br />Muoviti!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Pochi secondi e Cla’ era al telefono con Pa’, mentre Ramon al cellulare con la guardia medica veterinaria.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Come scusi? Sarchiapone?<br />Mi sta sfottendo?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Coadiuvato da Pa’ (in telephone-conferenza), Ramon si spiega meglio.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">… Ahhhhh! Ora sì…</p>
<p style="text-align: justify;">È una specie che frequento poco, ma com’è che ce l’avete in casa?<br />Comunque guardi non lo sposti, potrebbe avergli lesionato la colonna…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(Ramon, fuori di sé) &#8211; Non mi dica!!!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Che colorito ha?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- È grigio, ma è pallidissimo…</p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">- Cinereo? Brutto segno…<br />Non si agiti comunque, sto arrivando.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualche minuto dopo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Davanti al corpicino del ‘sorcetto’ sottoposto a auscultazione, Ramon sembrava quasi voler piangere. Cla’ cercava di rassicurarlo, sfiorandogli il braccio con discrezione.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="ossigeno" src="http://i.imgur.com/p3zoM.jpg" alt="ossigeno" width="196" height="187" />- Respira ancora, ma il battito è molto debole.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora gli diamo un po’ di ossigeno, magari basta a tirarlo su…</p>
<p style="text-align: justify;">(pausa)</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">veterinario &#8211; Sembra reagire…</p>
<p style="text-align: justify;">(tastandolo) a giudicare da come muove gli arti non mi pare abbia avuto danni…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Né Cla’ né Ramon osavano fiatare. Il silenzio era irreale.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Poco dopo</p>
<p style="text-align: justify;">- Di che si nutre?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">E qua ti voglio…</p>
<p style="text-align: justify;">Ramon e Cla’ si scambiano uno sguardo, poi Ramon prende a balbettare imbarazzato</p>
<p style="text-align: justify;">- Li…quidi corp…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Mi scusi non ho afferrato…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ma a quel punto l’imbarazzo era tale che Ramon non sapeva proprio come andare avanti.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Clarence &#8211; Vede dottore, Igor è un <a href="http://www.lettermagazine.it/2011/varie/la-sfortuna-di-chiamarsi-igor-intervista-a-un-sarchiapone-ultrasfigato/">‘ucc’..latore</a>, insomma si nutre di…    <img style="float: right; margin: 15px;" title="patta" src="http://i.imgur.com/DKnDl.jpg" alt="patta" width="225" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">(e gli muore la parola in gola)</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(perplesso) &#8211; Carogne?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Nooo… <a href="http://www.lettermagazine.it/2011/varie/evviva-son-tornate-le-bbr/">Quello che esce da qua (indicandosi la zona del corpo)</a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Il dottore lo guarda di sbieco.</p>
<p style="text-align: justify;">- Mai sentita una cosa simile! (pausa)</p>
<p style="text-align: justify;">E scusate… come fate?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon &#8211; Ehhh!!!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">- Credo di aver capito…</p>
<p style="text-align: justify;">E resta ammutolito.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Bene, allora mi sa che conviene procurarne un po’… così gli portiamo un po’ su la glicemia…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon lo guarda interdetto, quasi che gli avesse chiesto una missione impossibile.</p>
<p style="text-align: justify;">- Adesso?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- E quando scusate? Ora sta male…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon e Cla’ si scambiano un’occhiata che è tutta un programma.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Non vi preoccupate, non lo dovete fare davanti a me, andate pure di là…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ &#8211; Ma…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">veterinario &#8211; Ma che?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon &#8211; Chi dei due deve… procurarlo?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- E lo chiedete a me? io che ne so? (a pausa)</p>
<p style="text-align: justify;">A chi ‘attinge’ di solito?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon (fulmineo, indicando Clarence) &#8211; A lui!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ lo fulmina con lo sguardo.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="provetta" src="http://i.imgur.com/lHMtq.jpg" alt="provetta" width="86" height="180" />- Bene, e diamoci da fare allora… che sarà mai!</p>
<p style="text-align: justify;">(a Cla’) Vuole una provetta?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ scuote la testa e si allontana, l’aria scura.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(a Ramon) &#8211; Lei che fa, aspetta qui con me?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon non sa che dire</p>
<p style="text-align: justify;">- Ma sì, lui è un esperto ormai…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Il veterinario gli lancia un’occhiata che potete immaginare.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">5 minuti e Cla’ è di ritorno col materiale in un bicchiere di plastica.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Meglio adagiarlo in una bacinella, così lo pesiamo anche.<br />Ne avete una?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Sistemato alla meglio in una vaschetta per le piante, Igor si guarda attorno un po’ confuso.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Al solo avvicinare il bicchiere alle narici il battito di Igor prende a tumultuare.</p>
<p style="text-align: justify;">Beve dapprima lentamente e incerto, quindi emette un gemito profondo e chiude gli occhi.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon lo incalza</p>
<p style="text-align: justify;">- Che dice dottore? Ce la farà? <img class="alignright" style="margin: 15px;" title="dubbio" src="http://i.imgur.com/lAyhJ.gif" alt="dubbio" width="144" height="144" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Non lo so, dobbiamo aspettare che faccia effetto.</p>
<p style="text-align: justify;">(pausa)</p>
<p style="text-align: justify;">Mettetevi comodi, tanto la tariffa non sale…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">Intanto richiama Pa’ per sapere se ci sono novità, e Cla’ le spiega cosa hanno tentato.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Il veterinario riprende ad auscultarlo, il battito è ancora debole ma più regolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Si rivolge ad Igor, chiamandolo per nome.</p>
<p style="text-align: justify;">Igor appare poco propenso a collaborare, seduto rannicchiato come in dormiveglia.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Il dottore si rivolge a Ramon</p>
<p style="text-align: justify;">(a voce bassa) &#8211; Provi lei.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon si avvicina, si china in avanti, lo chiama.</p>
<p style="text-align: justify;">Di colpo Igor spalanca gli occhi e arretra, spaventato. Poi si aggrappa tremante al bordo della vaschetta, scrutando con timore negli occhi di Ramon, quasi a carpirne le intenzioni.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="igor spaventato" src="http://i.imgur.com/zgTPC.jpg" alt="igor spaventato" width="240" height="180" /><br />(supplicando) &#8211; No Igor, non fare così!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Igor prende a sibilargli in faccia.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Non l’ho fatto apposta, non sapevo che eri lì…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(il tono dolce) Guarda, c’è pure Cla’ (e gli fa segno di avvicinarsi). Vedi?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ si fa dappresso e lo accarezza.<br /> Igor cambia immediatamente espressione e si lascia toccare.</p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ dolcemente gli sussurra</p>
<p style="text-align: justify;">- Vuoi un po’ di roba buona?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Igor fa segno di sì.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ cerca conferma nello sguardo del dottore.<br />Quest’ultimo approva.</p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">- La vuoi da Ramon? <img class="alignright" style="margin: 15px;" title="ramon sguincio" src="http://i.imgur.com/IHYk2.jpg" alt="ramon sguincio" width="154" height="269" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Igor fa una smorfia poco convinto, poi sembra annuire.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ a Ramon</p>
<p style="text-align: justify;">- Vai, che aspetti?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ora è Ramon a fare una smorfia.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi sospira e si allontana.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ma la nuova somministrazione non fornisce l’effetto della prima.<br />Igor accosta il muso al bicchiere, ingoia, e Bleah! per poco non sputa tutto fuori.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon spazientito &#8211; Ohhhhhhh, questo passa il convento…</p>
<p style="text-align: justify;">Poi torna ad essere di nuovo dolce<br />- Devi aspettare un po’ per averne dell’altra da Cla’, e su ja!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Il veterinario ha assistito alla scena e ha perso ogni parola.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon &#8211; Visto che dobbiamo ingannare l’attesa, c’è altro che possiamo fare?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(lapidario) &#8211; Il referto, se non le dispiace.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ricollocato sul letto, Igor viene dapprima misurato con un metro, nuovamente tastato e auscultato senza che mai stacchi il suo sguardo da quello di Cla’.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’ultimo capisce cosa deve fare.</p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin: 15px;" title="igor beato" src="http://i.imgur.com/OxSM2.jpg" alt="igor beato" width="279" height="181" /><br />Si sistema su un fianco accanto al paziente, tira giù la zip dei pantaloni e lascia che la sua manina si insinui all’interno dei boxer.</p>
<p style="text-align: justify;">L’espressione di Igor si fa immediatamente beata. Idem il veterinario.</p>
<p style="text-align: justify;">Di colpo infatti Igor ha ripreso colorito. E pure una discreta verve…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Un’ora e un quarto dopo, in cucina, davanti ad una tazza di caffè e dei pasticcini, Ramon e Diego (il veterinario) vedono ricomparire Clarence.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon &#8211; Allora?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ &#8211; Sembra tornato totalmente in sé, e ovviamente ha fame…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon &#8211; È l’ora della manna…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ (bevendo al volo un sorso di caffè)</p>
<p style="text-align: justify;">- Allora vado…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Diego &#8211; Serve una mano?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;">Volere o volare s’era dovuto fare… Igor non sembrava mai sazio, e secondo Ramon era chiaro: ci marciava…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Chi l’avrebbe mai detto, la dedizione al lavoro di Diego era totale, s’era perfino offerto di dare il suo contributo alla causa. <br />Ma Igor ha sempre avuto le idee chiare, e aveva montato su un bel piccio. Solo ‘una’ manna fa miracoli…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="scop" src="http://i.imgur.com/ZNaB0.jpg" alt="scop" width="295" height="180" /></em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><em>Cosa non si fa per una spremuta di Cla’…</em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Resoconto (agitato) e a più mani degli inviati di SCOP (Gamy Moore, Farina, soci e ‘sorci’)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<hr />
<small>Copyright &copy; 2010 <a href="http://www.lettermagazine.it">LetterMagazine</a> <br />
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		<title>La vendetta di Sansone</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 04:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Nefertiti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È una nuova giornata in Piazza delle Erbe, non piove e siamo ancora vivi, almeno per ora. Vado a letto tardi e mi alzo presto, sono in perenne debito di sonno, ma dormirò quando verrà il momento. Per adesso devo darmi da fare, ho un marito “esondato” che devo tener buono a decotti di maria, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://m2.paperblog.com/i/92/924703/il-surrealismo-oggi-una-piantagione-di-mariju-L-WRqsaK.jpeg" alt="Non si dorme" width="250" height="183" />È una nuova giornata in Piazza delle Erbe, non piove e siamo ancora vivi, almeno per ora. Vado a letto tardi e mi alzo presto, sono in perenne debito di sonno, ma dormirò quando verrà il momento. Per adesso devo darmi da fare, ho un marito “esondato” che devo tener buono a decotti di <em>maria</em>, due gatti di casa da mantenere, un&#8217;intera colonia felina sulle spalle e un lavoro che sto per perdere a minuti. La sera mi arrangio come tutti: la mia vicina è giovane e ha messo su una casa d&#8217;appuntamenti con vasta scelta, c&#8217;è anche un trans, io invece sono anziana e vado a lavare i piatti in nero in una pizzeria. Con l&#8217;artrite alle mani non è il massimo, però quei trenta euro a sera mi fanno comodo, e soprattutto mi fanno comodo gli avanzi che porto a casa, ci metto a tavola mio marito e i gatti. Anche questa mattina ho preparato il pentolone con la pappa e mi fermo a rifocillare la colonia prima di rinchiudermi in quel Palazzaccio nel quale stanno per sopprimere il mio posto. Tra poco sarò buttata fuori per motivi “organizzativi” e non potrò nemmeno appellarmi a un giudice, perché con le nuove leggi hanno ragione loro. </p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3248/3288435589_3b189453ee.jpg" alt="Iguana sguardo dolce" width="250" height="182" />Intanto che penso di chiedere alla mia vicina se ha dei clienti necrofili da mandarmi, nell&#8217;angolo mensa della colonia trovo un gabbione coperto da un telo. Le sue dimensioni mi preoccupano, e quando ne sollevo un angolo e vedo una coda squamosa, mi viene male. Non posso tenere un coccodrillo in Piazza delle Erbe&#8230; Guardando meglio tiro un sospiro, poteva andarmi peggio, è solo un iguana. Ha uno sguardo dolce e un poco triste e mi porge timidamente un biglietto dove c&#8217;è scritto <em>“Ciao, mi chiamo Sansone. I miei non possono più tenermi perché sono stati sfrattati ma non hanno avuto il coraggio di buttarmi nel canale. Sono buono e mangio solo verdura”</em>. Adesso capisco perché non ho trovato i gatti ad aspettare la colazione&#8230; Si sono nascosti, preoccupati per il nuovo arrivo. Va beh Sansone, prendiamola con filosofia, ci stringeremo, come dico ogni volta che sbarca un nuovo profugo. Riempio le ciotole per i ragazzi e poi sistemo il nuovo acquisto nella borsa, per oggi verrà con me nel Palazzo dei Veleni e stasera lo presenterò al Consiglio degli Anziani della Gatteria. Mi toccherà fare il solito discorsino sulla società multietnica&#8230; Come dite? Un iguana nella borsa? Forse non conoscete le potenzialità delle sporte delle gattare, a noi la tasca di Eta Beta e perfino l&#8217;Incantesimo di Estensione Irriconoscibile di Hermione Granger non ci fanno neanche un baffo, nelle nostre borse trovano spazio cose che voi umani&#8230; </p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://www.coolephotography.co.uk/images/travel/vietnam/20110920-161425.jpg" alt="Signora Ling" width="250" height="375" />Sansone mi guarda con un faccino che spezza il cuore, lo capisco dallo sguardo che ha fame, così mi fermo alla bancarella della verduraia cinese, la signora Ling, e le chiedo un po&#8217; di insalata di scarto. <em>“Signola Beatlice, già senza lavolo?”</em> mi chiede preoccupata. <em>“Questione di minuti, signora Ling, intanto mi abituo”</em>. <em>“Ah che sfoltuna che sfoltuna&#8230; olmai miei clienti tutti disoccupati qui tloppa miselia io plesto tolnale in Cina&#8230; Come va tisana pel suo malito?”</em>. <em>“Benissimo signora Ling, dorme tutto il giorno. Ma non torni in Cina, la prego, appena mi licenziano ci mettiamo in affari io e lei&#8230; Vedrà, ho delle idee!”</em>. Nelle cantine la comunità cinese ha messo su coltivazioni idroponiche di tutti i tipi; l&#8217;insalata viene bianca ma la <em>maria</em> è ottima e mio marito ne ha bisogno, da quando ha perso il lavoro ho dovuto far sparire da casa lamette, corde e cavi di ogni tipo e la signora Ling mi è di molto aiuto con la sua <em>“tisana lilassante”</em>. Quando rimarrò disoccupata le proporrò una società per la produzione di esplosivi, in fondo la polvere da sparo l&#8217;hanno inventata loro. Lungo la strada mi offro anche un bombolone alla crema, saranno gli ultimi che mi posso permettere ma crepi l&#8217;avarizia, e infilo nella borsa anche quello. Lo assaporerò con gusto davanti all&#8217;amichetta del Kapo, costretta a dieta per non cadere in disgrazia. </p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://web.tiscalinet.it/fabioracco.simpson/images/Moetel.gif" alt="Nuovo centralino" width="250" height="227" />Il custode del Palazzaccio, il vecchio Delvais, mi guarda afflitto mentre timbro il cartellino. Anche lui deve fare fagotto, verrà sostituito da un moderno sistema di allarmi, e si sta organizzando per emigrare in Ucraina con la sua Olga, il puttanone che col suo assiduo lavoro da “badante” nel senso più ampio del termine ha già comprato tre appartamenti a Kiev. Prenderanno su anche il centralinista cieco, al suo posto la suprema direzione galattica ha comprato uno di quei fantastici programmi del tipo <em>“Prema uno prema due prema tre prema [e alla x] prema [radice di due] prema [infinito meno uno]&#8230; siamo spiacenti ma lei ha digitato un numero immaginario”</em> che fanno saltare i nervi ai clienti ma rendono felicemente irraggiungibili gli uffici dell&#8217;azienda. Sulla mia scrivania trovo un&#8217;altra vignetta oscena e offensiva e la aggiungo alla mia collezione. Il Kapetto di turno vuole strafare, oltre a studiare la “riorganizzazione” che sopprimerà il mio posto e gli darà la possibilità di liberarsi di un altro “ramo secco”, cerca di farmi saltare i nervi con una serie di spiritosaggini che fanno ridere solo gli idioti come lui, ma negli anni ho imparato la pazienza e aggiungo la vignetta al diario in cui annoto gli episodi di mobbing. Chissà, un giorno&#8230; </p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://www.alessiodileo.com/Gallery/Animali/Rettili/images/Iguana-verde.jpg" alt="Un iguana ti guarda" width="250" height="188" />Non ho fatto in tempo a sedermi che suona già il telefono, cominciano gli scherzi dell&#8217;ultimo raccomandato di partito che è piovuto da noi con la mente rutilante di idee malsane. I suoi tentativi di farmi impazzire a colpi di spiritosaggini sono patetici, nemmeno a livello di bambino di seconda media un po&#8217; minorato. Fa il mio numero e quando rispondo scoppia a ridere e butta giù. Contento lui&#8230; Il piccolo registratore che ho collegato all&#8217;apparecchio scatta e fa il suo dovere, la speranza in casa mia è sempre stata l&#8217;ultima a morire. Purtroppo il Kapetto è mattiniero e mi convoca subito per impartirmi gli ordini della giornata. Quando torno, con le braccia cariche di faldoni, mi vengono i brividi: Sansone è in piedi sulla scrivania della segretaria dello stronzetto, col bombolone in bocca. Non ci voleva, speravo di arrivare alla fine del mese&#8230; e sto già sentendo i tacchi a spillo della puttanella che risuonano in corridoio. In queste situazioni mi vengono le coliche e mi tocca scappare in bagno prima che succeda l&#8217;irreparabile, infilo di corsa l&#8217;uscita di servizio e mentre le budella mi si torcono sulla tazza sento le urla acutissime della damigella che fugge correndo e gridando <em>“Il demonio! Il demonio!”</em>. Dimenticavo, la ragazza è ciellina. Cerco di rientrare dal bagno con dignità e rassegnazione ma non vedo più l&#8217;iguana, è sparito. Mi siedo alla scrivania e faccio finta di niente, anche quando fa irruzione il Kapetto da cui la signorina ovviamente è corsa a chiedere aiuto. La faccia dello stronzo in collera non ha prezzo: diventa paonazzo, gli occhietti si fanno porcini, piega le orecchie indietro e parla in serpentese. Giuro, sa parlare in serpentese, avrà studiato con Voldemort. Mi si scaglia contro chiedendo ragioni del mio comportamento e mi trova seduta alla scrivania, diligentemente intenta alle cartacce che mi ha scaricato. Lo guardo con espressione tonta e interrogativa, dietro ai miei occhiali spessi. <em>“Cosa c&#8217;è, ingegnere? Mi dica&#8230;”</em><br /><em><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://it.dreamstime.com/iguana-che-mangia-banana-thumb807450.jpg" alt="Sansone fa colazione" width="250" height="178" />“Tu&#8230; tu&#8230; tu&#8230;. la devi smettere&#8230; basta, la misura è colma&#8230;.”</em> e il sibilo gli si strozza in gola quando vede che l&#8217;ufficio è in ordine e sulla scrivania della sua protetta del momento non ci sono demoni né altre stranezze. Solo la borsetta finto Vuitton che la signorina, in preda all&#8217;isteria, aveva lanciato in aria e che io, diligentemente, ho raccolto. <em>“Reparto menopausa, questa me la paghi!”</em> sibila sbattendo la porta alle spalle, e sento che per rassicurare la fanciulla e propiziare la giornata lavorativa le chiede la solita prestazione orale del mattino. Quando la signorina torna al suo posto le offro una mentina, che lei getta nel cestino sdegnata. Mi chiedo che fine avrà fatto Sansone, povero iguana innocente in balia di queste serpi, ma dopo pochi minuti vedo il suo musetto spuntare di nuovo dalla mia borsa. Si è spaventato per le urla dell&#8217;oca giuliva e ha pensato bene di tornare al sicuro per finire il bombolone in pace e spazzolare anche l&#8217;insalata. Non posso parlargli ad alta voce perché sono arrivati gli altri colleghi e mi tocca scrivergli un biglietto: <em>“Caro Sansone, per favore, fai il bravo, rimani nascosto nella borsa e se hai bisogno di qualcosa fammi un cenno, ma con discrezione”</em>. Come supponevo, Sansone sa leggere, si tratta di una rara specie di <em>iguana meditans</em>, lo avevo capito dalle borse sotto gli occhi. Riflette cinque minuti sul biglietto e poi mi fa un cenno di assenso, con espressione grave. Mi accorgo che somiglia in modo inquietante al generale De Gaulle. </p>
<p style="text-align: justify;">Mi auguro che il fiero pasto lo faccia dormire per tutta la giornata, ma poco prima della pausa pranzo Sansone si stira e mi fa segno con la zampetta, ha di nuovo fame. Maledizione&#8230; Gli offro il mio panino e intanto che si strafoga ne approfitto per andare in bagno, sperando che non combini altri guai. Come non detto. Al mio ritorno è scomparso e non ne ho notizie per tutto il pomeriggio. Sono nervosissima, le coliche si susseguono e il mio gentile Kapetto non perde l&#8217;occasione per fare il simpatico, mi consiglia davanti a tutti l&#8217;uso del pannolone per anziani incontinenti. Ma a lui non faccio più caso, cosa vi aspettate da uno che va pazzo per i “Soliti idioti”? È per Sansone che sono preoccupata, finisce la giornata lavorativa e non è tornato, non posso cercarlo per non tradirmi, e torno a casa con l&#8217;angoscia. </p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://static.blogo.it/happyblog/iguana.jpg" alt="Sansone" width="250" height="177" />UN MESE DOPO – Nel Palazzaccio Sansone è diventato una celebrità. Nessuno lo vede per giorni e poi compare nei momenti più magici, per esempio mentre il Direttore Supremo è in videoconferenza con l&#8217;Empireo che decide della nostra vita e della nostra morte, e che noi comuni mortali non sappiamo nemmeno dove sia ubicato fisicamente, forse in un ristorante al termine dell&#8217;universo, forse nell&#8217;antimateria o nel tunnel dei neutrini sotto il Gran Sasso. Dietro quella faccia compunta da pedofilo devoto compare il faccino tenero del mio iguana che fa la linguaccia e poi scompare. Ha fatto perfino la statua nell&#8217;ufficio della Sua Augusta Maestà di Piano per un giorno intero, e il pallone gonfiato ha pensato a un nuovo regalo da parte del Cerchio Magico dei suoi Famigli. Peccato che il regalo si sia alzato sulle zampe posteriori mentre lui si faceva trastullare dalla figlia preadolescente di un disgraziato disposto a tutto pur di non perdere il posto. Sansone si è dileguato insieme agli effetti del Viagra e il viscido mollusco del pervertito ha rischiato l&#8217;amputazione da morso. Il mio amico iguana passa molto tempo con me, nell&#8217;ufficetto in cui mi hanno confinato a fare nulla per consolidare la mia posizione di esubero e lasciar passare il tempo necessario per legge alla comunicazione del mio licenziamento per motivi economici e organizzativi. Sansone non parla molto, però ascolta e si fa capire con cenni della testa e delle zampette. Mi trovo molto bene con lui, è di grande compagnia. Ha un appetito enorme e ogni giorno mi tocca portargli diversi chili di frutta e verdura, ma gli ortolani cinesi mi lasciano tutti i loro scarti. Hanno colori fluorescenti e sembrano leggermente radioattivi, ma Sansone apprezza e mi sembra ingrassato, ha anche messo su pancia. </p>
<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin: 15px;" src="http://gimpology.com/uploads/319_429_2.gif" alt="Dolce Drago" width="250" height="209" />DUE MESI DOPO – Nel Palazzaccio sono impazziti e sono ricorsi a tutti i sistemi per scovare quella creatura squamosa che continua a comparire nei momenti meno adatti. Il suo musetto fa capolino nelle foto di gruppo, a una festa aziendale per soli leccaculo si è materializzato sulla pista e ha ballato l&#8217;hully gully, e recentemente si è esibito in un atletico balzo sulla scrivania del mio Kapetto mentre la favorita del momento gli praticava il massaggio orale della sera. Hanno chiamato anche il prete per un esorcismo. Il Provveditorato ha mandato un&#8217;impresa di derattizzazione ma Sansone non è un topo e non abbocca alle loro esche, anzi, ama variare la dieta vegetariana con la cattura di qualche roditore, che non me ne voglia Rasputin, il Re dei Ratti di Fogna. Poi, pochi giorni fa, la sorpresa. Il mio Sansone è una Dalila&#8230; Quando l&#8217;hanno abbandonata nella colonia era incinta, ha deposto le uova nelle fogne sotto al Palazzaccio e adesso è venuta a presentarmi i piccoli. Vi giuro, mi sono commossa. Dalila è ormai una bella signora lunga circa un metro e mezzo e i piccini sono deliziosi. Una in particolare mi si è molto affezionata e passa quasi tutto il giorno con me. L&#8217;ho chiamata Medea e la sto allevando a dieta carnivora, vorrei fare di lei un vero dinosauro. Ho trovato la degna erede da lasciare nel Palazzaccio, Medea mi vendicherà.</p>
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<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><br /></span></p>
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