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	<title>LetterMagazine</title>
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	<description>rivista culturale online</description>
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		<title>L&#8217;invasione dei Nargilli</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 05:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Nefertiti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[aziendalese]]></category>
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		<description><![CDATA[Salve ragazzi, sono tornato. Il vostro Merlino, il Gatto Samurai, il Guerriero Senza Macchia e Senza Paura, è di nuovo qui con voi, coraggio! Il caro Igor mi ha telefonato per chiedermi di raccontare una storia sulla cretineria ed eccomi qua, osservare gli umani mi ha reso un esperto. Sulla materia potrei scrivere un trattato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><img style="float: left;margin: 15px" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSR0kAgsvaKdXFV8aKg7O7magOLYCaReIcKgxtyRVXnnhodLYehr3ubhZbjlg" alt="Nargilli" width="250" height="187" />Salve ragazzi, sono tornato. Il vostro <a title="Merlino, professione gatto" href="http://www.lettermagazine.it/2011/racconti-2/merlino-professione-gatto/" target="_blank">Merlino, il Gatto Samurai</a>, il Guerriero Senza Macchia e Senza Paura, è di nuovo qui con voi, coraggio! Il caro Igor mi ha telefonato per chiedermi di raccontare una storia sulla cretineria ed eccomi qua, osservare gli umani mi ha reso un esperto. Sulla materia potrei scrivere un trattato, ma ho in mente per voi un luminoso esempio: la volta che siamo stati invasi dai Nargilli. Ormai sapete che gli umani comprano gli animali più strani per seguire la moda e poi li abbandonano dove capita, e la <a title="La Gatteria di Piazza delle Erbe" href="http://www.lettermagazine.it/2011/racconti-2/la-gatteria-di-piazza-delle-erbe/" target="_blank">Gatteria di Piazza delle Erbe</a> ha accolto di tutto, <a title="Un colpo da maestro" href="http://www.lettermagazine.it/2011/racconti-2/un-colpo-da-maestro/" target="_blank">furetti</a>, <a title="E' tornato il Sarchiapone" href="http://www.lettermagazine.it/2011/racconti-2/e-tornato-il-sarchiapone/" target="_blank">sarchiaponi</a>, iguana, perfino un <a title="La via del lonfo" href="http://www.lettermagazine.it/2011/racconti-2/la-via-del-lonfo/" target="_blank">lonfo</a>. Qualche tempo fa è stata la volta dei Nargilli, una specie che non si sa bene se esiste in natura ma si è evocata col successo dei libri di Harry Potter. Ci fu un maledetto Natale in cui tutti volevano regalare nargilli e siccome la religione del dio mercato decreta che la domanda genera l&#8217;offerta, mezza città trovò sotto l&#8217;albero coppie di animaletti dispettosi di cui non si sapeva nulla, neppure cosa mangiavano, ma questo i miei concittadini lo impararono presto: non solo i nargilli mangiavano tutto, ma devastavano la casa organizzando rave party selvaggi e si riproducevano alla velocità della luce.</p>
<p align="JUSTIFY"><img style="float: left;margin: 15px" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRExRctYcHeQaTuqGEFTaaRWWlh8nSRRFlgtmFSQrLWdllPyUfEB6ts9gpj" alt="cretini" width="250" height="186" />Poiché la madre dei cretini è sempre incinta, l&#8217;incauto acquisto fu seguito da incursioni furtive nella nostra piazza e da abbandoni di ceste piene di queste creature sulle quali dire che hanno un unico neurone è uno slancio di ottimismo, direi che ne hanno uno per famiglia.  L&#8217;Umana che si prende cura di noi era disperata, svaligiava i negozi di animali per sfamarci e il cibo non bastava mai perché quelle bestiole cretine, dopo essersi rimpinzate, giocavano a frisbee con le ciotole e poi, non contente, devastavano i banchi del mercato. Si rese necessaria una riunione del Consiglio degli Anziani per far fronte all&#8217;emergenza e fu approvata all&#8217;unanimità la mozione del Conte Vronskij, intitolata “Sono cavoli del sindaco”. Usando alcune salsicce come esca, la Gatteria al completo riuscì a condurre il branco di nargilli in municipio durante un consiglio comunale piuttosto tempestoso e quando li vedemmo correre tra i banchi facendo pernacchie li lasciammo alle cure del primo cittadino, che tuttavia non la prese bene, ma proprio per niente. In piena notte una delegazione dei <a title="Il gatto che miagolava in Dolce Stil Novo" href="http://www.lettermagazine.it/2011/racconti-2/il-gatto-che-miagolava-in-dolce-stil-novo/" target="_blank">Fantasmi del Sanguinoso Mucchio</a>, con cui il sindaco ha una convenzione per il mantenimento dell&#8217;ordine pubblico, ci comunicò che in quella sciagurata seduta i nargilli avevano votato compatti una mozione della Lega che con quattro consiglieri si era ritrovata quarantaquattro voti. I nargilli sono irresistibilmente attratti dalla stupidità, su di loro ha un effetto afrodisiaco, e la proposta leghista li aveva eccitati a tal punto che non solo avevano partecipato alla votazione ma si erano riprodotti sul momento; il branco contava già ottanta esemplari e il sindaco ordinava alla Gatteria, per il <strong>suo</strong> bene, di trovare una sistemazione diversa alle devastanti creature, temendo, a ragione, un loro incontro coi vigili urbani.</p>
<p align="JUSTIFY"><img style="float: left;margin: 15px" src="http://www.wallpapers4desktop.net/_ph/17/2/920545547.jpg" alt="nargilli in Consiglio comunale" width="250" height="188" />Il Consiglio degli Anziani, stremato, si riunì di nuovo e decise di sistemare i nargilli in prefettura. L&#8217;esodo fu ancor più complesso, si rese necessaria una quantità esagerata di salsicce, ma passando dai sotterranei riuscimmo a infiltrarli uno a uno nell&#8217;ufficio del prefetto, che se li meritava tutti. Il caso volle che proprio quel giorno si riunisse la misteriosa congrega chiamata <em>&#8220;Comitato per la Sicurezza e l&#8217;Ordine Pubblico&#8221;</em> a cui avrebbe partecipato non solo il prefetto, ma anche il questore, il sindaco, il comandante dei carabinieri, quello dei vigili urbani e pure un ammiraglio. Tale concentrato di cretineria mandò in orgasmo multiplo i nargilli, che in poche ore si riprodussero senza freni. In preda al terrore il prefetto chiese aiuto al sindaco, che convocò un&#8217;altra volta Cagliostro, il condottiero del Sanguinoso Mucchio, e fummo da capo, anzi, ci trovammo con la minaccia di  un&#8217;ordinanza di sgombero dell&#8217;intera Gatteria dalla Piazza delle Erbe se non avessimo risolto <strong>subito</strong> e <strong>per sempre</strong> il problema dei nargilli. Noi Felini siamo sempre qui per rimediare alla stupidità degli umani, ci siamo abituati, in qualità di Razza Superiore del Creato abbiamo delle responsabilità. Quando le scorte di erba gatta, ciambella e albana dolce furono esaurite a seguito dell&#8217;avvincente e serrato dibattito,  mandammo la nostra ultima recluta, il furetto Smeagol, a chiamare Desdemolo, il <a title="Il fantasma di Ferragosto" href="http://www.lettermagazine.it/2011/racconti-2/il-fantasma-di-ferragosto/" target="_blank">Fantasma del Palazzo dei Veleni</a>, perché solo lui ci poteva salvare. Desdemolo è un Fantasma di Quelli di Una Volta e non lascia gli amici in difficoltà. Visto che la proliferazione dei nargilli era colpa della cretineria umana, era giusto sistemarli in un luogo dove la cretineria era ottima e abbondante, anzi, nel posto in cui albergava la Madre di Tutte le Cretinerie: il Palazzo dei Veleni. Desdemolo aveva anche individuato il momento perfetto: il giorno seguente si sarebbe tenuto un “Corso per la motivazione aziendale”. Dovete sapere che questi “corsi” sono un happening di cretineria senza pudore in cui un tizio mediamente giovane, con gli occhialini tondi, i riccioletti impomatati e le bretellone viene pagato scandalosamente allo scopo di prendere per il culo i dipendenti anziani e aizzare contro di loro i “giovani di belle speranze” secondo l&#8217;antico modello del “Divide et impera” di latina memoria. Purtroppo anche l&#8217;Umana che si prende cura di noi era costretta a partecipare, ma l&#8217;avremmo informata e si sarebbe anche divertita. Con la forza di un intero gruppo di gatti randagi ben addestrati al combattimento e con l&#8217;aiuto di una partita di hamburger di scarto rubata da McDonald e dell&#8217;intera provvista di vodka del Conte, riuscimmo a contenere i nargilli in un tunnel sotto la piazza e a deportarli in massa attraverso i sotterranei fino alle cantine del Palazzaccio. Il “corso” era in pieno svolgimento quando cominciammo a “somministrare” i nargilli uno a uno usando la canna di un vecchio camino.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><img style="float: left;margin: 15px" src="http://3.bp.blogspot.com/_FtGTGaT2c6I/TCXvQ8uk0zI/AAAAAAAAEd8/6AVDgbvdtcs/s1600/urlo.jpg" alt="stress sul lavoro" width="250" height="181" />La nostra Umana aveva cercato tante volte di non partecipare a questi assembramenti ridicoli e umilianti, in cui si pretendeva che i dipendenti sventolassero in pubblico episodi della loro vita personale e partecipassero a “giochi di ruolo” in confronto ai quali lo schiaffo del soldato è più dignitoso, ma non c&#8217;era stato verso. Lei, soprattutto lei, come le altre vecchie cariatidi rimaste nel Palazzaccio e delle quali l&#8217;esimia direzione suprema voleva liberarsi, era obbligata a prendere parte a queste sceneggiate lesive della sua dignità, e la povera donna, ormai giunta oltre ai limiti dell&#8217;esasperazione, si era dovuta inventare una maniera per sopravvivere anche a questo. Non partecipava alle attività “ludiche” collettive, faceva finta di non capirle, dichiarava solo il proprio nome, cognome e numero di matricola, e prendeva appunti. In realtà quello che si annotava non era il contenuto del “corso”, impresa impossibile perché non ne aveva, ma il linguaggio usato, la terminologia delirante utilizzata dal “docente” e dai corsisti collaborativi, per documentare lo scempio a cui veniva sottoposta la lingua del Sommo Poeta, quella lingua per la quale Manzoni andò a bagnare i panni in Arno. Anche quel giorno si iniziò bene, col <em>feedback del briefing finalizzato a gestire la mission della vision puntuale e precisa piuttosto che, tra virgolette, influenzare pesantemente l&#8217;impatto e l&#8217;approccio del discorso</em>, e via andando di supercazzola.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><img style="float: left;margin: 15px" src="http://www.gattoamico.it/le%20vostre%20foto/foto-gatti-di-casa/toto-con-cappello-800.jpg" alt="gatto con cappello" width="250" height="188" />Io non volevo perdermi lo spettacolo e mi ero nascosto dentro a un cestino per la carta con un foglio A4 in testa, piegato a cappellino per nascondere le orecchie. Nella mia posizione di osservatore privilegiato vedevo che i nargilli, uscendo dal camino, si raggruppavano intorno alla nostra Umana perché erano abituati a ricevere il cibo da lei, e tra lo sgomento dell&#8217;intera sala se ne vedeva già una trentina appollaiata sulle sue spalle curve. Ogni volta che lei si appuntava un termine, loro scuotevano il sedere e facevano un saltello, tutti eccitati. La dose di cretineria insita in quelle frasi superava già di molto la modica quantità e raggiungeva i livelli dello spaccio. </span>Dopo l&#8217;introduzione del “docente” che aveva magnificato la sua <em>consulenza a tutto campo, aggiornata in tempo reale e avente valenza strategica per monitorare le sinergie dello scenario nonché mettere sotto controllo i dati della gestione in una soluzione integrata a trecentosessanta gradi supportata dallo skill abilitante</em>, si scatenò la claque dei fervidi sostenitori di questo “approccio comunicativo”. <span style="font-size: small">Tra i più esaltati c&#8217;era un ingegnerino pieno di sé, spocchioso fino a scoppiare, che la nostra amica aveva la disgrazia di avere come capetto. Il soggetto in questione doveva probabilmente scontare un&#8217;infanzia da bambino sfigato e spione che le prendeva da tutti e poi andava a piangere dalla maestra, e un&#8217;adolescenza brufolosa e disfatta dalle seghe. Per uno scherzo della natura matrigna, lo squallido elemento si era non solo sposato e riprodotto, ma addirittura trovato un&#8217;amante nei corridoi del palazzaccio, una segretaria con la faccia da cammello e secca come il palo di un semaforo, ma molto più stupida. L&#8217;iperattività sessuale che ne era conseguita, ovvero qualcosa in più delle consuete due all&#8217;anno, una per il caldo e una per il freddo, gli aveva fatto perdere lo scarso lume della ragione e da mesi stava facendo di tutto per trasferire la nostra amica e sostituirla con il suo cammello, oh scusate, con la sua amante. </span>Il mobbing era già arrivato all&#8217;uso di frasi aggraziate di un certo grado di finezza e di particolare creatività quali <em>“hai una natura lewinskiana, fai delle farneticazioni uterine”(1)</em> che il nostro usava normalmente con le dipendenti giovani, e l&#8217;essere arrivato a rivolgerle a una signora anziana come la nostra amica dimostrava che stava passando alla fase “fine di mondo”.</p>
<p style="text-align: justify"><img style="float: left;margin: 15px" src="http://1.bp.blogspot.com/_vSDp1dmNxgA/ScNpGXkmajI/AAAAAAAAAPk/WZn_lL9PfZE/s400/leccaculo+altan.jpg" alt="leccaculi" width="250" height="295" />Il simpatico ingegnerino andava in orgasmo per quel tipo di eventi mondani in cui aveva l&#8217;occasione di mettersi in mostra ed esibire il peggio di sé, e appena ne ebbe la possibilità si lanciò in uno sproloquio sulla <em>concorrenza che si era letteralmente scatenata a livello di discorso di vendita, pertanto ognuno poteva toccare con mano i modelli di implementazione con cui occorreva dare valore aggiunto allo snodo della formazione continua al fine di mettere a fattor comune le sinergie finalizzate a supportare una bella fetta di mercato posizionato nella fascia alta in quanto lo scopo è il governo proattivo dei processi per approcciare serenamente i problemi che emergono</em>. Una dose così cospicua di cretineria non fece solo l&#8217;effetto di eccitare sessualmente i nargilli e portarli a una riproduzione incontrollata, ma li esaltò così tanto che le bestiole si misero a scagazzare per tutta la sala. Prima ricoprirono il valente ingegnerino come mosche su una merda, e mi permetto di sottolineare quanto la similitudine sia adeguata, poi si appesero alle bretellone del “docente” per fare bungee jumping, mentre i corsisti più anziani ridevano sfrenatamente e i giovani di belle speranze facevano finta di scandalizzarsi ma in cuor loro ghignavano senza pudore. Ci volle la presenza di spirito di Desdemolo, che essendo un Fantasma istruito conosceva l&#8217;unica creatura in grado di spaventare i nargilli: il topo di fogna. Con la velocità dello spettro corse a chiamare Rasputin, il capo dei ratti, e in pochi minuti la sala si riempì dei più grassi e lerci topacci di tutti i canali della bassa. </p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><img style="float: left;margin: 15px" src="http://www.vipwindowtinting.com.au/media/catalog/product/cache/1/image/5e06319eda06f020e43594a9c230972d/O/t/Other-79.jpg" alt="ratto" width="250" height="251" />Io non ho mai avuto molta simpatia per Rasputin e le sue orde, anche se Desdemolo gli è affezionato fin da quando era un cucciolo, ma in quell&#8217;occasione non ho potuto fare a meno di congratularmi con lui per la perfetta organizzazione militare. Come un sol ratto, spuntarono fuori da ogni angolo della sala e presero ad azzannare le caviglie dei presenti. Fu bellissimo. Impiegate isteriche si calpestavano a vicenda coi centotrenta chili in equilibrio sui tacchi a spillo, impiegati calvi perdevano il parrucchino e tutti si picchiavano selvaggiamente a vicenda per essere i primi a scappare. Anche in questa occasione l&#8217;ingegnerino mostrò la sua tempra di gentiluomo dando un calcio in faccia alla sua amante crollata a terra, per svignarsela più in fretta. Alla fine in quella sala devastata rimanemmo solo io, Desdemolo e la nostra Umana che, conoscendo bene la natura del topo di fogna e dei suoi colleghi, praticamente la stessa, si era limitata a salire su un mobile appoggiato al muro e a rimanere ferma in attesa degli eventi. Io e l&#8217;amico fantasma la scortammo immediatamente fuori dalla sala e la mettemmo al sicuro in un bagno, per il timore che, come sempre, fosse accusata di aver organizzato lo scherzo. I topi di fogna inseguirono i nargilli fino ai più remoti nascondigli e da allora non ne abbiamo saputo più nulla. Pare che sia arrivato un reclamo dalla casa editrice di Harry Potter ma questa volta il cappellino di carta se l&#8217;è fatto Rasputin, sapete cosa gliene può fregare al Re dei Ratti di un reclamo della casa editrice di Harry Potter? Invece io e Desdemolo, che siamo ragazzi ben educati, abbiamo deciso di rispondere con una supercazzola da campionato&#8230; Sperando con tutto il cuore di non essere invasi dai Vermicoli. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><em><sup>(1) </sup>Questa non è inventata, è vita vissuta. (N.d.A.)</em></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<hr />
<small>Copyright &copy; 2010 <a href="http://www.lettermagazine.it">LetterMagazine</a> <br />
 This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> 59db2746b7e2b9dfc35cc2214b225efd (38.107.179.227) )</small>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;L&#8217;ultimo feta e puzza!&#8221; ricordi d&#8217;infanzia</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 05:29:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Petrucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi d'infanzia]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo feta e puzza! ricordi d&#8217;infanzia Succedeva che, per strada, ad un certo punto qualcuno esclamasse: &#8220;L&#8217;ultimo feta e puzza!&#8221;. Un attimo prima si parlava di figurine di calciatori, della partitella di pallone da fare il pomeriggio oppure del malandato compito di matematica di quella mattina. Poteva essere un orario qualsiasi, col sole o con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>L&#8217;ultimo feta e puzza!</h1>
<p><em>ricordi d&#8217;infanzia</em></p>
<p><img style="margin-top: 20px; margin-bottom: 20px;" title="bambini corrono" src="http://i1130.photobucket.com/albums/m533/max3w/Massimo%20Petrucci/bambini_corrono.jpg" alt="bambini che corrono BN" width="450" height="302" /></p>
<p><span style="text-align: justify;">Succedeva che, per strada, ad un certo punto qualcuno esclamasse: &#8220;L&#8217;ultimo feta e puzza!&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Un attimo prima si parlava di figurine di calciatori, della partitella di pallone da fare il pomeriggio oppure del malandato compito di matematica di quella mattina.</p>
<p style="text-align: justify;">Poteva essere un orario qualsiasi, col sole o con la pioggia, in qualunque stato d&#8217;animo; la cosa essenziale è che si fosse almeno in due.</p>
<p style="text-align: justify;">Succedeva che un attimo prima si camminava placidamente, con l&#8217;aria di chi va senza avere una meta, quando all&#8217;improvviso, senza alcun motivo, senza alcuna premeditazione, uno del gruppo, di solito un maschio, come se si fosse appena ricordato una cosa fondamentale o avesse avuto un&#8217;improvvisa folgorazione, cambiasse espressione: gli occhi dilatati di chi sta per affrontare un evento improvviso, il corpo teso con ogni muscolo contratto e pronto allo scatto che, prontamente, avveniva un istante dopo, così il ragazzo balzava avanti di un paio di passi, poi si voltava e, tra un ghigno e un sorriso, esclamava al gruppo: &#8220;L&#8217;ultimo feta e puzza!&#8221; poi guardava avanti e via, veloce come il vento!</p>
<p style="text-align: justify;">Il resto del gruppo, che un attimo prima appariva distratto, perso nei propri pensieri oppure impegnato in una chiacchiera qualsiasi, nell&#8217;istante stesso in cui avvertiva quelle improvvise parole, come se esse avessero accesso a un recondito istinto primordiale, come se da ciò che sarebbe accaduto nei prossimi istanti dipendesse la propria vita, il resto dei ragazzi si lanciava dietro quel primo avventuriero, ognuno correndo come poteva, per quanto poteva, sforzandosi al massimo, non tanto per arrivare primo, ma per evitare di arrivare ultimo, e non importava dove si trovasse il traguardo che poteva essere la prossima fermata dell&#8217;autobus, un&#8217;insegna o il prossimo incrocio, quello che contava era non finire per ultimo per evitare l&#8217;onta umiliante di quell&#8217;anatema senza tempo: &#8220;L&#8217;ultimo feta e puzza!&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine della corsa, tutto ritornava normale, come se ci fosse stato un salto spazio temporale, ognuno tornava ai propri pensieri, tranne che per quell&#8217;ultimo, il quale, per il resto del pomeriggio, sarebbe stato, vero o non vero, quello che <em>feta e puzza.</em></p>
<hr />
<p><em>Questo è un piccolo ricordo d&#8217;infanzia, di quando noi ragazzini non avevano la playstation, di quando la televisione non trasmetteva cartoni animati tutto il giorno, quando si stava insieme e quando bastava una breve corsa per sentirsi felici.</em> L&#8217;esclamazione &#8220;feta e puzza&#8221;, che poi &#8220;feta&#8221; è sinonimo di &#8220;puzza&#8221;, insieme sono un rafforzativo del concetto che chi arriva ultimo &#8220;puzza&#8221;, è un&#8217;espressione dialettale delle mie zone. Voi ricordate qualcosa di simile? E se sì, qual era la vostra espressione?</p>
<hr />
<small>Copyright &copy; 2010 <a href="http://www.lettermagazine.it">LetterMagazine</a> <br />
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		<title>The eyes of Michelangelo Antonioni</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 05:22:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>(Collaborazione esterna)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mostra fotografica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Claudia Crocchianti Mostra “The eyes of Michelangelo Antonioni” alla Casa del Cinema di Roma. Fino al 26 febbraio. &#160; La mostra “The eyes of Michelangelo Antonioni” è stata presentata il 1° febbraio dal curatore Alberto Squarcia e dalla critica Silvia Arfelli. Tele dipinte dalla pittrice Miria Malandri con la tecnica del “fermo immagine”, liberamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Claudia Crocchianti</strong></p>
<p><img style="margin-top: 20px; margin-bottom: 20px;" title="mostra fotografica" src="http://www.artribune.com/wp-content/plugins/wp-events-manager//upload/event/6772_1323369825b.jpg" alt="mostra fotografica" width="500" height="350" /></p>
<h1>Mostra “The eyes of Michelangelo Antonioni” alla Casa del Cinema di Roma.</h1>
<p>Fino al 26 febbraio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra “The eyes of Michelangelo Antonioni” è stata <strong>presentata il 1° febbraio dal curatore Alberto Squarcia e dalla critica </strong>Silvia Arfelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Tele dipinte dalla pittrice Miria Malandri con la tecnica del “fermo immagine”, liberamente tratte dai film di Antonioni, attraverso le quali viene ricordata l’opera di Michelangelo Antonioni, maestro della cinematografia italiana e mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Una mostra con immagini che reinterpretano in senso inverso il rapporto cinema-pittura, che ha sempre visto il cinema attingere a piene mani dall’arte pittorica.</p>
<p style="text-align: justify;">Miria Malandri ha iniziato il suo cammino artistico con la realizzazione di dipinti di tipo surreale e ispirati al teatro dell&#8217;assurdo, di immagini di famiglia e di nature morte; dal 2002 al2004 hacollaborato con Art&#8217;è.</p>
<p style="text-align: justify;">I dipinti di ispirazione cinematografica caratterizzano le sue recenti ricerche artistiche.</p>
<hr />
<p style="text-align: right;"><em>editing Chiara Magagnato</em></p>
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		<title>pretastri</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 05:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anni Barazzetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Topastro]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Copyright &#169; 2010 LetterMagazine This feed is for personal, non-commercial use only. The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint: 59db2746b7e2b9dfc35cc2214b225efd (38.107.179.227) )]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://u.jimdo.com/www14/o/sfa82c5f8c0c3f326/img/i760f8d0f6e986f61/1329670000/std/image.jpg" alt="" width="599" height="560" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://u.jimdo.com/www14/o/sfa82c5f8c0c3f326/img/i85ec29d8a3d72d39/1329670066/std/image.jpg" alt="" width="629" height="336" /></p>
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		<title>The Help e l&#8217;Oscar al femminile che forse non verrà</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 05:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tinos Andronicus</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Il dolce inganno]]></category>
		<category><![CDATA[Academy Award]]></category>
		<category><![CDATA[Aibileen Clark]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenia]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar 2012]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Skeeter]]></category>
		<category><![CDATA[Tate Taylor]]></category>
		<category><![CDATA[trailer]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla fine ce l’ho fatta. La parte più difficile è stata quella di tentare di convincere la maschera del cinema multisala che avevo comprato il biglietto proprio per questo film, ma non me ne sono pentito affatto. «L’ingresso per Millennium, uomini che odiano le donne è di là». «Ma io sono venuto apposta per vedere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" title="The  Help 1" src="http://quotes.whyfame.com/files/2012/01/the_help.jpg" alt="" width="450" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine ce l’ho fatta. La parte più difficile è stata quella di tentare di convincere la maschera del cinema multisala che avevo comprato il biglietto proprio per questo film, ma non me ne sono pentito affatto. «L’ingresso per Millennium, uomini che odiano le donne è di là». «Ma io sono venuto apposta per vedere queste donne. Mi dicono che sono strepitose e che forse vinceranno l&#8217;Oscar!». «Mah! Sarebbe il primo uomo che entra qua dentro. Comunque, contento lei».</p>
<p style="text-align: justify;">1962, Jackson nel Mississippi.<em><strong> The Help</strong></em>, di <em><strong>Tate Taylor</strong></em>. Innanzitutto perché questo titolo? Ce lo rivela fin dalle prime battute una delle protagoniste, <em><strong>Aibileen Clark</strong></em>: «Mia mamma era cameriera e mia nonna era una schiava di casa […] Ho tirato su diciassette bambini nella mia vita. Prendermi cura dei bambini bianchi è quello che faccio. So come fare addormentare i bambini, come farli smettere di piangere e come fargliela fare nel water la mattina, prima che la loro mamma si alzi […] Cucino, pulisco, lavo e vado a fare la spesa».</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" title="The Help 2" src="http://media.salon.com/2011/08/a_still_from_the_help-460x307.jpg" alt="" width="460" height="307" /></p>
<p style="text-align: justify;">Poi c’è <em><strong>Eugenia “Skeeter”</strong></em> che, dopo la laurea, cerca un lavoro nella sua città. La sua situazione di donna è sicuramente migliore di quella dell’afroamericana Aibileen, ma è pur sempre una donna e – per giunta &#8211; vuole lavorare.</p>
<p style="text-align: justify;">Sì, perché a Jackson le donne – anche le bianche &#8211; stanno sempre un passo dietro agli uomini. Non che siano maltrattate dai loro uomini come invece lo sono le loro domestiche, questo no. Però vivono auto recluse nella gabbia insignificante degli interessi socio – benefico &#8211; culturali, o di attività di svago e ricreative così dolcemente e insulsamente patinate, sempre pronte a ingraziarsi i loro mariti, i quali sono impegnati nella lotta virile per emergere e si aspettano di essere coccolati dalle graziose mogliettine al ritorno da una dura giornata di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, l’unica occasione per diventare scrittrice per Skeeter è quella di entrare nel giornale di Jackson, prendendo il posto di una collega assente: otto dollari a settimana, come curatrice di una rubrica di consigli per le pulizie.</p>
<p style="text-align: justify;">“Nessuno dovrà richiedere a una donna bianca di prestare assistenza in reparti o camere dove si trovano uomini negri. Non si potranno scambiare libri tra scuole di bianchi e scuole di negri […] Qualsiasi persona che stampi, pubblichi o faccia circolare materiale scritto che inciti alla pubblica accettazione o al’uguaglianza sociale tra i bianchi e i negri, è passibile di carcerazione”. Così si legifera quei giorni nel Mississippi.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" title="The Help 3" src="http://static.moviefanatic.com/images/gallery/emma-stone-in-the-help_500x332.jpg" alt="" width="463" height="306" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ma Skeeter ha deciso di raccontare questo strano modo di concepire le “pulizie” da parte dei suoi amati concittadini e così, nonostante i divieti, chiede a Aibileen di raccontare la sua storia. Banale? Può darsi, ma ci sono storie che diventano interessanti mano a mano che gli scenari della vita si dischiudono. Sono i particolari (e in questo film almeno uno lo ricorderete per sempre) a impreziosire i racconti e Skeeter li annota minuziosamente nel suo taccuino, senza sapere ancora dove la condurranno.</p>
<p style="text-align: justify;">«Voglio mostrare un’altra prospettiva, così la gente conosce anche il vostro punto di vista. E forse le cose potranno cambiare». «Ma quale legge dirà mai che devi essere gentile con la tua cameriera?». Ben presto, però, le testimoni diventano due e poi tre, sino a quando gli echi del movimento antisegregazonista giungono pure nel profondo Sud di Jackson e la violenza dei clan razzisti esplode in maniera esponenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le testimoni afroamericane, adesso più numerose, si raccolgono in un gruppo segreto per raccontare a Skeeter le mille storie di soprusi quotidiani, ma anche aneddoti curiosi e talvolta divertenti, segni evidenti del desiderio di rivincita e di livellamento dei diritti delle afroamericane nei confronti delle bianche.</p>
<p style="text-align: justify;">«Le cose vanno bene qui da noi», dice il fidanzato di Skeeter, «Perché sollevare problemi?». «I problemi ci sono comunque!», obietta Skeeter.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" title="The Help 4" src="http://static.moviefanatic.com/images/gallery/the-help-women_500x332.jpg" alt="" width="467" height="310" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il libro vedrà la luce o Skeeter si dovrà scontrare con tutti i retaggi culturali e sociali, le leggi razziste e lo stesso parere delle persone che ama, rinunciando infine a pubblicarlo? Riusciranno le donne, sia le bianche che le afroamericane a rompere le odiose tradizioni razziste, anche attraverso piccoli e significativi gesti quotidiani, mettendo in campo il coraggio di rivendicare una vita normale e diritti uguali per tutti? E, infine, qualcuna di queste splendide donne vincerà una statuetta alla prossima cerimonia degli Academy Award?</p>
<p style="text-align: justify;">E voi, uomini o donne (cosa importa questo piccolo particolare nella vita?), riuscirete a uscire indenni da un moto di commozione che salirà inarrestabile dal vostro cuore? Oppure dovrete, vostro malgrado, mettere mano ai fazzoletti cercando di rimediare, arginando la valle di lacrime, prima che si riaccendano le luci in sala?</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=52UYjEs72tw">Clicca qui se vuoi vedere il trailer del film</a></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZS8zA5XuLTM&amp;feature=related">Clicca qui se stai andando a Jackson</a></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><a href="https://www.facebook.com/pages/Il-dolce-inganno/117493718267601">Clicca su mi piace per continuare a seguire il dolce inganno del cinema</a></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Morte a ragion veduta</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 13:23:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamy Moore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[autoironia]]></category>
		<category><![CDATA[catastrofi]]></category>
		<category><![CDATA[cinepanettone]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema]]></category>
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		<category><![CDATA[fine del mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[OGM]]></category>
		<category><![CDATA[piaghe d'Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[sceneggiatore sfigato]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;   &#160; Ricordo che pensai che era dall’altra parte della Terra.   Di colpo era venuta giù la vetta delle vette… Un fulmine, dicevano, la pioggia martellante oppure grandine di proporzioni gigantesche. Il crollo di un intero ecosistema. Ebbene, ripetevo, prima o poi tutto si assesterà. Che diamine! Quel poi però non arrivava mai. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p> <img class="alignnone" title="everest" src="http://i.imgur.com/4c1OR.jpg" alt="everest" width="226" height="181" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo che pensai che era dall’altra parte della Terra.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Di colpo era venuta giù la vetta delle vette… Un fulmine, dicevano, la pioggia martellante oppure grandine di proporzioni gigantesche. Il crollo di un intero ecosistema. Ebbene, ripetevo, prima o poi tutto si assesterà. Che diamine!</p>
<p style="text-align: justify;">Quel poi però non arrivava mai. Arrivò il vento, invece.</p>
<p style="text-align: justify;">Dapprima lento, come una brezza tiepida, quasi un sollievo in un inverno stranamente afoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Via via si fece forte ed impetuoso così che fiori, foglie, rami ed alberi venivano via come fuscelli, insieme ai tetti delle case. Il mare e i fiumi si colorarono del sangue infetto di uomini e animali.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Costretti a rimanere dentro, in breve ne divenimmo ostaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">E mentre il vento dilaniava e torturava a morte chi osasse sfidarlo, il suo frastuono costante prese possesso delle case e delle orecchie, giorno e notte. Maledizione che neanche le piaghe d’Egitto potevano eguagliare.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel sibilo ti costringeva a stare sveglio per ore ed ore, giorni e giorni, non si attenuava mai, sembrava urlare dentro il sangue. Molti ricorsero agli anfetaminici, altri, piegati dallo strazio incollarono le labbra a una bottiglia. Finché quel vento maledetto prese a parlare espressamente, ad impartire ordini. Una decina a testa, chiedeva, un contributo di sangue umano a un nuovo dio. Non restava che obbedire nella speranza di placarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">La razza umana si fece angelo sterminatore. E dilaniò se stessa. Ma ancora il vento non era soddisfatto. Conclusa la mattanza chiedeva a viva voce il silenzio più assoluto.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="pellicola" src="http://i.imgur.com/BnX96.jpg" alt="pellicola" width="202" height="167" /></p>
<p style="text-align: justify;"> <br />Quelli di noi che ancora c’erano capirono ben presto cosa fare. Senza aspettare l’epilogo che uno sfigato sceneggiatore aveva elaborato, prendere in mano la situazione, e col telecomando del 3D oscurare quel brutto film di fantascienza dell’orrore.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ora le cavallette OGM che ci attendevano fuori potevano ammanirsi il fiero pasto.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi magari digerire a casa col cinepanettone di Raiuno.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<hr />
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		<title>I ragazzi del &#8217;77</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 05:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Nefertiti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[11 marzo 1977]]></category>
		<category><![CDATA[anni settanta]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Alice]]></category>

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		<description><![CDATA[Un giorno qualunque di un anno di piombo. Cosa avete capito? Parlo del 2011, un anno qualunque del terzo millennio, un grano di quel rosario di tristezza che sto recitando sempre meno volentieri. Stavo cazzeggiando su internet tanto per passare il tempo e ho trovato la foto di una ragazza bionda, piccolina, magra, che monta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/LI9WU.jpg" alt="I ragazzi del Settantasette" width="250" height="177" />Un giorno qualunque di un anno di piombo. Cosa avete capito? Parlo del 2011, un anno qualunque del terzo millennio, un grano di quel rosario di tristezza che sto recitando sempre meno volentieri. Stavo cazzeggiando su internet tanto per passare il tempo e ho trovato la foto di una ragazza bionda, piccolina, magra, che monta la tenda su un prato. Mi è venuto un male, <em>ero io</em>. Luglio 1976, Gubbio, Umbria Jazz, i raduni giovanili degli anni Settanta, un pezzo del mio passato che non ero più sicura di aver vissuto veramente perché ero quasi convinta di essermelo inventato. Dopo tutti gli anni di lavoro, palazzacci, calci in bocca, deprivazione emotiva, disgregazione, sangue avvelenato, pensavo che quel ricordo fosse solo una fantasia autoconsolatoria creata per sopportare le mattine col vomito, le giornate spalle al muro a schivare le coltellate, le sere nascoste nella tana a bendare le ferite. A volte mi tornavano in mente gli anni dell&#8217;università a Bologna, gli amici, i concerti, i campeggi, e mi convincevo di aver sognato. Impossibile che ci fosse stato un tempo in cui ogni parola non veniva usata  contro di me, in cui si stava insieme per il piacere di parlare, discutere, ridere, scazzarsi, o almeno senza volere in cambio il culo o il portafoglio. Mi dicevo <em>“Tesoro, ti sei fatta troppe canne, la vita è sempre stata così, come adesso”</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/K41Vj.jpg" alt="Umbria Jazz" width="250" height="164" />Ho sfogliato tutto il sito, creato da Enrico Scuro, un fotografo trapiantato a Bologna dove era venuto a vivere negli anni Settanta per fare il DAMS, e ho trovato le prove che un&#8217;altra vita è stata possibile. Non mi ero fatta troppe canne, c&#8217;era anche la mia foto con la tenda a Umbria Jazz la sera che cantava Sarah Vaughan, e a quanto pare non ero stata la sola a ritrovare un pezzo di sé stessa. Enrico aveva pubblicato sulla sua pagina di Facebook la foto di Dario Fo al convegno contro la repressione del settembre 1977 a Bologna e centinaia di persone si erano taggate, a dire <em>“Io c&#8217;ero”</em>. Per me è stato come ritrovare il pezzo di vita che avevo dato per disperso e di nuovo, miracolosamente, dopo più di trent&#8217;anni, non ero da sola a provare un&#8217;emozione. Enrico aggiungeva le sue foto, l&#8217;occupazione dell&#8217;università, le manifestazioni, l&#8217;11 marzo, Radio Alice, e i commenti si univano ai ricongiungimenti, alla commozione, ai ricordi, alle discussioni riprese come se fossero state lasciate la sera prima sui gradini di San Petronio in Piazza Maggiore o ai tavoli di un&#8217;osteria, di quelle osterie dove allora si passava la sera in quindici con una bottiglia e non si spendevano trenta euro per due dita di vino e un&#8217;oliva all&#8217;ascolana. La pagina di Enrico è diventata il posto dove andavo la sera e incontravo persone che non avevo mai visto nella vita cosiddetta &#8220;reale&#8221; ma con le quali avevo ritrovato quel &#8220;comune sentire&#8221; perduto con la laurea e l&#8217;ingresso nell&#8217;<em>allegro mondo del lavoro</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/1VPO7.jpg" alt="sit-in in via Rizzoli" width="250" height="164" />Quando gli album sono diventati tre, con 600 foto on line, Enrico ha invitato tutti ad aprire i cassetti; a fine ottobre le foto raccolte erano 3200 e i commenti erano diventati racconti, storie personali, scherzi, battute, riflessioni e anche liti, nel perfetto stile della generazione più rompicoglioni che sia mai stata creata, come ha detto Pino Cacucci alla presentazione ufficiale del libro, a Bologna, il 17 gennaio di quest&#8217;anno. Sì, perché da questo zibaldone è nato un libro. Come sia venuta fuori l&#8217;idea io non me lo ricordo, qualcuno ha cominciato a dirlo come per scherzo,  intanto noi continuavamo a commentare le foto con i nostri pensieri e i nostri ricordi così come venivano e nasceva questa coperta patchwork, questo splendido <em>“rammendo collettivo della memoria”</em>, come lo ha definito Marzia Bisognin, una compagna che insieme a Paolo Ricci ha collaborato con Enrico Scuro alla realizzazione di quest&#8217;opera collettiva. Mi si perdoni il termine <em>“compagno”</em>, so che non va più di moda e di questi tempi è considerato ridicolo e quasi dispregiativo, un residuato di un&#8217;epoca che si vuole buttare via perché dà fastidio, un rigurgito di quando lavoratori e studenti lottavano insieme per migliorare le proprie condizioni di vita e non l&#8217;uno contro l&#8217;altro per peggiorare quelle del vicino. Vorrei usare questa parola nel suo significato più innocente, di persone che stanno insieme, che mangiano insieme, che magari facevano insieme un&#8217;ora di fila alla mensa in piazza Verdi, che sono cresciute insieme, perché eravamo dei cuccioli e come a tutti i cuccioli di allora piaceva giocare e stare insieme. In fondo siamo l&#8217;ultima generazione che ha passato l&#8217;infanzia nei cortili e che poteva passare da casa di un amico senza dover prima telefonare.</p>
<p style="text-align: justify"><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/UqtTr.jpg" alt="la foto dell'angelo" width="250" height="177" />Come ogni libro che si rispetti, anche questo è stato diviso in capitoli: le camere in cui alloggiavamo da studenti, il Settantasette, Radio Alice, l&#8217;11 marzo, l&#8217;omicidio di Francesco Lorusso e la strategia di innalzare il livello dello scontro proprio a Bologna, una città che andava “punita” per la sua diversità, Piazza Verdi, i concerti, i viaggi, il convegno di settembre&#8230; E si apre con questa frase: <em>“Siamo stati e adesso siamo”</em>. Mi permetto di riportare il commento con cui inizia la prima narrazione del libro:  <em>“Forse è difficile spiegare quello che eravamo, ma non impossibile. … Siamo stati, ma il tempo è andato avanti e si è svelato e rivelato. Siamo stati ma adesso siamo. Siamo stati ma adesso siamo il risultato di quello che eravamo, la somma delle nostre emozioni, dei nostri sogni, delle nostre certezze”</em>. Siamo stati ma adesso siamo. Almeno, chi c&#8217;è ancora. La nostra generazione voleva volare, ma a volte la cera delle ali si è sciolta. Qualcuno è stato vittima dell&#8217;eroina che proprio in quegli anni, e a mio parere non per caso, veniva immessa in modo massiccio sul mercato; qualcuno si è fatto anni di galera magari solo per aver tenuto delle armi in casa e non aver fatto i nomi, perché a noi insegnavano che era da infami fare la spia; qualcuno è morto di AIDS perché eravamo convinti di aver conquistato almeno la libertà del nostro corpo ma non era vero. Chi è rimasto ha cicatrici di ferite guarite con fatica, o tagli ancora aperti e sanguinanti. Per i ragazzi di questo libro non è stato facile entrare negli anni Ottanta e nel peggio che è arrivato dopo, adattarsi al nuovo che è avanzato, prendere atto che le cose in cui credevamo erano solo favole, perdere l&#8217;identità collettiva. Come dice Gianni in un commento, <em>“La paranoia e i comportamenti autodistruttivi sono venuti col manifestarsi dell&#8217;impossibilità del sogno e la conseguente batosta esistenziale”</em>.</p>
<p style="text-align: justify"><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/IlLmD.jpg" alt="manifestazione" width="250" height="159" />Ci sono foto di manifestazioni così affollate che un ragazzo nato vent&#8217;anni fa si potrebbe chiedere <em>“Ma dove le hanno scattate? Al Cairo? Però è strano, ci sono anche le donne&#8230;”.</em> Già, le donne. Il movimento femminista è il mio ricordo più vivo e l&#8217;eredità a cui sono maggiormente grata. Riconosco il privilegio di aver potuto vivere la libertà di quegli anni, io femmina, figlia di un operaio, cresciuta in una cittadina di provincia chiusa e tradizionalista. Se fossi nata dieci anni prima avrei fatto solo le elementari, al massimo l&#8217;avviamento, e a quattordici anni sarei finita in fabbrica o a lavare teste da una parrucchiera finché il primo cretino di passaggio mi avesse messo incinta, e con un po&#8217; di fortuna ci sarebbe stato il matrimonio riparatore e una vita a crescere bambini e a prendere botte dal marito. Se fossi nata dieci anni dopo, mio padre operaio non avrebbe fatto sacrifici per farmi prendere una laurea universalmente nota come inutile, coi lavori &#8220;usa e getta&#8221; non sarei mai riuscita ad avere la mia indipendenza economica e sarei rimasta imprigionata nella casa dei miei. Per una volta nella vita ho avuto fortuna, sono cresciuta negli anni della speranza, dello Statuto dei Lavoratori, del sogno dell&#8217;operaio che vuole il figlio dottore, e con un po&#8217; di sforzo anche la figlia, se manca l&#8217;erede maschio. Con la scusa dell&#8217;università ho abbandonato la famiglia e ho imparato a reggermi sulle mie gambe, in quegli anni era ancora possibile trovare un “lavoro fisso” e anche se faceva schifo non dovevo più chiedere ai miei il permesso per respirare. Dice Nadia in un commento <em>“Dietro ai collettivi femministi et similia, si sperava di saltare con un solo balzo migliaia di anni di cultura maschilista e di posizione femminile, per il semplice fatto di parlare di “liberazione sessuale”, di “compagni” e di “convivenza” di cui ci hanno ringraziato generazioni di maschi mammoni”</em>, però noi ragazze abbiamo avuto la possibilità di stare lontano da casa e di imparare a tenere la testa sulle spalle e a rendere conto dei risultati, pena il ritorno forzato dal padre padrone che avrebbe tagliato i finanziamenti. In quegli anni ho potuto dare sfogo pienamente alla mia natura nottambula, a Bologna si era ancora sicure di notte, ma nel dubbio io giravo in bicicletta sotto i portici a fanale spento. Per una miope era un gran risultato, specialmente la volta in cui centrai in pieno un tale in mezzo alle gambe perché non lo avevo visto, e lo lasciai a tenersi le palle in mano mentre scappavo via con scatto da cronometrista.</p>
<p style="text-align: justify"><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/QVosX.jpg" alt="sui tetti di Bologna" width="250" height="338" />E dopo? Come dice Anna, <em>“Abbiamo commesso un grandissimo sbaglio, abbiamo abbandonato il campo, non abbiamo saputo difendere le conquiste”</em>. Tante volte non abbiamo saputo difendere nemmeno noi stessi. E Valerio: <em>“Stavano emergendo nuove soggettività antagoniste come i “non garantiti” i quali oggi non sono altro che i soggetti giovani e meno giovani precipitati dalle politiche neoliberiste di centrodestra e centrosinistra nel precariato sociale. Avevamo capito che era in corso l&#8217;inizio della globalizzazione, come la chiamiamo oggi. L&#8217;autonomia non era solo pistole. Per questo ci hanno fatto fuori”</em>. Non voglio entrare nelle analisi storiche e sociologiche per le quali tanti altri sono molto più bravi di me, la mia è solo una piccola recensione personale, necessariamente di parte, perché io c&#8217;ero, e ringrazio il destino di esserci stata. <strong>Eravamo la generazione che voleva volare</strong> e abbiamo vissuto l&#8217;ultima rivoluzione romantica. Le foto di Enrico e quelle saltate fuori dai cassetti sono da vedere, non le posso descrivere, ma ho scelto alcuni commenti. Pani: <em>“Ricordo quegli anni con molta intensità, pieni di scoperte e di passioni, allegria e dolore mescolati, sicuramente VIVI”</em>. Orlando: <em>“Mai abbiamo avuto questi sorrisi&#8230; e dove è finita tutta quella vita?”</em>. Wolmer: <em>“A pensarci adesso stavo così bene e non lo sapevo”</em>. Paolo: <em>“Perché eravamo così: una semplice e piccola comunità umana. Ma eravamo “ancora” una comunità: con le nostre ricchezze, le nostre miserie, le generosità, le meschinità, le creatività, le morbosità&#8230; il bello e il brutto”</em>. Giancarlo: <em>“Si usciva di casa al mattino e si pensava “chissà cosa succederà oggi”. Come quando si è in viaggio, da esploratori. Sensi aperti. E la sensazione di non essere soli. Esattamente il contrario di ora”</em>. Sara: <em>“Pur con tutte le contraddizioni, le paranoie, avevi davvero la sensazione di essere dentro la tua vita”</em>. La spensieratezza, il sapersi ridere addosso, le scritte sui muri, <em>“Mettete più crema nei krapfen”</em>, <em>“Comitato autonomo Ridi che la Mamma ha fatto i Gnocchi”</em>, <em>“Decreto lo stato di felicità permanente”</em>, <em>“Dite a Lama che l&#8217;amo”</em>, le assemblee, il drago, via Belle Arti decorata dagli studenti dell&#8217;Accademia, i murales di via Zamboni. Come dice Giovanni, <em>“dalla “creatività al potere” alla “finanza creativa”, e invece delle streghe son tornate solo le mignotte”</em>. Una risata ci seppellirà, ci ha seppellito la merda.</p>
<p style="text-align: justify"><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/0cSoq.jpg" alt="vignetta" width="250" height="356" />Chiudo con Dom Ildefonso: <em>“È come un marchio a fuoco, impossibile da cancellare. Ma attenti alla nostalgia dei bei tempi andati: potrebbe ritorcersi contro e il sol dell&#8217;avvenir al massimo ci potrebbe, oggi, abbronzare”</em>. Non dimenticatevi che siamo anche la generazione illustrata da Andrea Pazienza, e come dice Augusto: <em>“Cosa abbiamo da dare a tutti quelli venuti dopo di noi? L&#8217;integrità di non esserci fatti tritare da chi voleva obbligarci a stare o con lo stato o con le BR”</em>. Un libro straordinario, per chi c&#8217;era, per chi avrebbe voluto esserci, per chi vuole provare a capirci.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;font-size: small"><br /></span></p>
<blockquote>
<p align="JUSTIFY">I ragazzi del &#8217;77</p>
<p align="JUSTIFY">di Enrico Scuro, con la collaborazione di Marzia Bisognin e Paolo Ricci</p>
<p align="JUSTIFY">Editore Baskerville</p>
<p align="JUSTIFY">532 pagine</p>
</blockquote>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #999999;font-family: Tahoma, verdana;font-size: small"><br /></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #999999;font-family: Tahoma, verdana;font-size: small"><br /></span></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<hr />
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		<title>Stralci</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 05:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>(Collaborazione esterna)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Alison]]></category>
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		<category><![CDATA[giovani arrabbiati]]></category>
		<category><![CDATA[Helena Charles]]></category>
		<category><![CDATA[Jimmy porter]]></category>
		<category><![CDATA[John Osborne]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Cristofani]]></category>
		<category><![CDATA[ricorda con rabbia]]></category>

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		<description><![CDATA[- racconto e illustrazioni di Mauro Cristofani -  Quando deciderò il mio suicidio non chiamerò nessuno, lo sapranno a seccatura già avvenuta. Notte piovosa avere e non avere, soprattutto il secondo. Organizzo la mia giornata di domani, mi andrebbero cose minimali e senza impegno, che rottura i cosiddetti grandi temi esistenziali e dolce la routine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 30px;"><strong>- racconto e illustrazioni di Mauro Cristofani -</strong></p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 15px;" src="http://i.imgur.com/3kgo5.jpg" alt="" width="244" height="336" /></p>
<p> Quando deciderò il mio suicidio non chiamerò nessuno, lo sapranno a seccatura già avvenuta. Notte piovosa avere e non avere, soprattutto il secondo. Organizzo la mia giornata di domani, mi andrebbero cose minimali e senza impegno, che rottura i cosiddetti grandi temi esistenziali e dolce la routine se non prevede code agli sportelli. Idee che deambulano. Sono un poverocristo senza una croce a cui inchiodarmi e vivo nel terrore che quella mi chiami o che nella peggiore delle ipotesi ripiombi qui, non c’è nulla di più schifoso del vomito delle storie finite.</p>
<p>Rivedo un vecchio film in bianco e nero (i migliori colori della vita perché gli altri son tutti menzogneri), si rifà a un testo di Osborne l’arrabbiato dei Sessanta. Alla fine Alison dice Io non voglio essere neutrale voglio essere una causa persa voglio essere sporca e inutile non vedi? ci sono alla fine nel fango e mi ci sto volentieri rotolando, e Jimmy risponde Basta adesso staremo insieme nella nostra tana di orsi e di scoiattoli vivremo di noci e di miele…Ecco lì io ho singhiozzato. Non perché commosso ma di rabbia, perché gli amori non finiscono mai in quel modo romantico e originale ma sempre a pesci in faccia.</p>
<p>Se la gente sapesse che mi passa per la testa avrebbe paura, povero capone mio dovrei metterti a riposo e adoperare invece il pescemorto che ho fra le gambe ma quando tento di farlo quello per dispetto si rifiuta. Sarà possibile trovare uno straccio non dico di felicità ma almeno che non sia solo sopravvivere, che non faccia apparire tutto inutile?</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 15px;" src="http://i.imgur.com/eq2rN.jpg" alt="" width="366" height="229" />Lei è sulla porta mi s’avventa contro e mi bacia, ribrezzo di bocchina umidiccia. Lei della serie pronta-a-tutto-pur-di-farmi-amare ben sapendo che la belva non diventerà mai un gattino (ma proprio questo la eccita). T’invidio, invidio la tua capacità spudorata di saper vivere storie inventate senza paura d’apparire un’eroina da telenovela, oggi nel tuo copione c’è scritto <em>Porgergli</em> <em>un</em> <em>bocciòlo</em> <em>di</em> <em>magnolia</em> e lo fai come tu fossi Francesca Bertini.</p>
<p>In fondo io e te siamo due idealisti ognuno a suo modo certo ma due meravigliosi caparbi donchisciotte e di sicuro invecchieremo senza saperlo, vieni qui che ci meritiamo una scopata.</p>
<p>Però ora se n’approfitta, i suoi blitz in casa mia continuano. Ecco cosa vuol dire lasciarsi andare per un attimo a fare il dolcione, è veramente un impiastro e me l’ha proprio rotto. Ma non capisci? son passati i bei tempi di quando eravamo giovani liberi entusiasti della vita, non quei rottami d’oggi piegati da troppi calci nel sedere traditi dai sogni disillusi da mille isole non trovate. Oggi i soli voli che possiamo fare sono quelli del tacchino, da qui a lì e poi si casca giù.</p>
<p>Eppure io avrei ancora voglia di salire in alto, a costo di rompermi l’osso del collo (che la fine mi sorprenda vivo, disse qualcuno).</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 15px;" src="http://i.imgur.com/erxB1.jpg" alt="" width="334" height="271" />Lei di nuovo all’attacco è sicura d’aver trovato le parole giuste per farmi un certo discorso no per favore no! Sì invece sei solo un egoista lascia perdere tutta la gentaglia che ti gira attorno sono rapporti falsi fatti solo di sfide e di sopraffazioni, Ah ecco il tuo razzismo finalmente ti scopri degna di tua madre, Sì è vero sono stata complice dei tuoi giochi pur di rendere più forte il mio amore per te invece ero solo una vigliacca ora lo so, Brava vedi che lo riconosci hai fatto sempre tutto da sola io non c’entro perché continui a coglionarmi?, Vergognati hai un modo di considerare gli esseri umani che fa pena per te sono soltanto oggetti che servono a lustrare la tua vanità sei vuoto hai capito la tua vita è vuota anche se vuoi farla apparire stupenda ci cascano solo gli intrallazzatori ambigui come te, Benissimo allora lo sei anche tu visto che ci sei cascata. No io sono solo una cretina, frase ripetuta all’infinito.</p>
<p>Tutto fra calci e pugni fra lacrime rabbiose e digrignar di denti girandoci intorno ognuno pronto a dare l’ultima cornata, ora un po’ tori ora un po’ toreador. Poi la scena madre dell’abbraccio e del malgrado-tutto-ti amo-e-sempre-t’amerò, l’ho vista tante volte e mi mancherebbe se non la facesse perché lì è insuperabile, ogni volta inventa un’aggiunta una variazione un tocco d’effetto. Vai è il tuo momento fammi vedere quello che sai fare maga da telenovela amica mia antica maledizione, mia eterna castratrice.</p>
<p><em>Si ringrazia Micaela Lazzari per l&#8217;editing</em></p>
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		<title>San Valentino e&#8230; Ministero dei Beni Culturali</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 05:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>(Collaborazione esterna)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[San Valentino]]></category>

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		<description><![CDATA[di Claudia Crocchianti San Valentino e compleanno all’insegna dell’arte Grazie all’iniziativa “A San Valentino, innamorati dell’arte” promossa dal Ministero dei Beni Culturali, il 14 febbraio si entrerà nei musei di Roma e in tutti gli altri luoghi d’arte statali in due con un solo biglietto. Un’occasione perfetta per trascorrere un San Valentino all’insegna dell’arte. Fra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Claudia Crocchianti</p>
<p><img style="margin-top: 20px; margin-bottom: 20px;" title="San valentino" src="http://www.sonounitagliano.it/wp-content/uploads/2012/02/mbc.jpg" alt="San Valentino" width="357" height="500" /></p>
<h1><strong>San Valentino e compleanno all’insegna dell’arte</strong></h1>
<p style="text-align: justify;"><strong>Grazie all’iniziativa “A San Valentino, innamorati dell’arte” promossa dal Ministero dei Beni Culturali, il 14 febbraio </strong>si entrerà nei musei di Roma e in tutti gli altri luoghi d’arte statali in due con <strong>un solo biglietto</strong>. Un’occasione perfetta per trascorrere un San Valentino <strong>all’insegna dell’arte. Fra le varie opportunità, a Roma si possono visitare i Fori Imperiali, il Colosseo, la basilica sotterranea di Porta Maggiore, la villa di Orazio vicino Roma e la splendida Villa d’Este a Tivoli. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Altra iniziativa promossa dal Ministero è “L’Arte ti fa gli auguri”, che regala un ingresso gratuito ai visitatori dei luoghi d’arte statali nel giorno del proprio compleanno, invitando così a trascorrere una giornata di festa alla scoperta dell’immenso patrimonio culturale presente in Italia. La promozione è valida per i cittadini italiani e dell’Unione Europea nel giorno del proprio compleanno, esibendo la carta d’identità al botteghino.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso in cui il giorno del compleanno coincida con la chiusura dei luoghi d’arte statali, l’ingresso omaggio sarà valido per il giorno successivo a quello di chiusura. Le categorie già destinatarie di agevolazioni riceveranno un ingresso omaggio per un accompagnatore che non goda degli stessi benefici.</p>
<hr />
<p style="text-align: right;"><em>editing Chiara Magagnato</em></p>
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		<title>Alfabeto minimo n.20</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 05:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Merenda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Alemanno]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[Formigoni]]></category>
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		<category><![CDATA[neve]]></category>
		<category><![CDATA[Schettino]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[B come beneficenzaA Catania la nazionale parlamentari ha partecipato ad una partita organizzata per raccogliere fondi da destinare alle associazioni: viaggio gratis, albergo pagato dallo sponsor e conto del ristorante saldato da un deputato catanese del PD di tasca sua. Neppure un euro versato per l&#8217;acquisto di tre carrozzine da donare ai disabili.Dobbiamo smettere di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-16178" title="alfabeto" src="http://www.lettermagazine.it/wp-content/uploads/2011/05/alfabeto1-300x169.gif" alt="" width="300" height="169" /></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>B come beneficenza</strong></span><br />A Catania la nazionale parlamentari ha partecipato ad una partita organizzata per raccogliere fondi da destinare alle associazioni: viaggio gratis, albergo pagato dallo sponsor e conto del ristorante saldato da un deputato catanese del PD di tasca sua. Neppure un euro versato per l&#8217;acquisto di tre carrozzine da donare ai disabili.<br />Dobbiamo smettere di fare beneficenza agli onorevoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>B come Berlusconi</strong></span><br />Berlusconi e i gay.<br />Berlusconi ormai i giornali italiani non se lo filano più, ma lui continua a sparare cazzate sui giornali esteri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">C come ancora catasto</span></strong><br />Vi avevamo già parlato della allegra gestione dell&#8217;Agenzia per il territorio della sorella del clarissimo sindaco di Roma Alemanno e dell&#8217;impennata sotto la sua gestione delle spese di rappresentanza da meno di 100 mila euro a più di un milione e 200 mila euro all&#8217;anno. Bene! La dissipatrice è stata confermata dal governo al suo posto.<br />Monti, che cazzo fai?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">C come cimitero</span></strong><br />Hanno scoperto che nella zona San Saba a Roma c&#8217;è un cimitero.<br />Ma non ci sono seppelliti defunti. <br />Ma sono seppellite sotto la neve delle lame spazzaneve. Sono decine, sia fisse sia con i pistoni per girare. Sono di quelle da attaccare ai compattatori dell&#8217;Ama per trasformare i mezzi in spazzaneve e sono di proprietà dell&#8217;Ama, comprate a più riprese in anni nei quali il Piano antineve del Campidoglio puntava tutto sulla municipalizzata. <br />Roma, requiescat in pace.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">C come nuovo comma 22</span></strong><br />Nuovo comma 22 sul GRA di Roma (ve lo ricordate il comma 22? No? Andate a cercarlo su Google).<br />Se lasci la macchina perché c&#8217;è la neve e non puoi camminare devi recuperarla entro tre ore quando la nevicata diventa ancora più forte.<br />Disavventura per un coppia di romani che ha tentato di recuperare la vettura abbandonata venerdì. Quando sono arrivati vicini all&#8217;uscita della Cassia bis c&#8217;erano i vigili e il carro attrezzi. &#8220;La macchina &#8211; hanno spiegato gli agenti &#8211; andava recuperata entro tre ore&#8221;.<br />Hanno pagato 489 euro tra rimozione e multa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">E come esternazioni</span></strong><br />E se i nuovi ministri, premier compreso, parlassero un po&#8217; meno?<br />Già avevamo quelli di prima che parlavano assai.. almeno questi dovrebbero limitarsi a fare&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">F come Formigoni</span></strong><br />Costosa operazione edilizia a Milano: 571,4 milioni di euro per realizzare il grattacielo del Pirellone bis, sede della giunta regionale, e un complesso di edifici per tutte le società o agenzie di emanazione dell’ente locale. Il Pirellone bis è alto 161 metri. I suoi 39 piani si raggiungono con un ascensore ultratecnologico che viaggia alla velocità di sette metri al secondo. È costato 383 milioni di euro. Una cifra molto diversa da quella stabilita nella gara d’appalto &#8211; 234 milioni di euro più 90 per i costi di superficie pagati al Comune &#8211; e ancor più distante da quella propagandata (175 milioni di euro) dallo staff del presidente Roberto Formigoni.<br />Il governatore ha a disposizione un eliporto per i suoi spostamenti in elicottero.<br />Allestimenti interni, arredi e forniture sono costati, in tutto, 42,8 milioni di euro,<br />Manie di grandezza, ma purtroppo le paghiamo noi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">G come gatti</span></strong><br />Il mondo senza più gatti sarebbe un vero inferno.<br />Invasione di topi, aumento delle malattie e dei predatori selvatici: questi alcuni dei risultati inquietanti di uno studio portato avanti dal veterinario Alan Beck per capire come sarebbe il mondo se di colpo tutti i felini domestici sparissero.<br />E come sarebbe, allora, un mondo senza gatti? Stando ai dati raccolti da Beck, di gran lunga peggiore di quello in cui viviamo oggi. Infestato da topi e piccoli rettili, soprattutto nelle aree metropolitane. &#8220;I gatti sono fondamentali nel tenere sotto controllo la proliferazione di questi animali invasivi &#8211; spiega lo studioso &#8211; e possiamo dire che sì, gli uomini danno da mangiare ai gatti ma, senza i gatti, non avrebbero loro stessi di che sfamarsi&#8221;.<br />Ma che un mondo senza gatti sarebbe terribile noi già lo sapevamo e lo sapevano pure gli antichi Egizi che li adoravano.<br />Miauuuuuuuu.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">G come Grillo Beppe</span></strong><br />Beppe Grillo ha dichiarato: “Cittadinanza a figli di stranieri nati in Italia? È senza senso.” <br />Diciamo che noi abbiamo sempre avuto molte perplessità su Beppe Grillo, comico e capopopolo. <br />Ci è sempre parso senza senso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">M come millimetri</span></strong><br />Io che vivo in Sicilia in riva al mare posso pure non sapere che 35 millimetri di pioggia se diventano neve equivalgono a 35 centimetri.<br />Ma tu che fai il sindaco di una città grande come Roma lo devi sapere e se non lo sai devi pure avere qualcuno che te lo dica. <br />Invece non te l&#8217;ha detto nessuno.<br />Te lo avevamo detto, Alemanno, di non circondarti solo di parenti e vecchi camerati&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">P come poliziotto</span></strong><br />Un test di cultura generale del concorso per 2.800 allievi agenti della polizia di Stato. Fra loro laureati, diplomati, militari in congedo. Ma anche impiegati e disoccupati provenienti da ogni parte d&#8217;Italia. Centinaia di ragazzi e ragazze, tutti con l&#8217;obiettivo di indossare la divisa della polizia per un periodo di ferma variabile da uno a quattro anni. Uno dei candidati per andare sul sicuro si è fatto sostituire, con un documento falso, dal suo professore che però è stato riconosciuto da un ex alunno.<br />Siamo messi proprio male se un tipo così voleva fare il poliziotto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">S come Schettino</span></strong><br />L&#8217;abominevole uomo delle <strong>navi</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">S come Scilipoti</span></strong><br />Scilipoti è in Brasile, ma un sosia lo sostituisce alla presentazione di un libro.<br />E noi che ci eravamo illusi che un altro come Scilipoti, per fortuna nostra, non potesse esistere.<br />Senza speranza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">S come Sicilia</span></strong><br />Fondi comunitari per la Sicilia più di 8 miliardi di euro. Progetti avviati per solo 2 miliardi di euro. Soldi spesi fino ad adesso 200 milioni di euro. <br />E ci hanno mandato pure una commissione di inchiesta e hanno sospeso i rimborsi perché questi soldi sono stati spesi male.<br />D&#8217;accordo noi siciliani abbiamo tanti difetti, ma siamo sicuri di meritarci gente così inetta al governo della regione Sicilia?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">U come università</span></strong><br />C&#8217;era una volta una università, quella di Messina, per non fare nomi, dove c&#8217;era un rettore inquisito più o meno per tutto, escluso il furto di galline.<br />Ma il rettore teneva duro ed era attaccato alla sua poltrona, tanto da essersi per due volte autoprorogato la scadenza del suo mandato. E la moglie, per non essere da meno, era inquisita per assenteismo. <br />Abbiamo detto c&#8217;era una volta come in una favola, ma siamo stati imprecisi. Il magnifico rettore dell&#8217;Università di Messina è ancora al suo posto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><em>Si ringrazia per l&#8217;editing Benedetta Volontè.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>che tempo che fa</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 05:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anni Barazzetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Topastro]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; Copyright &#169; 2010 LetterMagazine This feed is for personal, non-commercial use only. The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint: 59db2746b7e2b9dfc35cc2214b225efd (38.107.179.227) )]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://u.jimdo.com/www14/o/sfa82c5f8c0c3f326/img/ibe347d88d8f8daed/1329069894/std/image.jpg" alt="" width="559" height="558" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://u.jimdo.com/www14/o/sfa82c5f8c0c3f326/img/ibe347d88d8f8daed/1329070087/std/image.jpg" alt="" width="558" height="391" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://u.jimdo.com/www14/o/sfa82c5f8c0c3f326/img/ibe347d88d8f8daed/1329070189/std/image.jpg" alt="" width="529" height="371" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://u.jimdo.com/www14/o/sfa82c5f8c0c3f326/img/ibe347d88d8f8daed/1329070326/std/image.jpg" alt="" width="498" height="283" /></p>
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		<title>Hugo Cabret e il giocattolo rotto</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 05:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tinos Andronicus</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Il dolce inganno]]></category>
		<category><![CDATA[Buster Keaton]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[fratelli Lumière]]></category>
		<category><![CDATA[Georges Méliès]]></category>
		<category><![CDATA[Hugo Cabret]]></category>
		<category><![CDATA[Martin Scorsese]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar 2012]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>
		<category><![CDATA[trailer]]></category>

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		<description><![CDATA[Parigi, anni Venti, ore 7,00 a.m. Mentre la neve fiocca, alla stazione ferroviaria Montparnasse è già tutto un brulichio di persone che camminano, carrelli e bagagli che s’incrociano, tavoli e sedie di bistrot che si spostano: un immenso formicaio dove uomini, donne, cani e musicisti consumano le loro passioni, preparano affari, coltivano amori, comprano fiori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Hugo Cabret 1" src="http://cdn.blogosfere.it/spettacoli/images/hugo%20cabret%20locandina-anteprima-600x590-578288.jpg" alt="" width="544" height="535" /></p>
<p style="text-align: justify;">Parigi, anni Venti, ore 7,00 a.m. Mentre la neve fiocca, alla stazione ferroviaria Montparnasse è già tutto un brulichio di persone che camminano, carrelli e bagagli che s’incrociano, tavoli e sedie di bistrot che si spostano: un immenso formicaio dove uomini, donne, cani e musicisti consumano le loro passioni, preparano affari, coltivano amori, comprano fiori o semplicemente passano alcuni momenti di una fredda giornata sorseggiando un caffè.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" title="Hugo Cabret 2" src="http://www.ciaomovie.it/wp-content/uploads/2011/11/5-Character-poster-per-Hugo-Cabret-di-Martin-Scorsese.jpg" alt="" width="550" height="367" /></p>
<p style="text-align: justify;">Non così per <strong><em>Hugo Cabret</em></strong>, un ragazzino orfano che vive negli appartamenti dormitorio, creati anni fa per i lavoratori della stazione, ma adesso dimenticati. Il compito di Hugo è quello di tenere sincronizzati tutti gli orologi della stazione: un giro di manovella di qua, un’oleata a un ingranaggio di là, la sostituzione di una molla in quell’altro orologio. È un compito delicato, perché gli orologi regalano un ritmo meccanico e preciso alle vite dei frequentatori della stazione, che scorrono come quelle dei tetramini, scendendo dall’alto e trovando l’incastro perfetto tra loro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Martin Scorsese</em></strong> comincia così il suo fantastico film, con una lunga carrellata in discesa sulla città, un volo radente della macchina da presa che penetra dentro i lunghi corridoi della stazione, per trasformarsi in un interminabile piano sequenza che s’infila tra gambe e sportelli, tra fiori e bicchieri, tra contrabbassi e vassoi, per finire tra l’ispettore Gustav e il suo cane sempre alla caccia di orfani, sospetti di portare scompiglio in quel mondo freneticamente convulso, ma incredibilmente ordinato.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" title="Hugo Cabret 3" src="http://3.bp.blogspot.com/-i-CM2-IANfU/Typk4Oq58sI/AAAAAAAABOo/cHILbh5fAa4/s1600/Hugo-Cabret-gall3.jpg" alt="" width="553" height="370" /></p>
<p style="text-align: justify;">Una vita fin troppo preordinata e tranquilla anche quella di <strong><em>Georges Méliès</em></strong>, dietro il bancone del suo negozio di <em>confiserie et jouets</em>, il quale ha deciso di prendere in trappola il misterioso ladro della stazione, che ruba meccanismi a molla e rotelle dal suo magazzino. Con uno stratagemma Georges Méliès attira Hugo Cabret e lo costringe a confessare, sequestrandogli il suo prezioso taccuino segreto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma tutta la storia del piccolo Hugo è un segreto del quale, probabilmente, neanche lui stesso conosce la chiave. Fatto sta che, per riavere il suo prezioso taccuino, Hugo deve imparare a conoscere meglio l’arcigno e burbero papà Méliès. Sì, papà. Perché Méliès ha già una ragazza orfana in casa: Isabelle, la quale ama la letteratura. Per lei, la storia segreta di Hugo potrebbe essere l’occasione per vivere un’avventura come quella dei romanzi di Verne.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" title="Hugo Cabret 4" src="http://www.aceshowbiz.com/images/still/hugo-movie05.jpg" alt="" width="553" height="367" /></p>
<p style="text-align: justify;">Hugo, del resto, è come uno dei personaggi usciti dalle fiabe di Dickens, sospeso tra sogno e realtà, tra aspirazioni e delusioni, tra traguardi e sconfitte, a cominciare dalla morte del padre, il quale gli ha lasciato un automa capace di scrivere, ma la cui carica deve  essere data per mezzo di una chiave a forma di cuore.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, chi gli potrà dare il pezzo mancante? Perché il segreto dei meccanismi è quello di trovare il pezzo giusto che si possa incastrare perfettamente negli altri. Quella è la parte più difficile per chi voglia riparare i giocattoli rotti o le vite spezzate.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" title="Hugo Cabret 5" src="http://www.aceshowbiz.com/images/still/hugo-still02.jpg" alt="" width="564" height="373" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ora, noi tutti adoriamo i segreti, ma il difficile è custodirli per sempre. Questo è il motivo per cui non si può spiegare il misterioso intreccio che lega storie fantastiche con quelle che traggono origine da vite realmente vissute, tra lo stupore per un treno che arriva alla stazione e il genio dei fratelli Lumière, tra i viaggi sulla Luna e le lancette dell’orologio in un film di Buster Keaton.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" title="Hugo Cabret 6" src="http://www.hiddenwdw.com/wp-content/uploads/2011/08/buster-keaton-clock.jpeg" alt="" width="563" height="450" /></p>
<p style="text-align: justify;">Forse il segreto è nascosto proprio nei film: «Ti sei mai chiesto dove nascono i sogni? Allora guardati intorno!». Ci sono uomini che hanno capito che il cinema ha il potere di catturare i sogni. Ce ne sono altri, le cui vite sono come quelle di un giocattolo rotto.<em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu!».</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=cFf1245LMSA">Ascolta le atmosfere sonore del film</a></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=n-diOfyOBJk">Clicca qui per guardare il trailer del film</a></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=racH1MJe_yY&amp;feature=related">Clicca qui per guardare una clip del film</a></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=-t1fztfz96A">Clicca qui se vuoi vedere dove nascono i sogni</a></strong></em></p>
<p>Continua a seguire Il dolce inganno del cinema:</p>
<p><em><strong><a href="http://it-it.facebook.com/pages/Il-dolce-inganno/117493718267601">Il dolce inganno su facebook</a></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Si ringrazia per l’editing M. Laura Villani</strong></em></p>
<hr />
<small>Copyright &copy; 2010 <a href="http://www.lettermagazine.it">LetterMagazine</a> <br />
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		<item>
		<title>Scoop by Scop (Novella 2012 &#8211; Come si riduce un uomo…)</title>
		<link>http://www.lettermagazine.it/2012/scoop-fiction/scoop-by-scop-novella-2012-come-si-riduce-un-uomo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=scoop-by-scop-novella-2012-come-si-riduce-un-uomo</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 13:27:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>(Collaborazione esterna)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scoop-Fiction]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio]]></category>
		<category><![CDATA[ex]]></category>
		<category><![CDATA[fantasmi]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[invidia]]></category>
		<category><![CDATA[nostalgia]]></category>
		<category><![CDATA[pratiche erotiche]]></category>
		<category><![CDATA[retropensieri]]></category>
		<category><![CDATA[triangolazioni sentimentali]]></category>

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		<description><![CDATA[   &#160; Lunedì 9 gennaio   Ramon si sta facendo rapidamente strada tra i passanti, in ritardo all’appuntamento con Cla’ allo studio. D’un tratto si sente toccare una spalla. Si volta.   - Morè, ma dove corri?   Ramon si toglie gli occhiali da sole e sorride riconoscendo un suo amico.   - Gianfi! Si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <br /><img title="scarpini al chiodo" src="http://i.imgur.com/n1tsF.jpg" alt="scarpini al chiodo" width="240" height="240" /> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lunedì 9 gennaio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ramon si sta facendo rapidamente strada tra i passanti, in ritardo all’appuntamento con Cla’ allo studio. <br /> D’un tratto si sente toccare una spalla. Si volta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Morè, ma dove corri?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon si toglie gli occhiali da sole e sorride riconoscendo un suo amico.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Gianfi!</p>
<p style="text-align: justify;">Si abbracciano dandosi delle pacche sulle spalle.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Brutto ceffo, come stai?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon &#8211; Bene. Tu?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="gabbia" src="http://i.imgur.com/uHBfg.png" alt="gabbia" width="227" height="227" />- Come mi vedi… Ma ndo cazzo sei finito, a bbello?<br />In gabbia col biondino ho sentito…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon sorride.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- E mo’ dove vai così di fretta?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Da Clarence, sono già in ritardo…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- E vabbèèèèèèè, fallo aspettare… quando ti becco più io… <br /> (pausa)<br />Di’… che cazzo vai combinando?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Lavoro un po’ qua un po’ là. Come al solito.<br /> Tu?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Non mi lamento, di giorno si lavora… la sera mi vedo con gli amici, solito posto, dopo le nove… <br /> Te invece non ti si vede più… Embè, ormai fuori dal giro, pacchia finita!…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Non esageriamo…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Ma va!… Ammettilo, scarpini al chiodo!… <br /> (cantilenando) Casa e chiesa, niente più fumo, carte men che meno… scommetto che non ti fai più neanche una birrozza…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon fa una smorfia<br /> &#8211; In effetti, raramente…</p>
<p>- E che, solo a scopare pensi?<br /><span style="text-align: justify;">Oddio, considerato il ragazzo ti capisco pure… (pausa)</span></p>
<p style="text-align: justify;">(tastandogli l’avambraccio)<br />E mi ci gioco i coglioni che vai pure in palestra…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Tre volte a settimana.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Vedi? Un disastro… (pausa)<br /> (dando di gomito, allusivo) E di’, pure l’amante donna c’hai?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(ridacchiando) &#8211; Ehhhhhhhh, così si dice!…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Sparisci prima che mi prenda un colpo… <br />  Come si riduce un uomo!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="caffetteria elegante" src="http://i.imgur.com/lTQUa.jpg" alt="caffetteria elegante" width="360" height="162" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />Nomentano, 10 gennaio, in mattinata</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cla’ entra nella caffetteria che frequenta abitualmente per prendere un caffè, prima di recarsi allo studio. Si sente chiamare, e con sua grande sorpresa vede Bobby seduto a un tavolino, davanti a una tazza di cioccolata.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bobby gli fa segno di raggiungerlo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un lieve imbarazzo si staglia sul volto di Clarence, che però fa buon viso a cattivo gioco… </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ &#8211; Come mai da queste parti?</p>
<p>- In realtà ci vengo spesso, fanno un’ottima cioccolata…<br /> Te ne faccio portare una?</p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">(mascherando alla meglio il nervosismo) &#8211; No, grazie. Ho appena preso il caffè.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Bobby fa per gustare un sorso.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Quella tazza fa sorgere automaticamente due diversi pensieri in Bobby e Clarence.</p>
<p style="text-align: justify;">Nostalgia in uno, rabbia nell’altro. <a href="http://www.lettermagazine.it/2011/scoop-fiction/scoop-by-scop-novella-2011-una-notte-da-lupi/">La notte di Halloween ha indubbiamente lasciato il segno</a>. Cla’ cerca di dissimulare. E di trovare argomenti di conversazione.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- È da un po’ che non ho notizie di Didy. Come sta? <br /> Avete passato le feste insieme?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="albero natale" src="http://i.imgur.com/bIfUM.gif" alt="albero natale" width="280" height="322" />- No. <a href="http://www.lettermagazine.it/2010/scoop-fiction/conciati-per-le-feste/">Quest’anno lei ha cambiato programma</a>. C’era il fratello col bambino, ma poi sembrerebbe che i giorni successivi si sia organizzata per conto suo…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- In che senso ‘sembrerebbe’, se non sono indiscreto?&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Bobby lo guarda e sorride vago. <br /> &#8211; Già, tu non lo sai… Lei si sta vedendo con uno, un collega… il dottor Hernandez… Hugo Hernandez, psicologo…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">L’espressione interdetta di Cla’ lo induce a continuare.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Non le posso dare torto sai, <a href="http://www.lettermagazine.it/2011/scoop-fiction/scoop-by-scop-novella-2011-i-nodi-vengono-al-pettine/">ultimamente le cose non vanno proprio a meraviglia tra noi…</a> <br />(pausa)</p>
<p style="text-align: justify;">A dicembre Philippe è rimasto bloccato a Parigi per un giro di conferenze, Ralph era a Boston, e io… (sospira) diciamo che ho avuto da fare, e qualche scusa per non vedere Didy…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ fa finta di non cogliere, restando ad ascoltare.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- … così lei si è data da fare… la conosci Didy… sì insomma… non sa stare da sola troppo a lungo… (pausa) <br /> Philippe ovviamente è andato su tutte le furie, ha dato la colpa a me… ha perfino detto che <a href="http://www.lettermagazine.it/2011/scoop-fiction/scoop-by-scop-novella-2011-%E2%80%98forzare%E2%80%99-la-mano/">rimpiange i tempi di Ramon</a>, almeno con lui si riusciva ad avere un ménage tutti insieme… <br /> Scusa, non dovrei dirlo proprio a te…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(Cla’ incassa ma fa il superiore) &#8211; Figurati…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Bobby &#8211; E voi invece… come va?<br /> Didy mi ha detto di Pa’…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(lapidario) &#8211; Bene direi, anzi ‘benissimo’.<br /> Non potremmo stare meglio…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Bobby annuisce mestamente, poi prende a guardare oltre le spalle di Clarence, in direzione della vetrina, dove un ragazzo che gli pare di riconoscere sta sbirciando all’interno.</p>
<p style="text-align: justify;">- Mi sa che qualcuno ti sta cercando…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p>Cla’ si volta e vede avanzare Thomas, più figo che mai, verso di loro.<br /><span style="text-align: justify;">Accenna un sorriso, il primo da quando è entrato nel bar.<br /></span><span style="text-align: justify;">Anche Tommy sembra illuminarsi alla vista di Cla’.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="fortuna" src="http://i.imgur.com/zbqPd.jpg" alt="fortuna" width="194" height="226" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Bobby &#8211; Eh sì… direi che tu hai proprio <em>tutte</em> le fortune…</p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ stavolta gli ammicca sornione.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Thomas li raggiunge, abbraccia Cla’ (che si è alzato) e porge la mano a Bobby.<br /> (a Bobby) &#8211; Posso rubartelo? <br /> (a Cla’) Ho bisogno di parlarti.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ &#8211; In realtà stavo andando via. Ho un appuntamento su fra mezz’ora.</p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">Si congedano rapidamente da Bobby e Cla’ uscendo dal negozio appare sollevato.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Meno male che sei arrivato… a quello gli darei volentieri un cazzotto…</p>
<p>Thomas &#8211; Infatti me lo stavo chiedendo… Che ci facevi con lui? <br /> Che io sono un po’ geloso, sa…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ gli fa una smorfia.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Attraversato il marciapiedi, Cla’ arriva al portone e suona al citofono.<br />Tommy resta sulla soglia, esitante.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(a Tommy) &#8211; Scusa non sali?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Ma tu non hai un appuntamento?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Avanzano all’interno.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Non proprio, ma dovevo cambiare aria…<br /><a href="http://www.lettermagazine.it/2011/scoop-fiction/scoop-by-scop-novella-2011-senza-scampo/">E poi lo sai che per te…</a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Qualche passo e di colpo Tommy si ferma. <img class="alignright" style="margin: 15px;" title="tatoo nel portone" src="http://i.imgur.com/LHKe7.jpg" alt="tatoo nel portone" width="293" height="415" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Magari un’altra volta…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ lo guarda stranito.<br />- Ma non dovevi parlarmi?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(fermandosi) &#8211; No Cla’, volevo solo… <em>vederti</em>… (e piazza i suoi straordinari occhi in quelli di Cla’)</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ resta a guardarlo fisso per lunghi interminabili secondi. <br /> Gli prende una mano fra le sue. Prima di abbracciarlo stretto.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sabato, 14 gennaio <br /> Casa di Cla’, dopo il tramonto</strong></p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">Suonano alla porta, Ramon guarda fuori dallo spioncino e apre sorridendo.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(quasi incredulo) &#8211; Paolè!<br />(retropensiero: “Finalmente ti sei stesa… maledetta…”)</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lei gli stampa un bacio sulle labbra, lui se ne prende anche un secondo.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Come mai da queste parti?<br />  </p>
<p style="text-align: justify;">- Dovevo ritirare una cosa per la stampante. La cartuccia.<br /> Il rivenditore sta qua alle spalle.</p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">(lui pensa) “Quindi non per me, ti ucciderei…<br />Vabbè, benedetto lo stesso il rivenditore…”</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(facendole strada in casa, ghignando sardonico)</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Fra un po’ viene anche Cla’, aveva un cliente allo studio. Una consegna.</p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">Pa’ resta con indosso lo spolverino.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Vuoi darmelo? (facendole segno di liberarsene)<br /> Prometto di non zomparti addosso subito…</p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">Pa’ ride, posa la borsa e se lo sfila.<br /><img style="float: left; margin: 15px;" title="stivali" src="http://i.imgur.com/UxE1Y.jpg" alt="stivali" width="266" height="252" />Sotto ha un miniabito aderente di cachemire e stivaloni fascianti che arrivano alla coscia, lasciando intravedere le sue forme sottilmente sensuali. </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Posando lo spolverino su una poltrona e osservandola</p>
<p style="text-align: justify;">Ramon &#8211; Wow! Sei a dir poco arrapante…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lei sorride e fa una smorfia di dissenso, poi si stringe nelle spalle. </p>
<p style="text-align: justify;">- Ora però sento freddo.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Il riscaldamento è già acceso (e fa per controllare un termosifone).</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(Ramon, allargando le braccia) &#8211; Vieni qua, che ti riscaldo io.</p>
<p style="text-align: justify;">Lei si avvicina e gli si pressa.</p>
<p>- Ma stai tremando!<br /> Sicura di stare bene?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lui l’abbraccia e la tiene ben stretta a sé, dondolandola come fosse una bambina.<br />Poi prende a baciarla dolcemente sul collo.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lei sta lì a farsi coccolare, gli occhi socchiusi.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Dopo qualche istante</p>
<p style="text-align: justify;">(lui) &#8211; Va meglio?</p>
<p style="text-align: justify;">(sommessa) &#8211; Sì. Però tienimi stretta…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(pensa) “Non chiedo di meglio…”</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lei fa per serrargli ancor più le braccia intorno alla vita, lasciando scivolare le mani sui glutei.<br /> Al contatto Ramon sospira lievemente.</p>
<p style="text-align: justify;">Accortasi del sospiro, lei solleva lo sguardo</p>
<p style="text-align: justify;">- Che c’è?</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="mani intrecciate" src="http://i.imgur.com/zCR8c.jpg" alt="mani intrecciate" width="211" height="300" /><br />(lui risponde sussurrando)</p>
<p style="text-align: justify;">- Mettile dentro, le mani… <br /> (pensa) “Come mi sono mancate…”  </p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">Lei lo guarda maliziosa<br /> &#8211; Sono fredde come il ghiaccio…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Resisterò.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Pa’ fa per sfregare le mani sul pullover di Ramon, nel vano tentativo di riscaldarle, poi lentamente le insinua nella parte posteriore dei suoi jeans. Al contatto sente la pelle di lui incresparsi come di ghiaccio su una superficie arroventata, e un gemito fuoriuscirgli dalle labbra, mentre piega la testa indietro.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Non le togliere! fa lui anticipando una possibile contromossa. – Ormai mi sono… abituato…</p>
<p>Lei resta incerta se continuare ad accarezzarlo o prendere altre iniziative.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(lei) &#8211; Balliamo, vuoi? Metti un po’ di musica.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Ho un’idea migliore. Mettiamoci sul divano.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lei lo guarda sospettosa.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Non stesi…<br /> Vieni.</p>
<p>La prende per mano e la conduce accanto al divano.<br /><span style="text-align: justify;">Si siede, allarga le gambe e la invita a sedersi dandogli le spalle.<br /></span><span style="text-align: justify;">Poi le stringe le braccia intorno alla vita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Vedi? Così stiamo comodi e posso riscaldarti.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Con la scusa di riscaldarla non fa altro che palpeggiarla sul vestito.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">Pa’ &#8211; E il collo?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lui prende immediatamente a baciarglielo.</p>
<p style="text-align: justify;">(lei) &#8211; Ah ecco!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Sono a sua completa disposizione, signorina (dice tra un bacetto e un morso)</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Ma Cla’ a che ora dovrebbe venire?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Ha detto dopo le 7, perché aveva da fare. <br /> (retropensiero “ Avremmo il tempo per una sveltina…”)<br /> Però scommetti che se lo chiamo e gli dico che sei qua si fionda subito?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="scommessa" src="http://i.imgur.com/Bgf1y.jpg" alt="scommessa" width="252" height="200" /><br />- Ma nooo, non ci credo. (pausa)<br /> Quanto vuoi scommettere?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Non quanto, cosa.<br />Facciamo <a href="http://www.lettermagazine.it/2011/scoop-fiction/scoop-by-scop-novella-2011-i-nodi-vengono-al-pettine/">il massaggio orientale dell’altra volta</a>?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Andato.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon afferra il cellulare dal tavolino e compone il numero di Cla’.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Hai fatto col cliente? A posto?</p>
<p>- Sì, se n’è appena andato.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- E ora che fai?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Devo finire uno schizzo, ne ho per tre quarti d’ora al massimo, più il tempo per arrivare. Dai, un’oretta.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Ti aspetto.<br />Peccato però, perché sai abbiamo visite…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Mmmmm? <em>Visite?</em></p>
<p style="text-align: justify;">(pausa)</p>
<p style="text-align: justify;">Noooooo, allora vengo subito.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon che ha fatto ascoltare anche a Paoletta, fa un gesto con la mano tipo “visto, che ti dicevo?”.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Pa’ intanto se la ride. E pure Ramon.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ &#8211; Perché ridi?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Niente, Ciccio (pensa “dovevo chiedergliene almeno due di massaggi…”)</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un quarto d’ora dopo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ entra in casa, e dalla soglia si sente la sua voce</p>
<p style="text-align: justify;">- Ho fatto più presto che potevo…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Si affaccia in salotto e li trova ancora seduti sul divano, abbracciati.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">A Ramon<br />(interdetto) &#8211; Ma che le stai facendo? (e si avvicina) <img class="alignright" style="margin: 15px;" title="pensieri di ramon" src="http://i.imgur.com/zcGdq.jpg" alt="pensieri di ramon" width="261" height="460" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(senza scioglierla dall’abbraccio)</p>
<p style="text-align: justify;">Ramon &#8211; Nulla, come vedi. I miei pensieri sono puri come un giglio.</p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ (ridendo) &#8211; Sì, sti cazzi… scusa Pa’, lo capisci pure tu…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Clarence si piega a baciare prima lei poi Ramon, per cavalleria.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Fatemi mettere comodo che vi raggiungo…<br />Ah Pa’, vai nella mia borsa. C’è una cosa per te.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Davvero? (fa lei alzandosi, eccitata come una bambina)</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ osserva compiaciuto la mise <br /> &#8211; Wow come stiamo messe stasera, principessa!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Gliel’ho detto anch’io, dovrebbe farlo più spesso…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="tracolla di cla'" src="http://i.imgur.com/0VXqR.jpg" alt="tracolla di cla'" width="222" height="222" />Lei intanto ha aperto la tracolla di Cla’, ma sembrano esserci solo fogli, schizzi e cartelline.</p>
<p>Dal bagno, mentre si lava le mani<br /> Cla’- Vai sul davanti, c’è una busta coi fiori.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Pa’ la trova e la porta in salotto.</p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ la segue a ruota, ridacchiando.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Paola estrae dalla busta un baby doll leggerissimo in seta ricamata, restando a bocca aperta (e nel fondo della busta ci sono anche un minuscolo slip e una sorta di pareo coordinati).</p>
<p style="text-align: justify;">- È bellissimo!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ &#8211; L’ha scelto Ramon, non so come è riuscito a scovarlo…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon annuisce gongolante.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(Pa’ incredula) &#8211; È per me?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon &#8211; E per chi se no?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Paolè fa per accostarselo al corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">- Come mi sta?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon e Cla’ all’unisono &#8211; Benissimo!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ &#8211; Ma ora tu ce lo farai vedere dal vivo, dolcezza…<br /> Sei d’accordo Ramon?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Lo sguardo di Ramon è tutto un programma… praticamente due spirali negli occhi.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Pa’ &#8211; Ma fa freddo…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ e Ramon si guardano complici.<br />Lo stesso pensiero li attraversa all’istante: “E ora ci pensiamo noi a fartelo passare…”</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon &#8211; Massaggio orientale a tre?<br /> Che ne dite della vasca?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img title="candele di cla'" src="http://i.imgur.com/RF9il.jpg" alt="candele di cla'" width="276" height="181" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un quarto d’ora dopo Ramon e Cla’ sono in attesa della loro principessa, calati a mollo in acqua ben calda e piena di schiuma.<br /> L’atmosfera è già carica, Cla’ ha acceso pure le sue consuete candele profumate.</p>
<p style="text-align: justify;">Paoletta compare nella penombra e incede lentamente col suo baby doll di seta e una serie di prodotti in mano.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon &#8211; Mio dio!<br /> Sei un’apparizione!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ resta senza parole, ma quando lei avvicinandosi alla vasca prende a sfilarsi il baby doll, il pareo e poi gli slip<br /> &#8211; <a href="http://www.lettermagazine.it/2012/scoop-fiction/scoop-by-scop-novella-2011-fumarsi-il-cervello/">Ti avverto Pa’, non rispondo di me…</a></p>
<p style="text-align: justify;">Ramon si passa una mano piena di schiuma sulla fronte accaldata, e intanto con un piede sfiora il Gigio di Cla’, che già appare disponibile ad entrare in azione.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">- Don’t worry, ho fatto in modo che non possiate nuocere…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ e Ramon si scambiano un’occhiata interlocutoria.</p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ &#8211; Ma sì dai, chi se ne frega, è te che vogliamo…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Pa’ resta un attimo esitante davanti a loro<br /> &#8211; Reggerà?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ &#8211; Chi?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">(lei candidamente) &#8211; La vasca.</p>
<p style="text-align: justify;">Ramon &#8211; Per una piuma?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Pa’ &#8211; Staremo un po’ strettini, però…    <img class="alignright" style="margin: 15px;" title="lupo che ulula" src="http://i.imgur.com/aoENq.jpg" alt="lupo che ulula" width="184" height="270" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ramon pensa: “Meglio…”</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Cla’ (impaziente) &#8211; Dai che ci andiamo in tre… tu occupi poco spazio.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Paolè si decide e si sistema al centro, fra le loro gambe.</p>
<p style="text-align: justify;">Di colpo viene stretta in una morsa.<br /> Ma è tardi per sottrarsi agli occhi e alla fame di due allupati cronici…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Gianfi, com’era?<br /> “Come si riduce un uomo…”</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="gatto allupato" src="http://i.imgur.com/5QYoT.jpg" alt="gatto allupato " width="144" height="200" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Che darei per ridurmi così…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(Dall’inviato Farina 00)</p>
<p> <strong><br />(SCOP, Società Cooperativa Organizzatori Panzane)</strong></p>
<div><strong><br /></strong></div>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<hr />
<small>Copyright &copy; 2010 <a href="http://www.lettermagazine.it">LetterMagazine</a> <br />
 This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> 59db2746b7e2b9dfc35cc2214b225efd (38.107.179.227) )</small>]]></content:encoded>
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		<title>Giochiamo a indovina chi vuoi!</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 05:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alan Dis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni mesi fa ho promosso una sorta di concorso con l’intento di proseguire il romanzo incompiuto dell’amico Devid: ‘Un uomo solo’. Visto il deludente riscontro, lo stesso Devid mi ha chiesto più volte di desistere. Io però sono piuttosto testardo e dunque ho pensato di trasformare la ‘gara letteraria’ in una sorta di gioco, secondo me [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="gara" src="http://u.jimdo.com/www12/o/s437fe3a5bd466f6a/img/i25f82469e9c061f1/1320002386/std/image.jpg" alt="" width="299" height="259" />Alcuni mesi fa ho promosso una sorta di concorso con l’intento di proseguire il romanzo incompiuto dell’amico Devid: <a title="un uomo solo" href="http://www.lettermagazine.it/2011/disvideo/un-uomo-solo-story/">‘Un uomo solo’. </a>Visto il deludente riscontro, lo stesso Devid mi ha chiesto più volte di desistere. Io però sono piuttosto testardo e dunque ho pensato di trasformare la ‘gara letteraria’ in una sorta di gioco, secondo me più fruibile e accattivante.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di tutto è d’obbligo dichiarare il vincitore; senz&#8217;altro è stato semplice scegliere la vincitrice: Beatrice Nefertiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho gradito il suo modo garbato di scrivere. Beatrice, pur rispettando il contenuto della storia (descrizioni, atmosfere, ecc), è riuscita via via a dare un nuovo tono e una svolta inaspettata al racconto, trasformandolo in un <em>thriller </em>dalle tinte fosche. </p>
<p style="text-align: justify;"><em>Clicca sul link di seguito!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.facebook.com/groups/302523286427112/doc/304668059545968/">http://www.facebook.com/groups/302523286427112/doc/304668059545968/</a> </p>
<p style="text-align: justify;">Se il link non funziona, una volta effettuato il log-in su Facebook ricerca il gruppo ‘Un uomo solo story’ e leggi ‘Il mio seguito’ di Beatrice Nefertiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco l’estratto finale del racconto vincente: </p>
<p style="text-align: justify;"><em>[…] mi faccio strada tra le macerie alla ricerca di qualche tubo rotto […] i palazzinari hanno devastato le fondamenta, e dalle fogne tracima il prodotto digestivo dell&#8217;intero quartiere […] mentre cerco di allontanarmi senza cadere nel disgustoso magma, inciampo di nuovo […] l&#8217;oggetto che mi accoglie a braccia aperte è un cadavere putrefatto. E adesso? La strega puzzolente e alcolizzata mi accuserà anche di omicidio?</em> </p>
<p style="text-align: justify;">Il gioco che vi propongo è di scrivere tra i commenti della pagina Facebook di ‘Un uomo solo’ chi è secondo voi la vittima che il protagonista ritrova nell’edificio abbandonato adiacente a quello in cui vive. Successivamente si potrebbe capire come è morto, chi l’assassino e così via… </p>
<p style="text-align: justify;">Non ci sono regole o limiti di lunghezza (anche se io consiglio di essere brevi), potete formulare qualsiasi ipotesi, anche la più assurda. La vittima potrebbe essere un personaggio di vostra fantasia o addirittura di vostra conoscenza, un personaggio noto che vorreste sparisse, ad esempio Fassino, Berlusconi o Barbara D’Urso piuttosto che Lucia Annunziata!</p>
<p>Insomma date libero sfogo alla vostra fantasia o alla vostra rabbia soffocata da troppo tempo! </p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente ognuno si assume la responsabilità di ciò che scrive, eventuali commenti volgari e/o offensivi, palesemente lesivi di terze persone più note e meno, saranno prontamente eliminati. </p>
<p style="text-align: justify;">P.S. essendo un gioco a scopo di puro svago, non si vince nulla <img src='http://www.lettermagazine.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><em>Si ringrazia Desiree Bravi per l&#8217;editing</em></p>
<hr />
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		<title>Romagna solatia dolce paese</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 05:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Nefertiti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi siamo mancati, nevvero? Dopo l&#8217;Alfabeto Minimo Romagnolo, la droga della Romagna vi è entrata nel sangue. Per evitare la crisi di astinenza, vi somministriamo un&#8217;altra dose di notizie di cui non potevate fare a meno. Lo sapevate? Sapevatelo!      A come Autovelox Tra la Via Emilia e il West. A noi l&#8217;OK Corral [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Vi siamo mancati, nevvero? Dopo l&#8217;<a title="Alfabeto Minimo Romagnolo" href="http://www.lettermagazine.it/2011/attualita/alfabeto-minimo-romagnolo/" target="_blank">Alfabeto Minimo Romagnolo</a>, la droga della Romagna vi è entrata nel sangue. Per evitare la crisi di astinenza, vi somministriamo un&#8217;altra dose di notizie di cui non potevate fare a meno. <em>Lo sapevate? Sapevatelo!</em> </p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER"><strong><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/BXw6i.jpg" alt="Autovelox colpito a fucilate" width="250" height="331" /></strong></p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER"> </p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER"> </p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER"><strong>A come Autovelox</strong></p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER">Tra la Via Emilia e il West. A noi l&#8217;OK Corral non ci fa neanche un baffo.</p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER"> </p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER"> </p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER"> </p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER"> </p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER"> </p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER">   </p>
<p align="JUSTIFY"><strong><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/8UxnF.jpg" alt="Autovelox alibi" width="250" height="309" /></strong></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong>A come Autovelox II (la Vendetta)</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Controllare duemila alibi è una faticaccia, ma il sindaco l&#8217;ha presa come un&#8217;offesa personale.</p>
<p align="JUSTIFY">  </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY">  </p>
<p align="JUSTIFY"><strong><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/3vkcQ.jpg" alt="30enne denuncia mamma e papà" width="250" height="287" /></strong></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong>B come Bamboccioni</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Non ci son più i romagnoli di una volta. Invece di prendere i genitori a fucilate li denuncia, lo smidollato.</p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY">    </p>
<p align="JUSTIFY"><strong><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/N371E.jpg" alt="La terra dei cachi" width="250" height="188" /></strong></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong>C come Cachi</strong></p>
<p align="JUSTIFY">La famosa &#8220;Terra dei Cachi&#8221;&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY">   </p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER"><strong><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/FjLBB.jpg" alt="Daino in centro" width="250" height="281" /></strong></p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER"> </p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER"> </p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER"> </p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER"><strong>D come Daino</strong></p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER">Le Brigate Daini attaccano la città. Intanto però sono stati trovati i candelieri rubati in chiesa.</p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER"> </p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER"> </p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER">  </p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER">  </p>
<p align="JUSTIFY"><strong><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/ne1Y0.jpg" alt="guardone" width="250" height="304" /></strong></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong>G come Guardone</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Si vergogni, maiale! </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY">  </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/v4isn.jpg" alt="calciatore del Forlì" width="250" height="188" /></strong></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong>I come Inseguimento</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Poi dicono che il Forlì non gioca bene in attacco?</p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/MHQ4i.jpg" alt="mucche nel fosso" width="250" height="188" /></strong></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong>M come Mucche</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Noi ci prendiamo cura delle nostre mucche, nel fosso ci lasciamo solo i ciclisti.</p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/nUSha.jpg" alt="maestra ubriaca" width="250" height="281" /></strong></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong>N come “Non esagerate con gli alcolici”</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Va bene che il vino rosso fa buon sangue, ma lo devono bere i bambini, non la maestra!</p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/vMdXT.jpg" alt="omicidio stradale" width="250" height="188" /></strong></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong>O come Omicidio (stradale)</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Squadra di basket costretta a giocare in mutande brevetta l&#8217;omicidio stradale.   </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/ugW5u.jpg" alt="droga nel freezer del pizzaiolo" width="250" height="281" /></strong></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong>P come Pizzaiolo</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Volete l&#8217;indirizzo della pizzeria? Vi piacerebbe&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY">  </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/mwwl9.jpg" alt="profughi tra i meloni" width="250" height="188" /></strong></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong>P come Profughi</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Scusate ma non sapevamo dove metterli, credevamo che fossero di Ravenna&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY">  </p>
<p align="JUSTIFY"><strong><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/vbyWi.jpg" alt="Rapina con morso" width="250" height="188" /></strong></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong>R come Rapina </strong></p>
<p align="JUSTIFY">La madre di tutte le rapine. Quella col morso.  </p>
<p align="JUSTIFY"><strong><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/yU0Od.jpg" alt="cani inferociti" width="250" height="188" /></strong></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong>R come Rapina II (la Vendetta)</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Non era stato lui, ma si controllano gli alibi dei cani.</p>
<p align="JUSTIFY">  </p>
<p align="JUSTIFY"><strong><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/JPhl4.jpg" alt="forlivese chiede i danni a Renzi" width="250" height="281" /></strong></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong>R come Renzi</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Non so perché gli ha chiesto i danni, ma ha fatto bene. A prescindere.</p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY">  </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/2hdNe.jpg" alt="settantenne in fuga con la 127" width="250" height="188" /></strong></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong>S come Settantenni romagnoli</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Voglio una vita spericolata, voglio una vita come Steve Mcqueen&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/GL7qo.jpg" alt="barista di 70 anni" width="250" height="188" /></strong></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong>S come Settantenni II la Vendetta</strong></p>
<p align="JUSTIFY">In Romagna il segreto per tenersi in forma. Vecchi sarete voi!</p>
<p align="JUSTIFY">   </p>
<p align="JUSTIFY"><strong><br /></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignleft" style="margin: 15px" src="http://i.imgur.com/84FL6.jpg" alt="tampona auto e corre a casa" width="250" height="188" /></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong>T come Tamponamento</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Si è fatto male? Mi dispiace! E adesso mi scusi, il gelato si squaglia.</p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><strong><img style="float: left;margin: 15px" src="http://i.imgur.com/2xktm.jpg" alt="Squadre ciclistiche" width="250" height="352" />Appendice per gli sportivi</strong></p>
<p align="JUSTIFY">A Lugo di Romagna il gusto ci guadagna. Prego notare il nome di alcune squadre ciclistiche: Velociraptor, Team Aquilotti Cervia, e il COMITATO DI JOLANDA.</p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p style="text-align: justify" align="CENTER"> </p>
<p align="JUSTIFY">  </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<hr />
<small>Copyright &copy; 2010 <a href="http://www.lettermagazine.it">LetterMagazine</a> <br />
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